'Attestato di vaccinazione nel certificato sportivo', la proposta dei pediatri siciliani dopo il caso difterite

I suggerimenti del medico alla Regione per migliorare le coperture vaccinali dei bambini dell'Isola dopo la tragedia della piccola non immunizzata morta a Palermo

Centro Vaccinale in via Statuto 5, Vaccini a bambini (Maurizio Maule, MILANO - 2017-09-04) - FOTOGRAMMA
Centro Vaccinale in via Statuto 5, Vaccini a bambini (Maurizio Maule, MILANO - 2017-09-04) - FOTOGRAMMA
26 agosto 2026 | 14.06
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Inserire nel certificato medico per l'attività sportiva l'attestazione delle vaccinazioni effettuate. Ma anche prevedere una segnalazione, da parte dei pediatri di famiglia, dell'eventuale rifiuto reiterato a vaccinare dopo una puntuale informazione fornita ai genitori. Sono le due proposte che oggi il segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Tito Barbagiovanni, ha portato all'incontro con l'assessore alla Salute della Regione Sicilia, Marcello Caruso. Un appuntamento a cui partecipa anche il presidente dell'Ordine dei medici di Palermo e coordinatore degli Ordini siciliani, Toti Amato e che mira a migliorare le coperture vaccinali dei bambini dell'Isola dopo la tragedia della bambina non immunizzata morta a Palermo per difterite.

"Vogliamo dare il nostro contributo - spiega all'Adnkronos Salute Barbagiovanni - con qualche idea pratica per contrastare le mancate vaccinazioni e le gravi conseguenze che possono derivarne. L'inserimento dell'avvenuta vaccinazione nel certificato sportivo, per esempio, ribadirebbe in qualche modo che quando una persona non vaccinata entra in una comunità, può ledere la salute degli altri. E quindi anche chi controlla l'ingresso in una comunità - sportiva o scolastica - deve farlo con una certa attenzione".

Altra indicazione è quella di "incrementare il ruolo dei pediatri - dice Barbagiovanni - poco coinvolti fino ad oggi, in maniera organica, dal sistema vaccinazione regionale, per ampliare la nostra possibilità di incidere sull'esitazione vaccinale. Nella pratica la Regione è già informata su chi è vaccinato e chi non lo è, basta schiacciare un pulsante e avere i dati. Il ruolo del pediatra può essere di identificazione più analitica dei soggetti non vaccinati. In pratica il pediatra dovrebbe fare ufficialmente, secondo la mia proposta, una comunicazione ulteriore in cui si conferma che c'è stata un'informazione reiterata e puntuale sul tema ma che la risposta è stata negativa. Questo potrebbe essere d'aiuto in un'assunzione di responsabilità più consapevole dell'eventuale diniego".

La tragica vicenda della bimba di Palermo, conclude Barbagiovanni "è un monito. L'attenzione (e la paura) che ha creato non dobbiamo lasciarla cadere invano. Deve diventare la molla per portare ai giusti livelli la copertura vaccinale nella Regione". Anche perché non tutte le persone che non vaccinano i figli sono veri no vax "esiste un mondo tra chi si immunizza e chi non si vaccinerà mai. Un'ampia fascia che rappresenta anche oltre il 5%, sulla percentuale totale (circa il 15 %) dei bambini siciliani non vaccinati. Persone in tutte altre faccende affaccendate che poi, magari, si lasciano prendere la mano da qualche voce negazionista che circola negli ambienti che frequentano. Per questi 'distratti' la tragedia della bimba morta a Palermo è stato un monito, quindi ora stanno correndo ai ripari per vaccinare al più presto i figli, mossi dalla paura", continua il pediatra commentando l'aumento delle prenotazioni vaccinali di questi giorni in Sicilia.

"Gli esitanti e i distratti - ribadisce Barbagiovanni - rappresentano una buona percentuale dei non vaccinati a cui si rivolgono i nostri sforzi per ampliare l'adesione all'immunizzazione. Ma ci potrebbe essere anche qualche no vax folgorato sulla via di Damasco. Gli irriducibili non sono tantissimi ma fanno grande rumore perché intervengono sui social, perché sempre presenti, perché utilizzano slogan. Ma poi esiste una fascia di dubbiosi e questi, in casi di pericolo concreto come in questo caso, si precipitano a vaccinarsi. E noi contiamo molto su questo. La vicenda di Palermo è stata terribile ma credo sia doveroso cogliere questa paura e indirizzarla nella direzione giusta per risolvere in Sicilia, una volta per tutte, questo ritardo sulle coperture che effettivamente esiste nella nostra Isola", continua Barbagiovanni. "Il sacrificio di Anna Rosa non deve essere vano, deve servire per salvare tutti gli altri, non solo dalla difterite, ma anche dal morbillo e dalle altre malattie che, che i vaccini prevengono".

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