A Frosinone la seconda tappa della Giornata regionale delle dipendenze

Per continuare l'ascolto e il dialogo con le istituzioni e le associazioni che operano sul territorio

A Frosinone la seconda tappa della Giornata regionale delle dipendenze
10 aprile 2026 | 12.46
LETTURA: 3 minuti

Dopo l'apertura a Viterbo con il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze è arrivata a Frosinone per continuare l'ascolto e il dialogo con le istituzioni e le associazioni che operano sul territorio. L'obiettivo è strutturare una vera e propria rete che rafforzi le politiche di prevenzione e inclusione sociale, nell'ambito del fenomeno delle dipendenze che oggi include non soltanto l'uso di sostanze, ma anche forme di dipendenza digitale che coinvolgono sempre più precocemente i minori. A dare l'avvio è stato il presidente dell'Asp Isma, Antonio De Napoli, insieme alla presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Alessia Savo, all'assessore al Welfare, politiche sociali, fragilità sociali di Frosinone, Alessia Turriziani, e al direttore generale dell'Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere.

CTA

La prima edizione della Giornata regionale delle dipendenze - nata in attuazione della legge regionale numero 5 del 2025, che ne istituisce la celebrazione annuale il 6 maggio - è promossa dall'Asp Isma - Istituti di Santa Maria in Aquiro, su mandato della Regione Lazio. Le prossime tappe saranno: Rieti, Sala consiliare della Provincia (mercoledì 15 aprile); Latina, Palazzo Comunale (giovedì 23 aprile). L'evento conclusivo si svolgerà a Roma (mercoledì 6 maggio) all'Opificio Italiacamp, in via Luigi Pierantoni 2a.

Nel 2025 sono state 1.267 le persone seguite dall'Asl

Il quadro delle dipendenze nel territorio di Frosinone. "Nel 2025 sono state 1.267 le persone seguite dall'Asl di Frosinone, seguite dalle 4 sedi SerD dislocate nei distretti principali: Frosinone, Ceccano, Cassino e Sora. Tra queste, 797 sono in cura per dipendenze da sostanze psicotrope, 353 per abuso di alcol. La dipendenza da oppiacei rappresenta ancora la diagnosi prevalente con il 44,67% rispetto al totale delle diagnosi registrate; anche l'alcol presenta una incidenza percentuale significativa e pari a 27,86%", riporta una nota. "Minore la percentuale relativa alla cocaina (15%) e la cannabis (3,24%) che risulta invece più spesso in associazione con altri comportamenti d’abuso. Le donne con disturbi da dipendenza sono sempre in numero significativamente inferiore agli uomini (12,4% versus 87,6%) - si legge - confermando da un lato che le donne assumono meno sostanze rispetto agli uomini e, dall'altro, che le donne affrontano uno stigma maggiore, spesso legato al ruolo di 'madre' o 'curatrice' che la società assegna loro, rendendo più difficile l'accesso alle cure. Inoltre, dai dati si conferma che le dipendenze senza sostanze faticano ad arrivare ai servizi pubblici: nei 4 SerD territoriali le 83 diagnosi registrate segnano una incidenza percentuale (6,55%) sul totale delle diagnosi che non rispecchia in alcun modo la percezione che si ha osservando l'offerta di esercizi commerciali e sale gioco presenti sul territorio".

A completamento delle attività cliniche, l'Asl ha investito risorse specifiche sui target prioritari quali scuola e giovani: attraverso il portale regionale 'Scuole che promuovono salute' sono stati attivati progetti di prevenzione in 38 istituti comprensivi del territorio coinvolgendo la popolazione giovanile/adolescenti (fascia 12-19 anni). Sono stati attuati progetti di promozione delle life skills e prevenzione delle dipendenze, con particolare riguardo a quelle tecnologiche. Una problematica che affiora in modo insistente dai contatti con i docenti delle scuole, che richiedono interventi sempre più mirati.

"La tappa di Frosinone conferma quanto sia fondamentale costruire un dialogo stabile e concreto con i territori, capace di tradursi in azioni efficaci di prevenzione. I dati ci restituiscono una realtà articolata, in cui accanto alle dipendenze tradizionali emergono con forza nuove fragilità, spesso meno visibili e più difficili da intercettare, come quelle comportamentali e digitali. Per questo è necessario rafforzare la collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari, scuola e terzo settore, così da sviluppare interventi sempre più mirati, inclusivi e accessibili. Come Asp Isma, sentiamo la responsabilità di accompagnare questo percorso, mettendo al centro le persone e promuovendo una cultura della prevenzione che parta soprattutto dai più giovani e dai contesti educativi", dichiara Antonio De Napoli, presidente dell'Asp Isma. "Le tappe territoriali nascono proprio dall'esigenza di non fermarsi a una mera fotografia del fenomeno delle dipendenze, ma di costruire degli incontri che mettano in connessione territori, istituzioni e comunità, al fine di individuare delle strategie condivise per affrontarle", sottolinea Maria Beatrice Baldini Romani, vicepresidente dell'Asp Isma.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza