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Nutrizionisti: 'Sul vino no allarmismi ma educare, occhio ai giovani'

23 gennaio 2023 | 08.01
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Nutrizionisti: 'Sul vino no allarmismi ma educare, occhio ai giovani'

No allarmismi su vino e alcolici, ma informazione ed educazione. Un'opera di sensibilizzazione che va rivolta soprattutto ai giovanissimi. Così Barbara Paolini, presidente dell'Adi, Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, interviene nel dibattito acceso dalla riflessione dell'immunologa Antonella Viola sugli effetti legati al consumo di alcol. "Un messaggio di questo tipo - dichiara Paolini all'Adnkronos Salute - deve essere spiegato e contestualizzato".

Per prima cosa, analizza, "è necessario capire quali sono i reali livelli di rischio ed entro che dosi e limiti vale la pena di preoccuparsi. E' noto a tutti - ricorda l'esperta - che chi beve troppo alcol è a rischio di tumori del tratto gastrointestinale, mentre chi fuma tabacco rischia il cancro al polmone, ma sempre in proporzione alla quantità e soprattutto all'età. Sia l'alcol sia il tabacco sono nella famosa lista 1 delle sostanze cancerogene compilate dalla Iarc", l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Lo sono "al pari di alimenti e carne rossa altamente processati come salumi o carne in scatola, ma quindi questo significa che la stessa dicitura presente sulle sigarette debba essere inserita anche su un insaccato o sui cibi trasformati? Bere un bicchiere di vino a pranzo o mangiare una fetta di salame una volta a settimana è pericoloso quanto fumare una sigaretta? Certo che no - chiarisce la specialista - Fumare è molto più dannoso per la salute che mangiare qualche insaccato o bere un bicchiere di vino".

"L'alcol, così come le carni rosse o i prodotti altamente processati, o le bevande troppo zuccherate - sottolinea Paolini - sono con ragionevole certezza delle sostanze cancerogene in grado di aumentare il rischio di tumori, ma la probabilità di ammalarsi dipende sia dalle quantità consumate sia dall'intrinseco potere cancerogeno di tali sostanze, il quale, secondo le osservazioni epidemiologiche, è più basso, per esempio, rispetto a quello del fumo di sigaretta".

'Fondamentale parlare di dosaggi e frequenza, proibire non scoraggia il consumo anzi può favorirlo'

"Ecco perché", secondo la presidente Adi, "è sempre importante parlare di giusti dosaggi e di giusta frequenza con il quale si consumano determinati prodotti, e preoccuparci eventualmente dei loro effetti, anche in caso di categorie particolarmente a rischio come bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti con problematiche di salute importanti. Nel caso specifico dell'alcol, soprattutto - rimarca Paolini - bisogna fare attenzione agli adolescenti, una delle età dove purtroppo si registra un elevato consumo di alcolici e superalcolici".

E allora, "piuttosto che creare allarmismi o discutere sul vietare o meno certi cibi o certi prodotti, è importante lavorare sulla sensibilizzazione e l'educazione dei bambini e dei ragazzi sui rischi di determinati prodotti - esorta l'esperta - ma soprattutto su quelli che sono i corretti stili di vita alimentare, sull'importanza di leggere le etichette e di come interpretarle e su quanto sia importante fare attività fisica".

"La proibizione di un determinato prodotto o alimento - chiosa Paolini - non porta sicuramente a un minore consumo, anzi in alcuni lo favorisce".

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