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Al Gemelli 'torre di controllo' per chi ha patologie respiratorie croniche

Nasce il Cemar, Centro malattie apparato respiratorio, al centro la teleassistenza

Ambulatori Servizio di Teleassistenza respiratoria del Cemar - 
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Ambulatori Servizio di Teleassistenza respiratoria del Cemar - Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs di Roma
18 ottobre 2022 | 19.04
LETTURA: 3 minuti

Aiutare i pazienti con malattie respiratorie croniche come se fossero degli aerei seguiti dalla torre di controllo. E' l'obiettivo del Cemar, Centro malattie apparato respiratorio, la nuova struttura di cui da oggi dispone la Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs di Roma. Il nuovo centro è stato inaugurato e nasce grazie al contributo di Acea insieme ad altri donatori per l’acquisto delle innovative tecnologie per la teleassistenza di cui è dotato. "L’esperienza del Covid – spiega Luca Richeldi, direttore della Uoc di Pneumologia del Gemelli e ordinario di malattie dell’apparato respiratorio all’Università Cattolica, campus di Roma - ci ha indicato come le cure domiciliari e territoriali rappresentino un elemento cruciale, ma ancora troppo debole del nostro Servizio sanitario nazionale e come le nuove tecnologie possano consentire una presa in carico sicura ed efficace".

Il ‘cuore’ del Cemar è infatti dedicato allo Star (Servizio di Teleassistenza respiratoria). “Un ulteriore supporto per i nostri pazienti - commenta Richeldi – che spesso risiedono fuori Regione. Con la teleassistenza possiamo spesso evitare lo stress e le spese che caratterizzano il pendolarismo sanitario, continuando allo stesso tempo a seguirli in maniera sicura, forti anche dell’esperienza maturata con il Covid”.

Il nostro concetto di teleassistenza - prosegue Richeldi - può essere descritto utilizzando la metafora della torre di controllo di un aeroporto. Molti aerei seguono una rotta predefinita e necessitano solo di essere monitorati; altri invece, magari incontrando una turbolenza, necessitano di un cambio di rotta (cioè ad esempio di terapia); altri ancora possono necessitare di un atterraggio di emergenza (ovvero un tempestivo ricovero). Il nostro sistema prevede allarmi, soprattutto relativi ai livelli di saturazione dell’ossigeno, che indicano in tempo reale la necessità di un intervento medico. Già dall’epoca dell’emergenza Covid, una parte del nostro personale è stato dedicato alla teleassistenza; dunque abbiamo già uno staff addestrato e dedicato, che comincerà a lavorare, oltre che per i futuri pazienti Covid, anche per tutti gli altri pazienti pneumologici. Il nostro modello sarà questo e si rivolgerà sia ai pazienti che già seguiamo che a quelli che verranno".

Un altro aspetto forte che caratterizzerà il nuovo centro è la diagnosi precoce e lo screening delle malattie respiratorie. "Esistono già programmi di screening per il cancro del polmone nei forti fumatori - ricorda Richeldi - ma ci sono anche programmi di screening per altre patologie respiratorie, ad esempio per i parenti di pazienti con fibrosi polmonare e, accanto a questi, screening per la diagnosi precoce dell’asma in particolare nelle famiglie con incidenza aumentata di questa patologia. Esistono, inoltre, dei tratti genetici che possono far presumere un rischio aumentato di una determinata patologia; quindi, offriremo anche test genetici, ad esempio per le forme gravi di asma e di fibrosi".

I controlli offerti presso il Cemar si avvarranno naturalmente anche delle tecnologie tradizionali come la spirometria, la diffusione del monossido di carbonio, il test del cammino, l’ossido nitrico esalato. “Una parte di queste tecnologie - afferma Richeldi - sono ormai trasferite sul livello della teleassistenza perché i saturimetri sono collegabili con i cellulari per la trasmissione dei dati, gli spirometri possono essere utilizzati a domicilio per poi trasmettere i dati al centro e i fonendoscopi digitali consentono ai medici di auscultare a distanza il torace del paziente”.

Tutto questo - conclude direttore della Uoc di Pneumologia del Gemelli - ci consentirà di prendere in carico un numero maggiore di pazienti. Con le risorse attuali, riusciremo così a seguire in teleassistenza un pool di almeno 500 pazienti”. Al finanziamento del nuovo Centro cha potenzia l’Uoc di Pneumologia del Gemelli hanno partecipato anche tanti privati cittadini, fondazioni e aziende del territorio tra cui la Fondazione Carla Fendi, la Fondazione Cattolica Verona, la Fondazione Memmo, il gruppo Ferretti, Finleonardo, Kish Group, Autostar Flaminia e Auto Royal Company.

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