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Ucraina, deputati Kiev: "Ue non deluda nostro popolo, ma c'è tanto lavoro da fare"

"Speriamo decisamente di riuscire a realizzare il piano per entrare nell'Unione Europea"

Ucraina, deputati Kiev:
27 aprile 2023 | 15.33
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Entrare nell'Ue a ogni costo sulla spinta di una popolazione che si sente europea e ancorata ai valori occidentali. Due deputati di Kiev, uno della maggioranza e una dell'opposizione, parlano in un'intervista all'Adnkronos del processo che dovrebbe portare nei prossimi anni l'Ucraina in Europa, non nascondendo le difficoltà, ma anche evidenziando il lavoro svolto per provare a soddisfare gli standard richiesti dall'Ue, a partire dalla lotta alla corruzione.

"Speriamo decisamente di riuscire a realizzare il piano per entrare nell'Unione Europea", chiarisce all'inizio dell'intervista Vadym Halaychuk, membro del partito Servitore del popolo del presidente Volodymyr Zelensky e vice presidente della commissione del Parlamento ucraino per l'Integrazione nell'Ue, sottolineando come oggi a Kiev siano "concentrati" a dare esecuzione alle sette raccomandazioni della Commissione europea. Si tratta del primo grande scoglio sulla strada dell'ingresso dell'Ucraina nell'Ue e di cui, come ha spiegato il primo ministro Denys Shmyhal alla Stampa estera, è attesa una valutazione informale entro primavera.

Quali sono i tempi che Kiev si aspetta per la conclusione dell'iter? "Non possiamo parlare di date concrete in questo momento, tuttavia, è assolutamente necessario che quest'anno inizino i negoziati di adesione", una "pietra miliare" li definisce Halaychuk, evidenziando l'importanza che l'Ue non lasci Kiev "disorientata".

L'ingresso in Europa, come nella Nato, non è assolutamente un tema divisivo nel Parlamento ucraino, anzi il sostegno all'adesione di Kiev è bipartisan, come fa notare Ivanna Klympush-Tsintsadze, presidente della commissione del Parlamento ucraino per l'Integrazione nell'Ue e deputata del partito all'opposizione Solidarietà Europea. "Per noi è una priorità, mentre combattiamo questa guerra brutale e mentre le nostre forze di difesa stanno cercando di respingere l'aggressore, fare tutto il possibile allo stesso tempo per trasformare il Paese secondo le condizioni" indicate dalla Commissione europea e dal Consiglio europeo.

"Spero che ci sia una valutazione positiva" sulle raccomandazioni e che si aprano i negoziati, prosegue la deputata, secondo cui questo passo incoraggerebbe l'opinione pubblica ucraina e la società civile a "impegnarsi in modo più efficiente e attivo". Entrare a pieno titolo nell'Ue e nella Nato "è fondamentale per garantire una pace sostenibile e duratura in Europa e tutti noi avvertiamo la responsabilità di dare seguito alle aspettative del popolo ucraino", ribadisce Klympush-Tsintsadze.

La deputata di Solidarietà Europea ammette, tuttavia, che c'è ancora molto da fare per adeguare il Paese agli standard europei. "Siamo onesti, in tutti i settori siamo ancora indietro o, meglio, non ci siamo ancora. Finora c'è stato solo l'accordo di associazione che non prevede il pieno rispetto di tutte le direttive e regolamenti europei - afferma - Quindi non possiamo dire che abbiamo già fatto tutto, ma questo non significa che sarà impossibile e ci auguriamo che il processo non sia più lungo di quanto ci sia voluto in media a qualsiasi Paese che riceve lo status di candidato fino all'effettiva adesione all'Ue".

Klympush-Tsintsadze ricorda che diversi Paesi dei Balcani, nonostante siano candidati da tempo, non abbiano ancora iniziato i negoziati. "Ma crediamo che sia nell'interesse dell'Ue avere i Paesi balcanici a bordo così come avere il suo vicinato orientale a partire da Ucraina, Moldavia e Georgia - rimarca - Ciò garantirebbe l'ampliamento dello spazio di pace, prosperità e democrazia e ritengo che sia interesse vitale dell'Unione Europea".

La deputata commenta quindi i problemi di corruzione palesati nei mesi scorsi dall'Ucraina, con una serie di dimissioni e licenziamenti per mano del governo che hanno evidenziato come la giovane democrazia dell'Europa orientale, come d'altronde altri Paesi, sia ancora troppo esposta a questa pratica. "Penso sia incredibile il lavoro svolto dall'Ucraina dal 2014 per garantire che stiamo combattendo la corruzione. Abbiamo costruito istituzioni totalmente nuove, a partire dall'agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione, l'ufficio anticorruzione, il procuratore speciale anticorruzione, un tribunale anticorruzione e questo è il momento in cui queste istituzioni devono iniziare a dare i loro frutti".

"L'Ucraina non è l'unica ad avere problemi di corruzione. Purtroppo molte nazioni europee continuano ad essere molto vulnerabili, ma la questione è come l'affronti e che tipo di risposte stai costruendo - conclude - Penso che sulla base del tipo di risultati che queste istituzioni dovrebbero dare si possa giudicare l'efficacia della lotta alla corruzione".

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