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Sanremo 2023, Fedez attacca Salvini e Roccella: "Rai non sapeva"

Show con Al Bano-Morandi-Ranieri. Francesca Fagnani coconduttrice, Angelo Duro resta in mutande. Mengoni guida classifica provvisoria

Sanremo 2023, Fedez attacca Salvini e Roccella:
08 febbraio 2023 | 20.45
LETTURA: 7 minuti

Fedez contro il ministro Matteo Salvini, la ministra Eugenia Roccella e il viceministro Galeazzo Bignami nell'esibizione durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2023. "Voglio assumermi le piene responsabilità di ciò che ho fatto, il testo della canzone non era stato enunciato allo staff della Rai qui presente", dice Fedez dopo la performance sulla nave Costa Smeralda nella seconda serata del Festival di Sanremo 2023.

Il cantante propone un rap tra cronaca - compare anche Matteo Messina Denaro - e politica. In particolare, il dissing prende di mira chi ha giudicato negativamente la presenza di Rosa Chemical - senza citare espressamente Matteo Salvini -, fa riferimento al "viceministro vestito da Hitler" - il sottosegretario Galeazzo Bignami, di cui strappa la foto - e sempre senza citare il nome espressamente chiama in causa la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella ("Purtroppo l’aborto è un diritto, sì ma non l’ho detto io l’ha detto un ministro").

La serata si è aperta con un omaggio al primo festival, tenutosi nel 1951 nel salone delle feste del Casinò della città ligure. L'incipit è per Amadeus che ha ringrazia tutta la squadra Rai per i grandissimi ascolti ottenuti dalla prima serata e ha accolto sul palco Gianni Morandi, che è entrato con la scopa usata nella prima serata per pulire il palco dai fiori devastati da Blanco. "Mi mette sicurezza", ha detto. Amadeus, parlando di petali e fiori, ha lanciato Morandi che ha intonato 'Grazie dei fiori', il brano con cui Nilla Pizzi vinse appunto il Festival di Sanremo 1951. Coconduttrice della serata Francesca Fagnani.

Al Bano-Morandi-Ranieri

Standing ovation a più riprese, cori e commozione al Teatro Ariston per la prima volta insieme sul palco di Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Al Bano. Un set di circa 30 minuti, in cui le tre colonne della canzone italiana omaggiano i rispettivi repertori ma celebrano anche gli 80 anni di Al Bano (che li compirà a maggio, "oggi facciamo le prove generali") e dedicano un tributo a Umberto Bindi.

Il set si è aperto con Morandi in galleria che ha cantato 'In ginocchio da te'. Subito dopo Ranieri dalla platea con 'Vent’anni'. A seguire Al Bano entrato dalle scale sul palco e canta 'Nel sole'.

Amadeus accogliendo tutti e tre sul palco ha scherzato: "Che la sfida continui!". E il trio si è esibito in un serratissimo medley degli incisi dei loro brani più noti: ha iniziato Morandi con 'Andavo a cento all’ora', poi Ranieri ha attaccato 'Se bruciasse la città', Al Bano ha intonato 'Mattino', Ranieri 'Rose rosse', Morandi 'Scende la pioggia', Al Bano 'Felicità'. Al termine, di fronte allo sfoggio vocale di Al Bano, ha sottolineato: "Ma ci vuoi uccidere con questi acuti?".

Poi ancora i tre si 'sono separati' per cantare tre brani iconici delle rispettive carriere e la commozione è arrivata fino alle lacrime: Ranieri ha intonato 'Perdere l’amore', Morandi 'Uno su mille', Al Bano 'E’ la mia vita'. L'esibizione del trio è diventata anche l'occasione per festeggiare gli 80 anni di Al Bano, con Amadeus che ha fatto entrare quattro torte e il cantante di Cellino San Marco spegne le candeline per i suoi "4 volte 20 anni". Il set dei tre artisti si è chiuso con l'omaggio a Umberto Bindi e l'esecuzione a tre voci de 'Il nostro concerto'. Pubblico in piedi. Abbraccio tra i tre. Emozione alle stelle. Al Bano si piega a baciare il palco.

Drusilla e Pegah portano sul palco l'Iran dei diritti negati

"In Iran non mi sarei potuta truccare, mi avrebbero arrestato. Per poter ballare per strada si rischiano fino a 10 anni di carcere. In Iran è proibito baciarsi, e si paga con la vita il desiderio di esprimere la propria femminilità. Più di 20 mln di persone sotto la soglia della povertà. In Iran chi è omosessuale rischia l'impiccagione". Drusilla Foer e Pegah Moshir Pour portano sul palco di Sanremo l'Iran dei diritti negati.

