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Contatti Meloni-Draghi dopo 'incidente' alla Camera

I due, riferiscono fonti autorevoli all'Adnkronos, sono stati sempre in contatto in questi mesi, per lo più con scambi di messaggi

Mario Draghi e Giorgia Meloni nel giorno del passaggio di consegne - Afp
Mario Draghi e Giorgia Meloni nel giorno del passaggio di consegne - Afp
13 dicembre 2023 | 15.25
LETTURA: 3 minuti

A quanto si apprende, ci sarebbero stati contatti tra la premier Giorgia Meloni e Mario Draghi dopo le parole della presidente del Consiglio ieri in Aula alla Camera sul suo predecessore. Parole, ha spiegato in serata Meloni, dirette al Pd ma che tiravano in mezzo anche l'ex numero uno della Bce.

I due, riferiscono fonti autorevoli all'Adnkronos, sono stati sempre in contatto in questi mesi, per lo più con scambi di messaggi, un'abitudine che era già in essere quando Draghi sedeva a Palazzo Chigi, e Meloni era l''unica voce' fuori dal coro, fermamente all'opposizione. A Draghi la presidente del Consiglio avrebbe ribadito, come oggi in Aula al Senato, che il suo non voleva essere in alcun modo un attacco diretto contro di lui.

Le parole di Meloni alla Camera: cosa è successo ieri in Aula

"Mi ha molto colpito - ha detto la premier ieri alla Camera in un passaggio sulla politica estera e sulle critiche al governo - che si sia fatto riferimento al grande gesto da statista del mio predecessore Mario Draghi e la foto in treno verso Kiev con Macron e Scholz. Per alcuni la politica estera è stata farsi foto con Francia e Germania quando non si portava a casa niente. L'Europa non è a tre ma a 27, bisogna parlare con tutti: io parlo con la Germania, la Francia e pure con l'Ungheria, questo è fare bene il mio mestiere". Alle parole della premier, anche tra i banchi del governo c'è chi si è scambiato sguardi sorpresi per l'affondo appena perpetrato.

Ma poco dopo, a margine di un dibattito rovente, Meloni ha aggiustato il tiro, spiegando con fermezza che il suo non era affatto un attacco all'ex numero uno della Bce, ma al Pd "che come al solito pensa che tutto il lavoro che il presidente del Consiglio Draghi ha fatto si riassuma nella fotografia con Francia e Germania. Non è la foto con Macron e Scholz che determina il lavoro di Draghi. Lui non c’entra niente, anzi - puntualizzava - ho rispettato la sua fermezza di fronte alle difficoltà che aveva nella sua maggioranza. Il suo lavoro non si può risolvere in una fotografia accanto ai leader di Parigi e Berlino”.

Il suo, ribadiva con convinzione, era "un attacco al Pd, secondo il quale la politica estera è solo farsi le foto con Francia e Germania, quando invece questo Governo rivendica l’abilità di riuscire a dialogare con tutti in Europa e anche a livello internazionale. L’intenzione non era certo quella di attaccare Draghi e ancora di meno di attaccare l’impulso che Draghi è riuscito a dare nel sostegno europeo all’Ucraina". Per Meloni l'incidente si è chiuso qui. Con Draghi, perché con le opposizioni la polemica non si arresta, anzi: è destinata a farsi più rovente con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale delle europee.

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