Il regista di 'Misery non deve morire' e 'Codice d'onore' e Michele Singer trovati senza vita nella loro villa. In carcere il 32enne Nick Reiner, cauzione revocata
Hollywood sotto shock. Rob Reiner, 78 anni, uno dei registi e produttori più influenti del cinema americano degli ultimi decenni (tra i suoi film 'Harry, ti presento Sally...' e 'Misery non deve morire') e la moglie Michele Singer, 68 anni, sono stati trovati accoltellati a morte nella loro villa di Brentwood, quartiere elegante di Los Angeles, nella notte italiana tra domenica e lunedì. A ucciderli sarebbe stato il figlio 32enne Nick. L'uomo è stato arrestato domenica sera dalla polizia di Los Angeles con l'accusa di duplice omicidio dei genitori. Il sospettato è stato poi formalmente incriminato lunedì mattina alle 5:04 ed è attualmente detenuto senza possibilità di cauzione presso il Twin Towers Correctional Facility di Downtown Los Angeles.
La cauzione inizialmente fissata a 4 milioni di dollari è stata revocata dal giudice. La polizia continua le indagini per chiarire la dinamica dell'omicidio e raccogliere tutte le prove necessarie per la presentazione del caso al procuratore distrettuale della contea di Los Angeles domani, martedì 16 dicembre.
La divisione omicidi della polizia di Los Angeles ha confermato che i Reiner sono stati vittime di omicidio e che le indagini preliminari collegano Nick Reiner alla loro morte. In una dichiarazione ufficiale, la polizia ha precisato che il giovane "è ritenuto responsabile dell'omicidio dei genitori". Nick Reiner, in passato, aveva affrontato problemi di dipendenza e instabilità psichica, con numerosi ricoveri in strutture di riabilitazione. Nel 2015 aveva co-scritto il film "Being Charlie", diretto dal padre, basato in parte sulle sue esperienze personali. La coppia lascia altri tre figli: Jake, ex giornalista per Kcal Los Angeles, Romy e Tracy Reiner, adottata da Rob durante il matrimonio con l'attrice e regista Penny Marshall.
Sul luogo della tragedia sono stati visti amici e collaboratori della famiglia, tra cui Billy Crystal e Larry David, visibilmente scossi per l’accaduto. Tra i messaggi di vicinanza giunti nelle ultime ore, anche quelli dello scrittore Stephen King e dell’attore Ben Stiller.
"I cadaveri di un uomo e di una donna sono stati scoperti all’interno dell’abitazione di Reiner e della moglie", si legge nel primo comunicato diffuso dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles, che ha avviato un'indagine per ricostruire l'accaduto. L'allarme è scattato intorno alle 15.30 ora locale; la notizia si è diffusa solo alcune ore più tardi. La porta della villa non presentava segni di effrazione.
Sul posto sono intervenuti polizia e vigili del fuoco dopo una chiamata per assistenza medica ricevuta alle ore 15.38 di domenica 14 dicembre ora locale. I detective delle unità omicidi e rapine della polizia hanno isolato l'area e avviato gli accertamenti. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sulle dinamiche né confermato il ritrovamento di armi.
Sui corpi, secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbero state riscontrate ferite da arma da taglio: la coppia sarebbe stata accoltellata a morte. Sposati dal 1989, erano noti anche per l’impegno civile e filantropico, in particolare a favore dell’infanzia e dei diritti civili.
Secondo quanto riportato dal sito hollywoodiano TMZ, i coniugi sarebbero stati uccisi con profonde ferite da taglio alla gola durante una violenta lite familiare.
Fonti vicine alle indagini hanno riferito a TMZ che a scoprire i corpi dei genitori è stata una delle figlie della coppia, che avrebbe immediatamente allertato le autorità. La giovane avrebbe inoltre indicato un familiare come potenziale responsabile, definendolo “pericoloso” e meritevole di sospetto.
Rob Reiner è stato uno dei registi più influenti del cinema americano degli ultimi decenni. Un portavoce della famiglia ha chiesto rispetto e riservatezza: "Siamo devastati da questa improvvisa perdita e chiediamo privacy in questo momento incredibilmente difficile".
"Vengo dalla famiglia più bella del mondo. Non so cosa dire, sono sotto shock", le parole dell'attrice Tracy Reiner, figlia adottiva di Rob Reiner, rilasciate alla Nbc News. Tracy è figlia dell'attrice e regista Penny Marshall e di Michael Henry. Sua madre è stata sposata per 10 anni con Rob Reiner, che l'ha adottata e cresciuta come fosse sua figlia.
