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Pizzi di Pro Terra Sancta: ''Da domani fase 2 per ricostruzione Siria''

In arrivo una squadra di quattro ingegneri dall'Italia per capire quante case sono inagibili. Si stima che fino al 40% delle abitazioni non si possano riparare.

Pizzi di Pro Terra Sancta: ''Da domani fase 2 per ricostruzione Siria''
06 marzo 2023 | 21.29
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E' passato un mese da quando, ''alle 4.15 ora locale'', Giacomo Pizzi, collaboratore dell'Associazione Pro Terra Sancta, è stato svegliato da "una scossa fortissima che è durata un'eternità'' mentre si trovava ad Aleppo, la città siriana pesantemente bombardata nel 2016 e poi crollata dopo il terribile terremoto del 6 febbraio scorso. Da allora, dal convento francescano di Azizieh in centro ad Aleppo, ha continuato a stare accanto agli sfollati, ''quasi un milione in totale'' dice ad Adnkronos.

Dopo aver avviato ''un'attività di accoglienza'', proseguito con ''la mensa per i poveri'' e aumentato le razioni di cibo ''perché dopo il terremoto con la luce e il riscaldamento è mancato anche il gas per cucinare'', Pizzi ha passato per ora il testimone sul campo. E, spiega, ''da domani inizia la fase due''. Quella che vedrà arrivare in Siria ''una squadra di quattro ingegneri che partiranno dall'Italia'', alcuni dei quali sono ''ex rappresentanti della protezione civile''. Il loro compito ''per le prossime due settimane'' sarà quello di ''fare una ricognizione degli appartamenti danneggiati di Aleppo e di Latakia per vedere chi può rientrare nella propria abitazione''. Si stima, spiega, che ''tra il 30 e il 40 per cento delle case sia danneggiato in modo non più riparabile''.

Pizzi spiega che sono ''cinquemila gli sfollati che risiedono nelle strutture di Pro Terra Sancta legate ai conventi tra Aleppo e Latakia''. A questi si aggiungono ''altre tremila persone a cui forniamo assistenza con cibo, coperte e altri beni di prima necessità''. Ma non è finita. ''Le persone vivono ancora per strada, dislocate, stiamo cercando di capire l'entità di questa emergenza. Ci sono quasi un milione di sfollati in generale e tantissimi a un mese di distanza dal terremoto non sanno a chi rivolgersi''. Una volta compilata una stima dei danni da parte degli ingegneri, ''che hanno esperienze di terremoti in Italia, si procederà con la raccolta fondi'' finalizzata alla ''ricostruzione''. Inoltre, aggiunge Pizzi, sarà necessario procedere con una ''ricognizione dei bisogni delle persone che dormono ora ancora in auto o in tende di fortuna''.

Un pensiero particolare va ai più piccoli, ''ad Aleppo parliamo di diecimila bambini, molti dei quali sono figli della guerra. Non hanno mai avuto assistenza psicologia riguardo alle conseguenze del conflitto e ora hanno traumi legati al terremoto''. Per loro, spiega Pizzi, si pensa a ''interventi che mirano al sostegno psicologico dei bambini'' e che Pro Terra Sancta pensa di realizzare ''in collaborazione con Caritas e Unicef''. Anche per loro, l'organizzazione rivolge ''un appello alle istituzioni italiane, alle autorità, alla politica. Perché oltre agli aiuti umanitari che sono arrivati, quello che servirebbe ora sarebbe una sospensione delle sanzioni''.

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