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Ucraina, Polonia rimanda indietro uomini fuggiti: accordo con Kiev

06 settembre 2023 | 09.16
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Chi è scappato dalla guerra ed è in età per il servizio militare verrà rimpatriato

Soldati ucraini - (Afp)
Soldati ucraini - (Afp)

La Polonia rimanda in Ucraina gli uomini che sono fuggiti dal paese all'inizio della guerra e che, per età, potrebbero essere arruolati nelle forze armate. Le autorità di Varsavia hanno iniziato a estradare i cittadini ucraini in età di servizio militare fuggiti illegalmente dal paese dopo l'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio 2022.

Dopo aver raggiunto un accordo con il governo di Kiev, la Polonia ha deciso l'estradizione dopo aver verificato che dall'inizio della guerra sono arrivati nel Paese 2,87 milioni di ucraini di età compresa tra i 18 e i 60 anni. Tuttavia, secondo le news diffuse dal quotidiano Rzeczpospolita, gran parte di loro ha già fatto ritorno in Ucraina.

Le autorità stimano che circa 80.000 persone che hanno attraversato il confine tra i due paesi non siano registrate. "Si tratta di una cifra significativa per l'Ucraina perché queste persone possono essere mobilitate e rafforzare le truppe al fronte", ha dichiarato Fyodor Venislavski, portavoce del presidente ucraino alla Verkhovna Rada.

E' difficile elaborare un quadro preciso degli uomini a disposizioni dell'esercito ucraino e delle perdite subite in oltre 18 mesi di guerra. Secondo fonti citate recentemente dal New York Times, l'Ucraina conta su circa 500.000 truppe, tra quelle in servizio, la riserva e i paramilitari. In circa un anno e mezzo i caduti per l'Ucraina sono più di quelli registrati tra le truppe americane in Vietnam (circa 58.000) e quasi quanti quelli tra le forze di sicurezza afghane dal 2001 al 2021 (circa 69.000).

Dalla Russia, nelle stesse ore, arrivano le news relative ai procedimenti nei confronti dei disertori. Un tribunale di Novosibirsk ha condannato altri cinque soldati a pene comprese fra cinque e cinque anni e mezzo di carcere per diserzione, dopo che avevano lasciato l'unità militare a cui erano stati assegnati dopo essere stati mobilitati. Un sesto soldato è stato condannato a cinque anni di carcere ma con la condizionale. Dall'inizio della mobilitazione lo scorso settembre, sono stati aperti più di 2.900 casi per diserzione. Nel 75 per cento dei casi, si sono conclusi con un verdetto di colpevolezza.

Negli ultimi mesi, tra le ripetute smentite di Mosca per nuove mobilitazioni, sono arrivati provvedimenti che hanno modificato l'accesso alla leva. Nell'ultima leva di primavera, in particolare, dal primo aprile al 15 luglio sono stati coinvolti 147mila russi di età compresa fra i 18 e i 27 anni.

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