L'artista en travesti e l'attivista italiana di origini iraniane hanno offerto al pubblico del festival un intenso momento accendendo i riflettori sui diritti e le libertà negate nel Paese e sulla situazione delle donne iraniane, da settembre al centro di una protesta rivoluzionaria causata dall'uccisione di alcune attiviste tra cui Masha Amini, arrestata e poi uccisa dalla polizia morale del Paese.

"Ma ora ho deciso che la paura non ci fa più paura, e di dare voce ad una generazione cresciuta sotto la paura in uno dei paesi più belli al mondo", ha detto Pegah, raggiunta in scena da Drusilla con la quale, con il sottofondo della canzone 'Baraye' dell'artista iraniano Shervin Hajipour, ha fatto l'elenco dei diritti negati agli iraniani. "Il popolo iraniano sta sacrificando con il sangue il diritto a difendere il proprio paradiso -ha aggiunto Pegah- Io vi ringrazio a nome di tutti i ragazzi iraniani perché ricordate al mondo che la musica è uno dei diritti umani".

Black Eyed Peas

Tutti in piedi con i Black Eyed Peas che hanno trasformato l'Ariston in una discoteca. Il gruppo hitmaker vincitore di 6 Grammy, con 35 milioni di album e 120 milioni di singoli venduti in quasi 30 anni di carriera, hanno portato sul palco del festival un medley dei loro successi Mamacita, Don't you worry, I gotta feeling.

I big in gara stasera: Will, Modà, Sethu, Articolo 31, Lazza, Giorgia, Colapesce Dimartino, Shari, Madame, Levante, Tananai, Rosa Chemical, Lda, Paola e Chiara. Ospiti della serata Al Bano e Massimo Ranieri. Super ospiti internazionali i Black Eyed Peas. Il momento comico sarà affidato ad Angelo Duro.

Fedez

Si è conclusa con il rapper che ha stracciato la foto del viceministro alle infrastrutture e ai trasporti, Galeazzo Bignami, con una svastica al braccio, l'esibizione di Fedez al festival di Sanremo, con un frestyle scritto per l'occasione ("mi prendo tutte le responsabilità delle mie azioni, lo staff della trasmissione non sapeva nulla", dice alla fine) e prodotto da Salmo, che ha preceduto l'esecuzione di 'Problemi con tutti'.

Monologo Fagnani

"Vogliamo che la gente sappia che non siamo animali, bestie, non siamo killer per sempre". Francesca Fagnani sceglie di portare sul palco di Sanremo 2023 le voci dal carcere minorile di Nisida per parlare di prevenzione più che repressione dei reati, del ruolo della scuola e delle condizioni delle carceri. La giornalista cita le parole di Nicola Gratteri: "Sono contrario ad uno schiaffo in carcere, ad uno schiaffo in caserma, soprattutto perché il delinquente non va passato per vittima". Ed invoca il "rispetto dell'art. 27 della Costituzione", quello che recita che "la responsabilità penale è personale", che "l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva" e che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Per concludere: "Conviene a tutti che quel rapinatore, quello spacciatore, una volta fuori, cambi mestiere".

Angelo Duro

“Vi invito a cambiare canale, non è un invito per tutti. E’ rivolto ai moralisti, agli animi più sensibili, a quelli che si indignano. Cambiate canale per 7-8 minuti: noi ridiamo e voi non brontolate”. Amadeus presenta così Angelo Duro, il comico lontano anni luce dal politically correct, protagonista dell’esibizione nella seconda serata del Festival di Sanremo 2023, che durante il suo monologo resta in mutande. Si parte dai vantaggi legati al fatto di essere il secondo figlio, si passa per l’orgoglio di aver fatto strada senza la “lauria” e si finisce a parlare di famiglia. Duro, nel suo monologo che scalda l’Ariston solo a tratti, tesse le lodi della figura della “puttana” che salva l’equilbrio familiare garantendo la durata della relazione tra marito e moglie. “Può essere che la sua carriera inizi stasera e la mia finisca… Morandi è pietrificato”, dice Amadeus alla fine del monologo. “E’ stato molto forte Angelo Duro, mi ha fatto riflettere su molte cose…”, chiosa Gianni Morandi.

Classifica provvisoria

Marco Mengoni guida la classifica generale della sala stampa del festival di Sanremo. A seguire Colapesce Dimartino, Madame, Tananai, Elodie, Coma Cose, Lazza, Giorgia, Rosa Chemical, Ultimo, Leo Gassmann, Mara Sattei, Colla Zio, Paola e Chiara, Cugini di Campagna, Levante, Mr Rain, Articolo 31, Gianluca Grignani, Ariete, Modà, Gianmaria, Olly, Lda, Will, Anna Oxa, Shari, Sethu.

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