Per continuare l'ascolto e il dialogo con le istituzioni e le associazioni che operano sul territorio
Dopo l'apertura a Viterbo con il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze è arrivata a Frosinone per continuare l'ascolto e il dialogo con le istituzioni e le associazioni che operano sul territorio. L'obiettivo è strutturare una vera e propria rete che rafforzi le politiche di prevenzione e inclusione sociale, nell'ambito del fenomeno delle dipendenze che oggi include non soltanto l'uso di sostanze, ma anche forme di dipendenza digitale che coinvolgono sempre più precocemente i minori. A dare l'avvio è stato il presidente dell'Asp Isma, Antonio De Napoli, insieme alla presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Alessia Savo, all'assessore al Welfare, politiche sociali, fragilità sociali di Frosinone, Alessia Turriziani, e al direttore generale dell'Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere.
La prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze - nata in attuazione della legge regionale numero 5 del 2025, che ne istituisce la celebrazione annuale il 6 maggio - è promossa dall'Asp Isma - Istituti di Santa Maria in Aquiro, su mandato della Regione Lazio. Le prossime tappe saranno: Rieti, Sala consiliare della Provincia (mercoledì 15 aprile); Latina, Palazzo Comunale (giovedì 23 aprile). L'evento conclusivo si svolgerà a Roma (mercoledì 6 maggio) all'Opificio Italiacamp, in via Luigi Pierantoni 2a.
Il quadro delle dipendenze nel territorio di Frosinone. "Nel 2025 sono state 1.267 le persone seguite dall'Asl di Frosinone, seguite dalle 4 sedi SerD dislocate nei distretti principali: Frosinone, Ceccano, Cassino e Sora. Tra queste, 797 sono in cura per dipendenze da sostanze psicotrope, 353 per abuso di alcol. La dipendenza da oppiacei rappresenta ancora la diagnosi prevalente con il 44,67% rispetto al totale delle diagnosi registrate; anche l'alcol presenta una incidenza percentuale significativa e pari a 27,86%", riporta una nota. "Minore la percentuale relativa alla cocaina (15%) e la cannabis (3,24%) che risulta invece più spesso in associazione con altri comportamenti d’abuso. Le donne con disturbi da dipendenza sono sempre in numero significativamente inferiore agli uomini (12,4% versus 87,6%) - si legge - confermando da un lato che le donne assumono meno sostanze rispetto agli uomini e, dall'altro, che le donne affrontano uno stigma maggiore, spesso legato al ruolo di 'madre' o 'curatrice' che la società assegna loro, rendendo più difficile l'accesso alle cure. Inoltre, dai dati si conferma che le dipendenze senza sostanze faticano ad arrivare ai servizi pubblici: nei 4 SerD territoriali le 83 diagnosi registrate segnano una incidenza percentuale (6,55%) sul totale delle diagnosi che non rispecchia in alcun modo la percezione che si ha osservando l'offerta di esercizi commerciali e sale gioco presenti sul territorio".
A completamento delle attività cliniche, l'Asl ha investito risorse specifiche sui target prioritari quali scuola e giovani: attraverso il portale regionale 'Scuole che promuovono salute' sono stati attivati progetti di prevenzione in 38 istituti comprensivi del territorio coinvolgendo la popolazione giovanile/adolescenti (fascia 12-19 anni). Sono stati attuati progetti di promozione delle life skills e prevenzione delle dipendenze, con particolare riguardo a quelle tecnologiche. Una problematica che affiora in modo insistente dai contatti con i docenti delle scuole, che richiedono interventi sempre più mirati.
"La tappa di Frosinone conferma quanto sia fondamentale costruire un dialogo stabile e concreto con i territori, capace di tradursi in azioni efficaci di prevenzione. I dati ci restituiscono una realtà articolata, in cui accanto alle dipendenze tradizionali emergono con forza nuove fragilità, spesso meno visibili e più difficili da intercettare, come quelle comportamentali e digitali. Per questo è necessario rafforzare la collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari, scuola e terzo settore, così da sviluppare interventi sempre più mirati, inclusivi e accessibili. Come Asp Isma, sentiamo la responsabilità di accompagnare questo percorso, mettendo al centro le persone e promuovendo una cultura della prevenzione che parta soprattutto dai più giovani e dai contesti educativi", dichiara Antonio De Napoli, presidente dell'Asp Isma. "Le tappe territoriali nascono proprio dall'esigenza di non fermarsi a una mera fotografia del fenomeno delle dipendenze, ma di costruire degli incontri che mettano in connessione territori, istituzioni e comunità, al fine di individuare delle strategie condivise per affrontarle", sottolinea Maria Beatrice Baldini Romani, vicepresidente dell'Asp Isma.