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Startup: Taranto, presenza manager facilita anche finanziamento

Un momento del convegno Manageritalia
Un momento del convegno Manageritalia
13 giugno 2017 | 14.53
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"Fare innovazione è difficile in Sicilia e al Sud perché c’è troppa dipendenza dal pubblico, per la composizione produttiva del territorio e per l’incapacità di fare rete tra imprese e università. Bisogna inserire manager nelle startup, perché questo dà loro possibilità di avere da subito una struttura competitiva e facilità anche il finanziamento, che cerca appunto imprese con un business plan vincente e competenze capaci di realizzarlo". Così Luigi Taranto, segretario della commissione Attività produttive Camera dei deputati, in occasione del convegno Startup e pmi organizzato a Palermo da Manageritalia coinvolgendo istituzioni e attori economici.

"Bisogna -sostiene- aumentare la conoscenza presente nel processo produttivo e fare innovazione anche nell’ecosistema. Andrebbe creato, come ha proposto lo Svimez, un Mit del Mezzogiorno". Che le startup innovative siano per la Sicilia un fenomeno in forte espansione e potenzialità lo dicono i numeri. Ieri, visto che i numeri vengono dati giorno per giorno dall’apposito registro, erano 7.281 in Italia (+7,9% da inizio anno) e 362 in Sicilia (+10,7%), con Catania che ne ha 113 (31,2%) e Palermo 105 (29%) che da sole ne contano più del 60% dell’isola.

"Troppe aziende familiari in Italia -dice Guido Carella, presidente Manageritalia nazionale- non hanno manager esterni alla famiglia (70% contro il 20% dei nostri principali partner europei) e proprio qui sta buona parte della nostra incapacità di competere oggi nella nuova economia digitale e 4.0". "Abbiamo tanti manager siciliani -ricorda Luca Mencarelli, presidente Manageritalia Palermo e Sicilia- che non trovando sbocchi sull’isola sono stati costretti ad andare altrove e tanti giovani che devono farlo ora. Sfruttiamoli dando più spazio loro nelle nostre imprese. Noi siamo a disposizione di chi voglia anche solo capire come e cosa fare per inserire managerialità".

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato il bisogno di inserire managerialità nelle startup e nelle pmi e di fare squadra operando tutti per cogliere questa innovazione in tutti i sensi, per cambiare davvero lo stato dell’economia dell’Isola. "Dobbiamo valutare -afferma Pietro Agen, presidente di Confcommercio Sicilia- le nuove imprese e aiutarle ad avere un piano che stia in piedi e possa correre, fare utili e dargli solidità grazie a innesti manageriali esterni alla famiglia dell’imprenditore. Non può più esserci confusione tra ruolo dell’imprenditore e del management". Per Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio Palermo, "l’imprenditore non fa nascere le imprese, questo lo fa il notaio, lui deve idearle e crescerle facendosi affiancare da valide competenze manageriali".

"Abbiamo problemi -sottolinea Felice Duca, partner Bdo Italia spa di Palermo- di passaggio generazionale e la quota europea più alta di imprenditori over 65 (21%). Le nostre pmi, che sono la ricchezza e il motore del Paese, sono sottocapitalizzate in termini finanziari e di competenze. Noi accompagniamo le pmi verso la crescita, sino alla quotazione e sappiamo bene che servono idee, capacità di realizzazione, e quindi manager, e capitali di rischio".

Emanuele Spampinato, vicepresidente Assintel, conferma l’importanza dei manager ancor più per le imprese che devono fare innovazione tecnologica e amministrativa: "Perché in un mercato rapido e mutevole come quello di oggi bisogna avere la capacità di innovare anche il modo di fare business". Alessandro Albanese, presidente Camera di commercio Palermo e Enna, dice: "Leggi e aiuti vari, quale quello di Manageritalia, sono utilissimi, ma serve anche una vera cultura d’impresa sul territorio".

"Ho smesso di fare il manager -riferisce Bortolo Scarso, chief financial officer & chief engineer di Morpheos, startup innovativa di Palermo- in altre aziende e sono venuto a farlo per la startup creata dai miei figli. Abbiamo ricevuto 3,5 milioni di finanziamenti, in parte da Invitalia e dalle banche. I miei figli sono prima andati a lavorare per due anni in aziende all’esterno, per capire il mercato e il business. Poi hanno colto l’opportunità di fare l’impresa e io sono venuto come padre, ma più ancora come manager, a sostenerli. Il sistema funziona e ha operatori pubblici e privati che supportano e danno linfa vitale".

"Abbiamo incubato -ricorda Tiberio Mantia, partner Factory accademia e partner Digital Magics Palermo- già due startup in città (Morpheos e SpidWit) e ci apprestiamo a farlo con altre tre. Noi valutiamo idee e startup e forniamo servizi e supporto, restando soci con una quota di minoranza". "Sono un professore e ricercatore: per decollare davvero -ribadisce Massimiliano Olivieri, amministratore delegato startup Neuroteam- ci siamo dovuti portare in casa un manager, indispensabile per gestire e sviluppare il business e allargare la compagine societaria".

Bruno Ferlito, di Invitalia (Incentivi e innovazione-incentivi alle imprese), spiega, invece, come "Invitalia con il programma Smart & Start, che ha supportato la startup palermitana Morpheos, e con altre iniziative, sia al servizio del territorio e dell’ecosistema per dare slancio alle buone idee; e in Smart & Start uno dei punti cardine sono il monitoraggio e tutoraggio di manager forniti da Invitalia attraverso Manageritalia e Federmanager".

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