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Resistenza, Schlein: "La Russa inadatto a ruolo, scuse non bastano"

01 aprile 2023 | 17.40
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Bonaccini: "Non può fare il presidente del Senato". La Lega si smarca: "Nostra democrazia nata grazie ai partigiani"

Resistenza, Schlein:

Non si placano le polemiche all'indomani delle esternazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa sulla strage di via Rasella. E le nuove affermazioni di La Russa, che oggi dalle colonne del 'Corriere della Sera' spiegando che le sue parole avevano l'intento di spegnere la "polemica assurda" seguita alle dichiarazioni di Meloni sulle Fosse Ardeatine e "non attizzarla. Perché se avessi voluto su via Rasella avrei detto ben altro...", non hanno placato gli animi.

Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, "La Russa è adatto a ricoprire il ruolo si presidente del Senato? No. L'ho detto anche ieri: le parole di La Russa sono inaccettabili" tanto più per "il ruolo che ricopre". "E non bastano le scuse" di La Russa, aggiunge Schlein. "Non è neanche la prima volta, è una storia quotidiana: c'è un tentativo di riscrivere la storia, cercando di negare il contributo della Resistenza e dell'antifascismo alla scrittura della Costituzione in cui tutti, soprattutto chi ha ruoli istituzionali, si dovrebbero riconoscere".

Ad andare all'attacco oggi è anche il presidente Stefano Bonaccini: "Qui non siamo più nel campo delle gaffe. La Russa ne ha inanellate una serie e a me pare di poter dire che la seconda carica dello Stato è ricoperta da una persona che non è in grado di ricoprire quell'incarico", afferma dal Festival del 'Domani' a Modena.

"Si fa revisionismo raccontando bugie solo perché si ha timore di certificare che l'Italia è una Repubblica nata sull'antifascismo. Cosa dobbiamo fare, tornare a dire che fascismo e nazismo hanno fatto anche cose buone? Ma stiamo scherzano? Se La Russa vuole, lo porto con me a Marzabotto o alla 'buca' di Susano dove i nazisti lanciavano in aria i neonati e sparavano. Perché questo è successo".

"Per me le parole di La Russa sono vergognose. Se poi mi chiedete se la Meloni è fascista - ribadisce - rispondo di no ma lei ha dovere di togliersi di dosso un po' di gente che al fascismo è un po' troppo abituata".

A rincarare la dose è anche il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: "Le parole di La Russa sono davvero degne della peggior paccottiglia revisionista fascista, ed è evidente che è incompatibile con la carica che ricopre, perché le sue parole gettano vergogna sulle Istituzioni repubblicane. La verità è che dovrebbe semplicemente dimettersi e non lo farà, ma almeno risparmi al Paese e agli italiani la vergogna continua a poche settimane dal 25 aprile di cercare di riscrivere la storia".

Toni ancora più aspri dal portavoce di Unione popolare Luigi de Magistris per il quale "Ignazio La Russa, che ha in casa il busto di Mussolini, è un fascista divenuto in sfregio alla Costituzione presidente del Senato. Farà e faranno di tutto per modificare la storia con un processo di revisionismo. E sempre compito degli antifascisti rimettere a posto la storia".

Non chiede invece le dimissioni di La Russa il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: "Chiedere le dimissioni a ogni uscita di La Russa? Si sarebbe già dovuto dimettere tante volte. Noi confidiamo che prosegua nel suo incarico con maggiore responsabilità", afferma pur sottolineando che "il presidente del Senato, al di là del fatto che è la seconda carica dello Stato, spesso si lascia andare a dei revisionismi raffazzonati. Fa dell'analisi storica, che è una cosa seria, una sorta di insalata alla russa. Queste boutade non sono accettabili da chi riveste il ruolo di seconda carica del Stato".

La Lega si smarca affermando, con il senatore Claudio Durigon, che "fascismo e nazifascismo hanno in qualche modo rovinato l'Italia in quegli anni e non credo che oggi possano più tornare, per nostra fortuna. L'antifascismo è stato sicuramente, con i partigiani, una cosa utilissima all'Italia e se oggi abbiamo questa democrazia è proprio grazie a questo".

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