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"La Juve ruba da 50 anni", tifosi bianconeri contro il senatore Borghi

05 dicembre 2023 | 21.18
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Il parlamentare di Italia Viva prova a rimediare su X: "Solo ironia"

Enrico Borghi
Enrico Borghi

"La Juve ruba da 50 anni, potremmo istituire una commissione d'inchiesta". Il senatore Enrico Borghi, esponente di Italia Viva, al Tg1 cerca di cavarsela con una battuta quando si parla di fede calcistica nei palazzi. "Sulla fede calcistica sono d'accordo con tutti quelli che sono anti-juventini", dice Borghi mostrandosi in sintonia con Ignazio La Russa, presidente del Senato e noto tifoso interista. Le parole di Borghi rimbalzano rapidamente sui social e in particolare su X: i titosi della Juve non gradiscono e non lo nascondono. Borghi, tifoso del Torino e membro del Toro club Parlamento, prova anche a ridimensionare ("Un po' di ironia...") ma il tentativo di salvataggio in corner non produce risultati sperati. I post contro il senatore aumentano di minuto in minuto, l'autogol social è servito.

In serata, nuovo tentativo. "Questa sera il Tg1 ha ripreso una mia battuta ironica, all’interno di un servizio costruito in tale chiave, legata alla mia fede calcistica e al rapporto con la Juventus, storica antagonista della mia squadra del cuore. Vedo che si è innescato un acceso dibattito, e voglio chiarire che non era mia intenzione offendere alcuno. E naturalmente la questione della commissione parlamentare era una battuta paradossale,nel quadro di quel senso ironico a cui facevo riferimento. Se vi sono persone che si sono sentite offese, chiarisco il senso e mi scuso di non aver saputo corrispondere allo spirito ironico e leggero che dovrebbe essere connesso con quello che è sempre e comunque un gioco, il calcio, che accomuna molti italiani", scrive Borghi.

"Forse aveva ragione Churchill, quando diceva che gli italiani fanno la guerra come una partita di calcio, ed una partita di calcio come una guerra. E in ogni caso, se vogliamo dire una cosa un po’ più seria, forse andrebbe apprezzato chi in politica ha il coraggio coerente delle proprie bandiere (anche calcistiche) anziché giocare a lisciare il pelo ai fini di un facile consenso. Ma queste sono opinioni. E ognuno, in democrazia, giustamente ha la propria", conclude.

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