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New York, killer chiede bandiera Isis

(Afp) - AFP
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02 novembre 2017 | 07.38
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Sayfullo Habibullaevic Saipov, il 29enne di origine uzbeka che martedì ha lanciato il suo furgone su una pista ciclabile di New York uccidendo 8 persone e ferendone 12, avrebbe iniziato a fare pratica con il mezzo nove giorni prima dell'attacco.

Formalmente incriminato meno di 24 ore dopo essere stato arrestato, l'uomo ha confessato all'Fbi di pensare alla strage da "oltre un anno", anche se solo "due mesi fa" aveva deciso di utilizzare un furgone come arma. Secondo le autorità federali statunitensi, Saipov aveva affittato il mezzo il 22 ottobre, scegliendo il giorno di Halloween con l'obiettivo di "uccidere più persone possibile", perché sapeva che in quel momento le strade sarebbero state più affollate.

Un testimone ha riferito al Washington Post che, nove giorni prima dell'attentato, il 29enne - che viveva a Paterson, in New Jersey, dove faceva l'autista per Uber - girava con un pickup dell'Home Depot, lo stesso modello lanciato contro la folla, anche se non sembrava trasportare alcun materiale da costruzione o avere un lavoro in quell'ambito. "Non c'era nemmeno un pezzo di legno, ed è per questo che ho trovato la cosa un po 'sospetta", ha detto un vicino di casa, aggiungendo di averlo visto in compagnia di due amici.

HA CHIESTO BANDIERA ISIS - Nella sua confessione alle autorità dopo l'attacco, Saipov non ha lasciato dubbi sul movente: il sostegno allo Stato islamico. Secondo gli atti depositati in tribunale a New York, il 29enne una volta arrestato ha infatti chiesto agli agenti di polizia che una bandiera dell’Isis venisse appesa nella sua stanza d'ospedale. Ha inoltre guardato video violenti dello Stato islamico sul suo cellulare per mesi.

In particolare sul suo telefono gli investigatori hanno trovato 90 video e 3800 immagini legate a Daesh, tra cui materiale di propaganda, video dei combattenti del gruppo che uccidevano prigionieri e istruzioni per costruire armi e bombe. A motivare l'attacco sarebbe però stato un video in cui il capo dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi chiedeva ai musulmani negli Stati Uniti in che modo stessero rispondendo all’uccisione di altri membri della loro fede in Siria e Iraq.

NOTO ALL'FBI - Saipov sarebbe stato un nome noto alle autorità inquirenti americane, che lo avrebbero anche interrogato, perché era stato associato a un sospetto in un'indagine per terrorismo del 2015. Lo rendono noto fonti dell'intelligence citate dalla CBS. Saipov avrebbe avuto contatti con persone considerate dall'Fbi estremisti radicalizzati, almeno uno dei quali di origine uzbeka.

PRESUNTO COMPLICE - Il killer di Manhattan, potrebbe non aver agito da solo. L'Fbi ha fermato e interrogato un secondo cittadino uzbeko, tale Mukhammadzoir Kadirov, 32 anni, che potrebbe essere legato all'attacco di martedì. Fonti inquirenti citate dai media americani si sono limitate a precisare che Kadirov sarebbe stato in contatto con Saipov e con una terza persona di interesse all'inchiesta.

LA FAMIGLIA - Prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel marzo del 2010, Saipov viveva in un quartiere residenziale di Tashkent, in una casa che la famiglia descritta come "decisamente laica" (Sayfullo è figlio maggiore con tre sorelle più piccole) nel frattempo ha venduto per trasferirsi nella parte opposta della città. Non è confermato il suo soggiorno nella città kirghisa di Osh prima di partire per gli Usa. I genitori, Habibullo Saipov, 52 anni, e la madre Muqaddas Saipova, 50, hanno un negozio di vestiti nel bazar di Bektopi. I due ieri sono stati interrogati dalla polizia uzbeka, così come una figlia 17enne. La madre era stata in visita al figlio negli Stati Uniti alla fine del 2016 e all'inizio di quest'anno, e aveva trascorso in tutto due mesi con lui, la moglie uzbeka Nozima e i loro tre figli, il più piccolo dei quali ha tre mesi.

Un conoscente di vecchia data di Saipov, Morrakhmat Muminov, ha testimoniato a Current TV che Saipov si era allontanato dalla comunità uzbeka dello stato dell'Ohio, dove aveva vissuto al suo arrivo negli Stati Uniti nel 2010, dopo una serie di diverbi "non amichevoli" con connazionali ma che non aveva dato segni di radicalizzazione ma solo di essere "un poco aggressivo". I due non si vedevano da due anni ma si erano sentiti due mesi fa.

TRUMP - Intanto, il presidente americano Donald Trump ha sollecitato la condanna alla pena di morte per Saipov. "Il terrorista di NY era soddisfatto e ha chiesto che nella sua stanza di ospedale sia esposta la bandiera dell'Isis. Ha ucciso otto persone e ne ha ferite gravemente 12. Dovrebbe essere condannato a morte", ha scritto Trump, usando le maiuscole per evidenziare l'ultima frase del suo tweet. Trump ieri ha criticato il "diversity visa" (la green card per lotteria) emesso dal Dipartimento di stato, il permesso concesso a Saipov e chiesto il rafforzamento dei controlli degli stranieri negli Stati Uniti.

Trump ha comunque fatto marcia indietro rispetto alla minaccia di spedire Saipov a Guantanamo. Il presidente Usa in una serie di tweet ha ammesso che a Guantanamo "statisticamente i processi richiedono un tempo assai maggiore rispetto al sistema federale" della giustizia civile. Inoltre, ha aggiunto, "c'è anche qualcosa di appropriato nel tenerlo nel luogo in cui ha commesso il suo crimine terribile".

PRESIDENTE UZBEKISTAN- Il presidente dell'Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev ha assicurato a Trump che il suo paese è disposto a "usare tutte le forze e risorse" di cui dispone per contribuire all'inchiesta sull'attentato di New York.

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