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Juve, ipotesi patteggiamento per manovra stipendi: multa o penalizzazione

Società e procura della Figc cercano l'accordo, udienza anticipata

Juve, ipotesi patteggiamento per manovra stipendi: multa o penalizzazione
29 maggio 2023 | 20.52
LETTURA: 3 minuti

Ipotesi patteggiamento tra Juventus e procura federale della Figc nel procedimento relativo alla 'manovra stipendi'. E' stata anticipata a domani l'udienza per il secondo filone del processo sportivo in carico alla società bianconera. Il fascicolo riguarda nel dettaglio le manovre stipendi nelle stagioni 2019-2020 e 2020-2021, i rapporti con gli agenti e le partnership sospette con altri club. La Juve la Procura federale stanno lavorando ad un accordo per il patteggiamento e la proposta verrà valutata nella giornata di martedì dal Tribunale Federale Nazionale.

La procura federale della Figc ha deferito la Juventus nell'inchiesta relativa alla gestione degli ingaggi in relazione ai bilanci nelle stagioni condizionate dal covid, ai rapporti con alcuni agenti e alle partnership con una serie di club. La Juve, penalizzata di 10 punti nel processo plusvalenze, punta a chiudere il secondo procedimento sportivo nella stagione 2022-2023. Il sipario può calare con una multa o con una penalizzazione leggera - nell'ordine di 2 punti - che lascerebbe ai bianconeri la possibilità di qualificarsi alla Conference League, in attesa di eventuali provvedimenti della Uefa.

LE ACCUSE DELLA PROCURA FIGC ALLA JUVE

Il 19 maggio il Procuratore Federale Giuseppe Chinè ha deferito la Juventus per responsabilità oggettiva al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare in base all'art. 6, comma 1 e 2, del Codice di Giustizia Sportiva "per gli atti e comportamenti posti in essere dai propri dirigenti: vengono chiamati in causa gli ex vertici del club, a partire dall'ex presidente Andrea Agnelli. Agli ex dirigenti - Pavel Nedved, Fabio Paratici, Federico Cherubini, Giovanni Manna, Paolo Morganti e Stefano Braghin - viene contestata la violazione dell’art. 4, comma 1 - relativo alla slealtà sportiva - "per diversi atti e comportamenti relativi a 4 diversi aspetti oggetto dell’indagine: la manovra stipendi stagione 2019-20; quella per la stagione 2020-21; il filone agenti; i rapporti di partnership con altri club".

MANOVRA STIPENDI, ATTO PRIMO E ATTO SECONDO

La prima manovra stipendi riguarda la stagione 2019-20. Agnelli e Paratici avrebbero depositato presso la Lega Serie A gli accordi di riduzione di 4 mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020) di 21 calciatori e dell’allenatore dell'epoca, Maurizio Sarri, omettendo di depositare gli accordi economici di integrazione ovvero di recupero di 3 delle 4 mensilità rinunciate (aprile, maggio, giugno 2020) già conclusi con i medesimi calciatori e con l’allenatore, "nella consapevolezza che gli accordi economici contenenti le integrazioni stipendiali per il recupero delle mensilità rinunciate sarebbero stati depositati dopo il 30.6.2020, ovvero dopo la chiusura dell’esercizio contabile al 30.06.2020, come poi effettivamente accaduto".

La stessa violazione, e in questo caso tra i dirigenti indagati c’è anche Pavel Nedved, è contestata per la stagione 2020-21: nel mirino 4 mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020) di 17 calciatori "nella consapevolezza che non vi sarebbe stata alcuna riduzione stipendiale effettiva, in quanto i medesimi importi sarebbero stati riconosciuti agli stessi calciatori (circostanza poi non verificatasi soltanto per Dybala e Cristiano Ronaldo) nelle stagioni sportive successive, così come già concordato fra le parti attraverso scritture private non riportate su moduli federali (le c.d. side letter). Circostanza poi effettivamente verificatasi attraverso il deposito, successivamente al 30.6.2021, data di chiusura dell’esercizio contabile 2021 (salvo che per Arthur Melo, il quale ha percepito gli importi stipendiali rinunciati nella stagione 2022/23 a titolo di incentivo all’esodo) di accordi economici di integrazione stipendiale". Con questa manovra, la Juve avrebbe mirato a spostare "negli esercizi successivi (2022 e, per alcuni, anche 2023) i costi correlati agli importi rinunciati dai calciatori prima del 30.06.2021, con ciò peraltro violando il principio contabile di competenza economica e, dunque, in tal modo violando il principio di par condicio con le altre società consorelle della Lega di A, in punto di equilibrio economico finanziario".

Il deferimento riguarda anche i rapporti con alcuni agenti e le partnership con una serie di club: le altre società al momento non sono coinvolte nei procedimenti della giustizia sportiva, che attende gli sviluppi delle inchieste avviate nelle varie città.

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