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In Puglia avviato progetto di assistenza domiciliare oncologica da remoto

10 marzo 2023 | 15.21
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Meno accessi al pronto soccorso e ricoveri e migliore qualità di vita per pazienti e caregiver

Immagine di repertorio - FOTOGRAMMA
Immagine di repertorio - FOTOGRAMMA

E' stato presentato oggi a Bari il progetto pilota di assistenza domiciliare oncologica, best practice per la Regione Puglia, per il monitoraggio da remoto dei parametri vitali dei pazienti oncologici. L'iniziativa - promossa da Fondazione Ant e realizzata grazie a MyHospitalHub*Pro, la piattaforma sviluppata da AdiLife e ceduta a titolo gratuito da Takeda - mira a favorire una più efficace presa in carico del paziente, riducendo sia gli accessi in pronto soccorso sia i ricoveri ospedalieri e migliorando i sintomi di distress, ansia e depressione, per una migliore qualità della vita di pazienti e caregiver.

Avviato nel Foggiano e nella Bat a fine 2022, il progetto - spiega una nota - permetterà ai medici ospedalieri e ai professionisti di Ant di tenere traccia continua di parametri vitali come pressione arteriosa, temperatura corporea, ossimetria e frequenza cardiaca e respiratoria di pazienti oncologici assistiti a domicilio, che presentino una sintomatologia cardiovascolare e/o respiratoria rilevante al fine di accertare l'applicabilità sul lungo periodo del sistema. Come la recente emergenza pandemica ha sottolineato una volta di più, le cure domiciliari, se ben gestite, possono diventare il solo mezzo per proteggere da rischi di infortuni, contagi e stress psicologici diverse categorie di pazienti, e in particolare di quelli oncologici, permettendo alla persona ammalata di essere curata efficacemente senza rinunciare al comfort del proprio ambiente domestico.

"Soddisfare le esigenze di ogni singolo paziente è ciò che ispira il nostro lavoro quotidiano con la comunità oncologica - afferma Anna Maria Bencini, Oncology Country Head, Takeda Italia - Il nostro impegno primario è rivolto alle terapie in grado di trasformare la vita delle persone, liberando il potenziale dell'innovazione. Ma c'è di più. Vogliamo contribuire a curare il cancro andando oltre la terapia con iniziative che supportino pazienti e caregiver attraverso un approccio ad ampio raggio che tenga conto del contesto socio-assistenziale e organizzativo e ponga l'attenzione anche sul vissuto e sulla psiche del paziente. Progetti che mettono la tecnologia al servizio della comunità oncologica, come quello presentato oggi, hanno per noi un alto valore, perché creano un circolo virtuoso d'innovazione continua, che vede pubblico e privato lavorare in partnership con il fine ultimo di portare benefici ai pazienti".

Tra le molte applicazioni di telemedicina, i monitoraggi a distanza hanno il non secondario merito di coinvolgere il paziente nel processo di cura - evidenziano i promotori dell'iniziativa - consentendo una migliore presa in carico e gestione non solo del paziente, ma anche del personale sanitario, sempre più carente.

"E' significativo avere avviato proprio in Puglia, dove siamo presenti da più di trent'anni, questo promettente progetto pilota - commenta Raffaella Pannuti, presidente di Ant - La telemedicina non potrà sostituire il lavoro di medici, psicologi e infermieri, ma potrà dare un contributo importante nel rendere le cure palliative domiciliari accessibili a un numero sempre maggiore di persone. A livello nazionale i costi dei ricoveri ospedalieri e la carenza di personale, di posti letto, di strumentazioni, ci mostrano chiaramente il bisogno impellente di una rimodulazione del sistema sanitario che gestisca e distribuisca le risorse nel modo più appropriato possibile, in uno scenario dove i bisogni sanitari saranno sempre maggiori. Mi preme ricordare che, secondo la più recente analisi del nostro impatto sociale, risulta che il modello di assistenza Ant consentirebbe un beneficio medio annuale in capo al servizio sanitario pari a 14.777 euro per assistito, traducibile in 4,84 euro di valore generato per ogni euro investito nell'attività della Fondazione".

Come spiegano gli sviluppatori di AdiLife, MyHospitalHub*Pro è "un framework di gestione cloud del paziente in grado di registrare i parametri vitali, notificare gli alert su parametri fuori soglia sia sulla dashboard dell'operatore sanitario che verso il caregiver, tenere un diario e un fascicolo clinico, gestire la posologia dei farmaci e gli schemi terapeutici, notificare sull'App dell'utente i promemoria e svolgere televisite e teleconsulti con il servizio opzionale che consente la gestione di un piano nutrizionale settimanale direttamente sull'App dedicata".

"Siamo davvero molto soddisfatti della eccellente collaborazione realizzata già da qualche anno con Takeda Italia, che si sviluppa e radica con grande efficacia in diverse realtà del Paese, e in particolare siamo felici di questo progetto, avviato con la Fondazione Ant Onlus - dichiara l'ingegnere Martino Politi, presidente di AdiLife - L'impatto del lavoro realizzato dalla Fondazione Ant sui pazienti con tumori in fase avanzata, che coniuga mirabilmente il sociale con il sanitario, si arricchisce adesso del pilastro della tecnologia e della telemedicina, fondamentale nel nuovo modello di sanità del futuro. Oggi è impensabile fare a meno del digitale: lo certifica il Pnrr, che dedica un intero settore allo sviluppo dei servizi domiciliari e della telemedicina, che sono il cuore della missione della Fondazione Ant. Solo con la telemedicina, come nel progetto che stiamo insieme realizzando, si può rendere ancora più fruibile l'assistenza domiciliare, in special modo per le cure palliative e renderla sempre più alla portata di tutti".

All'evento di presentazione del progetto - conclude la nota - hanno preso parte anche i rappresentanti di una iniziativa altrettanto innovativa, anche se in un'altra accezione: il programma 'Nipote in affitto' targato Senex, che declina proprio sul versante tecnologico la sua risposta al bisogno di assistenza degli anziani, addestrando giovani ragazzi e ragazze amanti della tecnologia per fornire un servizio di supporto e formazione digitale domiciliare a chi giovane non lo è più. Quindi, potenzialmente, anche per insegnare ai pazienti di Ant a districarsi fra le sfide della telemedicina.

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