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Ita-Lufthansa, le reazioni all'accordo. Conte: "Nostra compagnia svenduta"

Il leader M5S: "Più che Fratelli d'Italia sono Fratelli di Germania"

(Fotogramma)
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25 maggio 2023 | 19.15
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Si susseguono le reazioni all'accordo Ita-Lufthansa. "Andiamo a rileggere le molteplici dichiarazioni e i post del duo Meloni e Salvini quando dicevano: 'Mai svendere la nostra compagnia di bandiera nelle mani straniere' - dice il leader del M5S, Giuseppe Conte, a Licata (Agrigento) - Ebbene, ora invece il governo sovranista per eccellenza ha svenduto la nostra compagnia alla Lufthansa. Avremo la maggioranza del capitale in mani tedesche. Piuttosto che Fratelli d'Italia sono 'Fratelli di Germania'".

Per il senatore Antonio Misiani, responsabile Infrastrutture della segreteria nazionale Pd, “l’accordo per l’ingresso di Lufthansa in Ita segna una svolta di grande portata per il futuro della compagnia, dopo troppi anni di incertezze, enormi risorse pubbliche impegnate e grandi occasioni mancate, a partire dall’ipotesi di fusione con Air France stoppata a suo tempo dal centrodestra in nome di un’italianità che da oggi viene definitivamente meno". "Come Partito Democratico solleciteremo il governo a riferire al Parlamento in merito all’implementazione effettiva del piano industriale di Ita, con particolare attenzione al futuro dei lavoratori in cassa integrazione e alla conferma delle nuove assunzioni, all’acquisto dei nuovi velivoli, alla gestione degli slot e delle tratte continentali e, in generale, alle prospettive industriali e occupazionali della compagnia in relazione all’ingresso di Lufthansa”, dice Misiani.

“Che finalmente si sia arrivati a un accordo per la vendita e la privatizzazione di Ita è una buona notizia", commenta il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova. "E questo - sottolinea - supera la discussione sul fatto che Lufthansa abbia pagato più o meno quanto fossero disponibili a pagare altri: ora il governo che resta per qualche tempo azionista di maggioranza potrà seguire l’attuazione del piano di rilancio - o di lancio - di Ita e tutti ci auguriamo che grazie ad un partner industriale solido come Lufthansa il piano abbia successo”. “Resta il giudizio pesantemente negativo sugli anni persi, anche di recente, buttando miliardi dei contribuenti inseguendo fuori tempo massimo il mito statalista della compagnia di bandiera. Anche su questo Meloni e il suo partito hanno completamente cambiato idea, tradendo i proclami sovranisti e statalisti con i quali ancora in campagna elettorale promettevano Ita pubblica”, conclude Della Vedova.

I SINDACATI

“Prendiamo atto con ottimismo della chiusura dell’accordo per la cessione di Ita Airways a Lufthansa e conseguente ingresso della Compagnia in Star Alliance”, commentano il segretario generale Claudio Tarlazzi e il segretario nazionale Ivan Viglietti della Uiltrasporti. “Abbiamo sempre sostenuto che fosse indispensabile per la crescita di Ita Airways essere inseriti in una grande alleanza e l’accordo chiuso oggi rappresenta in questo senso una grande opportunità. È importante ora - spiegano - concretizzare gli obiettivi di sviluppo e crescita del piano industriale nell’ottica di una completa partecipazione e di obiettivi condivisi”.

"Bene l'accordo tra Mef e Lufthansa per l’ingresso del gruppo tedesco nel capitale di Ita Airways", afferma la Filt Cgil, che aggiunge: "Ora però ci aspettiamo una convocazione per avviare un confronto sul piano industriale che dovrà essere volto allo sviluppo e non dovrà penalizzare gli aeroporti italiani". "Per noi inoltre - sottolinea la Federazione dei Trasporti della Cgil - è centrale, seppur nell’ambito di una forte alleanza internazionale come sarà quella con Lufthansa, che una quota di maggioranza della compagnia rimanga allo Stato". “Ci aspettiamo anche - conclude la Filt Cgil - un rilancio e la crescita della flotta che consenta le assunzioni di nuovo personale per recuperare tutti i lavoratori in cassa integrazione di Alitalia e delle altre compagnie aeree che, negli ultimi anni, hanno chiuso i battenti, complici il Covid ma soprattutto la miopia della politica rispetto alle politiche industriali del trasporto aereo”.

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