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Migranti, Meloni: "La mia coscienza è a posto"

Il premier: "Più persone partono, più persone si mettono nelle mani di cinici trafficanti, più c'è il rischio che qualcosa vada storto"

(Afp)
(Afp)
13 marzo 2023 | 20.07
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"Sono giorni particolari questi, in cui veniamo accusati di cose raccapriccianti, ma la mia coscienza è a posto. Più persone partono, più persone si mettono nelle mani di cinici trafficanti, più c’è il rischio che qualcosa vada storto". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla presentazione del libro di Padre Antonio Spadaro 'L'Atlante di Francesco', si esprime sul tema dell'immigrazione.

"Non credo che questo possa essere il modo più umano è giusto di affrontare questa vicenda, forse più facile - va avanti - forse è il modo più facile quello di nascondere la testa sotto la sabbia, lasciare che siano mafiosi e trafficanti a decidere chi debba entrare nel nostro Paese", dice. "In questi giorni, mentre altri fanno polemiche, io parlo al telefono per sbloccare un fondo internazionale tunisino senza il quale la Tunisia rischia grosso. Non c’è un interlocutore su questo che ascolti. Speriamo nelle prossime ore. Ma è quel che stiamo facendo. Io credo che è questa la politica seria che va fatta".

"Più persone partono, più persone si mettono nelle mani di cinici trafficanti e più c'è il rischio che qualcosa vada storto: non credo che questo possa mai essere il modo giusto, umano e responsabile di affrontare questa vicenda. Forse sarebbe più facile mettere la testa sotto la sabbia, lasciare che siano dei mafiosi a decidere chi deve arrivare da noi, lasciare che arrivi da noi solo chi ha soldi per pagare quei mafiosi, lasciare che in Africa continuino a prendere piede i mercenari della Wagner e i fondamentalisti", ribadisce.

"Molti africani mi hanno detto che non vogliono scappare dalle loro terre e io penso che, su questo, si può fare di più: questo è l'approccio più umano che si può avere, l'approccio più misericordioso", afferma.

UCRAINA - "Credo che sia la Santa Sede sia quella più idonea a favorire una soluzione negoziale, non ha altro interesse che non sia quello di una soluzione giusta del conflitto" in Ucraina. "Sostengo questo sforzo che ho visto, che spero si intensifichi e sul quale la Santa Sede può assolutamente contare sul nostro aiuto" aggiunge. "Tutti vogliamo la pace, tutti facciamo quello che possiamo per favorire una soluzione di questo conflitto che non stabilisca il principio che chi è più forte impone la sua forza", e "credo che sia proprio la Santa Sede quella più idonea a favorire una soluzione negoziale, perché non ha altro interesse che non sia quello di una soluzione giusta di questo conflitto, non ha un interesse nazionale che muove gli Stati nazionali e ha inevitabilmente sempre delle postille", ragiona Meloni.

"Oggi c'è un aggredito e un aggressore" precisa il premier. "Se noi ci voltassimo dall'altra parte e non aiutassimo l'aggredito a difendersi non avremmo la pace, ma un'invasione che configurerebbe una guerra molto più vicina".

EUROPA - "L'idea dell'Europa come un club con nazioni di serie A e di serie B è secondo me un'idea distorta dell'Europa: se qualcuno in Europa è un po' indietro, lo aiuti, lo avvicini, non lo spingi fuori" sottolinea.

BENZINA - "La politica deve assumersi delle responsabilità, anche quando può essere non redditizio. Ad esempio noi abbiamo fatto la scelta dolorosa di non prorogare il taglio delle accise sulla benzina, che impattava su tutti alla stessa maniera, scegliendo di prendere quei 10 miliardi e concentrarli sulle fasce in difficoltà. E quella scelta io la rivendico".

LA LINGUA ITALIANA - "Papa Francesco Parla diverse lingue, ma ha scelto l'italiano in gran parte dei suoi discorsi e dei suoi interventi, è il più grande ambasciatore della lingua italiana nel mondo e noi dobbiamo essere fieri che abbia scelto di declinare la parola di Dio nella lingua italiana".

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