“La notte di Capodanno a Crans Montana si è consumata una tragedia immane. 40 persone, tra cui giovani di età compresa tra 14 e 17 anni, hanno perso la vita nel rogo di un locale dove stavano festeggiando la fine dell’anno pensando di essere al sicuro con i propri amici, oltre a 116 feriti molti dei quali in gravi condizioni”, ha aperto così il suo intervento al Senato il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani. “Si tratta di una ferita aperta per il nostro Paese. La ricerca della verità è un dovere verso le vittime e le loro famiglie, a cui siamo pronti a fornire tutta l’assistenza necessaria per fare giustizia. È giusto che l’Italia si faccia parte civile nel processo perché questa è una ferita inferta a tutto il Paese”, ha proseguito il Ministro, che sul tema delle indagini ha detto: “Il Governo sta seguendo fin dall’inizio l’evolversi delle indagini. Abbiamo chiesto e continueremo ad esigere che venga accertata ogni responsabilità e che sia fatta piena chiarezza. Sulla situazione in Venezuela, Antonio Tajani al Senato ha prima di tutto espresso gioia e soddisfazione per la liberazione dei connazionali Andrea Trentini e Mario Burlò, ricordando che “il lavoro non è finito dato che vi sono ancora 42 cittadini italiani detenuti in Venezuela”. Proseguendo il suo intervento, il Capo della Farnesina ha detto: “Ora che la stagione di Maduro, segnata da oppressione e violenza, è giunta al termine, il nostro obiettivo è avviare una nuova fase attivando un partenariato con le autorità venezuelane guidate dal Presidente ad interim Delcy Rodriguez. Siamo aperti a costruire una collaborazione positiva con la nuova leader di Caracas nell’interesse del popolo venezuelano e della sicurezza internazionale. In questo senso, ho dato mandato alla nostra cooperazione allo sviluppo di avviare una serie di iniziative urgenti di collaborazione tecnica ed economica a partire dal settore sanitario”.