Intanto iniziano a circolare le prima indiscrezioni sul rapporto tra Rob Reiner e il figlio Nick, che recentemente avrebbero avuto una "discussione molto animata" durante il party natalizio del conduttore Conan O’Brien. Come riporta 'Tmz', Reiner e la moglie Michele avrebbero poi lasciato la festa, anche se non è ancora chiaro se da soli o insieme al figlio.
Negli ultimi mesi, sempre secondo 'Tmz', la moglie di Reiner avrebbe confidato agli amici che lei e Rob erano allo stremo delle forze a causa della malattia mentale di Nick e dei suoi presunti problemi di abuso di sostanze.
La morte di Rob Reiner segna la scomparsa di una figura centrale nella storia dell'intrattenimento americano. Regista, attore, produttore, sceneggiatore, Reiner è stato uno dei rari autori capaci di attraversare con successo generi diversissimi: dalla commedia romantica al dramma giudiziario, dal film di formazione all'horror psicologico, dalla satira alla favola.
Nato a New York il 6 marzo 1947, nel Bronx, Robert Norman Reiner cresce in una famiglia ebraica immersa nello spettacolo. Il padre è Carl Reiner, autentica leggenda della comicità americana, autore e protagonista di 'The Dick Van Dyke Show', vincitore di undici Emmy. La madre, Estelle Reiner, è attrice e designer. Un ambiente creativo che segnerà profondamente il suo percorso.
Dopo gli studi e le prime esperienze come attore televisivo, Rob Reiner ottiene la notorietà nel 1971 grazie al ruolo di Michael 'Meathead' Stivic nella sitcom 'Arcibaldo'. Il personaggio, liberal e idealista, diventa il contraltare perfetto dell’ultraconservatore Archie Bunker, interpretato da Carroll O'Connor. La serie, creata da Norman Lear, rivoluziona la televisione americana affrontando temi fino ad allora tabù: razzismo, guerra del Vietnam, diritti civili. Reiner vince due Emmy e diventa uno dei volti più noti del piccolo schermo.
Nonostante il successo come attore, Reiner intuisce presto che il suo futuro è dietro la macchina da presa. L’esordio alla regia arriva nel 1984 con 'This Is Spinal Tap', finto documentario su una band heavy metal immaginaria. Il film, inizialmente accolto tiepidamente, diventa negli anni un cult assoluto. Da quel momento, Reiner inanella una serie di successi che pochi registi possono vantare. 'Stand by Me - Ricordo di un’estate' (1986), tratto da un racconto di Stephen King, è considerato uno dei migliori film di formazione di sempre. 'La storia fantastica' (1987) diventa col tempo una favola senza età, amata da generazioni di spettatori. Con 'Harry, ti presento Sally…' (1989), scritto da Nora Ephron e interpretato da Billy Crystal e Meg Ryan, Reiner ridefinisce i canoni della commedia romantica moderna.
Seguono 'Misery non deve morire' (1990), adattamento dell'omonimo romanzo di Stephen King, che vale l'Oscar a Kathy Bates, e 'Codice d'onore' (1992), intenso dramma giudiziario con Tom Cruise e Jack Nicholson, candidato all'Oscar come miglior film.
Parallelamente alla carriera da regista, Reiner fonda la Castle Rock Entertainment, casa di produzione che segnerà profondamente Hollywood negli anni Novanta. Il nome è un omaggio all'universo letterario di Stephen King. Sotto l'etichetta Castle Rock nascono film come 'Le ali della libertà', 'Il miglio verde', 'City Slickers' e serie televisive di enorme successo come 'Seinfeld', una delle più redditizie di sempre.
Nel 1993 Castle Rock viene venduta al magnate Ted Turner per circa 160 milioni di dollari, mantenendo però una relativa autonomia creativa. Dopo un periodo di difficoltà, Reiner rilancia la compagnia nel 2020, tornando alla produzione indipendente. Tra i suoi ultimi progetti figura 'Spinal Tap II: The End Continues'.
Oltre al cinema, Rob Reiner è stato una figura pubblica fortemente impegnata sul piano politico e sociale. Attivista per i diritti civili, cofondatore dell'American Foundation for Equal Rights, si è battuto per il matrimonio egualitario e per numerose cause sociali. È stato anche una delle voci più critiche nei confronti di Donald Trump, intervenendo spesso nel dibattito pubblico attraverso i social media. Nel 1999 è stata dedicata a Rob Reiner una stella sulla Hollywood Walk of Fame, come al padre Carl Reiner circa quarant'anni prima. (di Paolo Martini)