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Mandato arresto Putin, Kiev: "Oltre 16mila bambini deportati in Russia"

17 marzo 2023 | 19.28
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I trasferimenti dovrebbero essere temporanei, ma "la maggior parte diventano prolungati". Tale deportazione equivale ad un crimine di guerra

Mandato arresto Putin, Kiev:

Sono oltre 16mila i bambini ucraini portati forzosamente e illegalmente in Russia. Il dato proviene dal governo di Kiev, che parla di 16.221 minorenni. Oggi la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto contro il presidente russo, Vladimir Putin, e la commissaria russa per i bambini, Maria Lvova -Belova, proprio per la deportazione dei bambini ucraini dalle zone occupate.

Tale deportazione equivale ad un crimine di guerra, secondo quanto ha stabilito la Commissione d'inchiesta Onu sull'Ucraina. Secondo il suo rapporto, vi sono le prove della deportazione di centinaia di bambini in Russia. Mosca, si legge, ha delineato politiche per la concessione della cittadinanza russa ai minori e il loro piazzamento in famiglie adottive in modo da "creare una cornice nella quale alcuni bambini rimarranno permanentemente in Russia".

I trasferimenti dovrebbero essere temporanei, ma "la maggior parte diventano prolungati" con "un serie di ostacoli" nel mantenere i contatti fra i bambini e i loro genitori. Il peso di cercare di mantenere i contatti ricade sui minori, perché i genitori affrontano "considerevoli sfide logistiche, finanziarie e di sicurezza" per riuscire a ritrovare i figli. E per questo c'è rischio che i più piccoli perdano i contatti indefinitivamente con i genitori.

A quanto riferisce il rapporto, vi sono casi di genitori e bambini che hanno denunciato maltrattamenti dei minorenni portati in Russia. In alcuni casi i bambini hanno dovuto indossare "vestiti sporchi, subire urli e insulti". Inoltre "alcuni bambini disabili non hanno ricevuto cure e medicazioni adeguate".

Lvova-Belova, la commissaria russa per i diritti dei bambini incriminata dalla Cpi, ha in passato parlato apertamente degli sforzi per indottrinare i bambini ucraini. A settembre, ricorda la Bbc, si era lamentata che alcuni bambini portati via da Mariupol "parlano male del presidente russo, dicono cose terribili e cantano l'inno nazionale ucraino". Lvova-Belova ha anche recentemente annunciato di aver adottato un 15enne di Mariupol.

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