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Prada, ritorno al concreto

21 settembre 2023 | 22.44
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Per la prossima stagione Raf Simons e Miuccia Prada elogiano l'artigianalità tra accenni a Hitchcock, frange e cappotti in pelle patchwork: "Concentrati su metodi e valori"

L'uscita finale della collezione spring-summer 2024 di Prada
L'uscita finale della collezione spring-summer 2024 di Prada

Una radicalizzazione di contrasti per tornare al concreto, in un vocabolario ben strutturato, dove la femminilità si scopre dolce ma forte al tempo stesso. Per la prossima primavera-estate Miuccia Prada e Raf Simons tornano al reale, mettendo al centro il fatto a mano e l’artigianalità. “Non volevamo filosofeggiare o raccontare storie sull’abbigliamento - afferma Miuccia Prada -. Per questa collezione volevamo concentrarci sul lavoro, sui metodi, sulle tecniche e sul valore. C’è un rispetto per il nostro mestiere come stilisti e per l’atto di creare vestiti. Gli abiti parlano da sé. Abbiamo cercato di fare al meglio il nostro lavoro e di realizzare cose belle, per la realtà di oggi. Può sembrare banale, ma è la verità”.

Algide e diafane, come le donne di Hitchcock, le modelle sfilano avvolte in mini abiti di organza e gazar o con indosso camicie stampate e abiti ricamati a mano con cristalli e borchie, che ricordano delle corazze. Le frange, minimo comun denominatore della collezione, conferiscono grazia a ogni look e fanno da contrasto ai look distopici dalla vena brutalista e glamour, come i cappotti in pelle patchwork patinata e le tute workwear.

Un neo massimalismo che cita gli anni ‘20 e che ribadisce il concetto di coerenza all’heritage del brand che il duo creativo ha voluto enfatizzare. Un esempio su tutti? La riproduzione in nappa della borsa creata da Mario Prada nel 1913. Ai piedi invece non ci sono mezze misure: décolleté con tacco alto e tomaia a punta, sabot Mary-Jane e Derby stringate con punta squadrata.

“Idee, tecniche e materiali noti vengono utilizzati in maniera diversa attraverso modalità inconsuete, spostando e ridefinendo gli elementi. In una continua evoluzione del Dna di Prada - osserva Raf Simons -. Anche se di solito non lo facciamo, per questa stagione abbiamo voluto parlare dell’artigianalità, della complessità del lavoro che ruota attorno a questi abiti. Tutti i ricami sono fatti a mano e la collezione racchiude in sé idee e tecniche studiate e sviluppate a lungo. Questo lavoro è sempre parte di ciò che facciamo e che abbiamo sempre fatto. Volevamo renderlo riconoscibile”.

Quando i due stilisti escono in passerella a salutare gli ospiti il momento è dedicato a Fabio Zambernardi, per quattro decadi braccio destro di Miuccia Prada, che lascia il suo ruolo di design director dei marchi Prada e Miu Miu. I tre si abbracciano commossi e per loro scatta un lungo applauso. (di Federica Mochi)

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