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Bufera in Rai per nomina a Tgr Sardegna, insorge il sindacato

L'ex ufficio stampa della Regione diventa caporedattore della sede di Cagliari. Cdr e Usigrai: "Fatto di gravità inaudita. Chiediamo intervento Vigilanza". La replica della componente Pluralismo e Libertà: "Siamo davanti ad un caso vergognoso di comportamento antisindacale".

Bufera in Rai per nomina a Tgr Sardegna, insorge il sindacato
19 settembre 2023 | 09.52
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Bufera sindacale in Rai sulla nomina del nuovo caporedattore della sede di Cagliari, Ignazio Artizzu. In un comunicato congiunto, l'Esecutivo Usigrai, il Coordinamento dei Cdr della Tgr e il Cdr Tgr Sardegna, senza mai nominare direttamente Artizzu, definiscono la nomina "un fatto di una gravità inaudita".

E spiegano perché: "Dopo 2 mandati consecutivi passati come consigliere regionale (dal 2004 al 2014), dopo essersi candidato nel 2019 con il partito dell'attuale Presidente, risultando il primo dei non eletti nella sua circoscrizione. Chiamato dopo poco a ricoprire l'incarico fiduciario di capo ufficio stampa della Giunta Solinas, si dimette 45 giorni fa. Rientra in redazione e dalla qualifica di caposervizio viene promosso dalla direzione a quella di caporedattore della Tgr Rai Sardegna. Tutto questo a meno di 6 mesi dalle prossime elezioni regionali", sottolineano gli organismi sindacali.

"Con la direzione Casarin, già bocciato 2 volte da tutte le redazioni, e con l'avallo del vertice aziendale, stanno avvenendo fatti di inaudita gravità che minano direttamente alle fondamenta il servizio pubblico radiotelevisivo e la credibilità della testata e della Rai. Chiediamo alla Commissione parlamentare di Vigilanza se quanto sta avvenendo nella Tgr rispetti i canoni di autonomia e di indipendenza che devono caratterizzare l'informazione del servizio pubblico. Di certo, come dimostrato in questi giorni a Milano e a Firenze, le redazioni della Tgr sono pronte a mobilitarsi per difendere l'autorevolezza della testata da nomine dettate dalla politica o gravate da evidenti conflitti di interesse.", concludono Esecutivo Usigrai, Coordinamento Cdr Tgr e Cdr Tgr Sardegna.

Pronta la replica della componente Pluralismo e Libertà, presente in Usigrai, Fnsi e Stampa romana: "L'attacco personale, non politico, di inaudita violenza, sferrato contro un collega che vanta 35 anni di anzianità aziendale, reo di avere partecipato alla selezione per il ruolo di caporedattore della Tgr Sardegna, svela il volto più deteriore di ciò cui è ridotta oggi l'Usigrai. Non più quello di tutela dei suoi iscritti, ma ormai plotone di esecuzione degli elementi non considerati organici ai propri disegni egemonici. Siamo al linciaggio sfrenato del collega sgradito, ancorché iscritto, ancorché contribuente nei decenni, con le proprie quote, al rimpinguarsi di quella enorme quantità di denaro sparita dalle casse del sindacato, e per la quale si attendono spiegazioni fino ad ora non pervenute. Come mai desta scalpore l'attribuzione di un incarico ad un professionista che ha lavorato per un ente pubblico con un ruolo professionale, e non politico, e così non è stato in passato nei confronti di casi analoghi? Con quale diritto l'Usigrai, che dovrebbe tutelare l'onorabilità professionale del collega, se ne fa invece detrattore? Siamo davanti ad un caso vergognoso di comportamento antisindacale, questo sì, da segnalare non solo alla Commissione di Vigilanza, ma anche in altre opportune sedi", conclude Pluralismo e Libertà.

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