I consigli dei tecnici ortopedici per scegliere le calzature con un occhio alla salute. "Il tacco giusto? Da 2 o 5 cm ma ognuno ha la sua altezza specifica"
Ciabattine flat, ballerine rivisitate, sneakers ultra-piatte. Il trend di moda, in particolare tra le donne, è la scarpa bassa che non va necessariamente d'accordo con benessere e salute, soprattutto per chi non si limita a portarle il tempo di una serata o di una cerimonia ma ci cammina per l'intera giornata, con il rischio di tendiniti o talloniti. Un''avvertenza' che arriva dalla Commissione di Albo nazionale dei tecnici ortopedici. Nessun 'divieto' per i modelli più 'alla page' che, del resto, "non troverebbe molto ascolto: una tendenza di moda non si mette facilmente in dubbio negli appassionati. Ma qualche 'consiglio per gli acquisti' o piccole strategie d'uso possono aiutare ad evitare fastidi", spiega Silvia Guidi, presidente della commissione di Albo nazionale dei tecnici ortopedici.
"La scarpa - continua - è un'interfaccia con il suolo. Camminare scalzi sulla sabbia o sull'erba può andar bene perché poggiamo su qualcosa di morbido e il piede si modella al terreno. Ma quando si cammina su terreni rigidi, duri - come cemento, asfalto, pavimenti - il piede non è più in grado di adattarsi autonomamente. Serve un minimo d'aiuto ad ammortizzare. Questo sostegno, anche per l'arco plantare, le scarpe molto basse - espadrillias, infradito, ciabbattine, sneakers piatte - non lo danno. Un minimo di plantarino interno è utile, meglio però se c'è un dislivello fra la punta e il tacco dai 2 ai 5 cm". Stare completamente a terra rende anche difficile anche "spingere il passo in avanti, perché quando si appoggia non c'è l'ho questa propulsione, anzi: c'è una sovrappressione sul tallone che fa tendere troppo i muscoli del polpaccio". In questa situazione "il rischio di andare verso una tallonite, una tendinite, una fascite plantare è alto. Quindi se la scarpetta bassa la porto per andare a fare un aperitivo, per andare a cena una sera, insomma solo 2 o 3 ore, può anche andar bene. Ma si deve evitare di indossarle tempi lunghi", sottolineano gli esperti evidenziando che "il tacco dai 2 ai 5 cm rappresenta una misura convenzionale, ma ognuno di noi ha la propria misura 'benefica' per il tacco, che può essere calcolata da un professionista con specifiche metodiche".
I tecnici ortopedici invitano, inoltre, o a tener conto di diversi elementi. E' importante, ad esempio, tener conto del peso corporeo, "se eccessivo i rischi, se si porta per tutto il giorno una ciabatta bassa, aumentano". Importantissima poi, la misura delle scarpe, che "deve essere giusta, la pianta deve essere sufficientemente larga e adeguatamente lunga, adatta al proprio piede. Per questo le scarpe vanno acquistate sempre provandole. L'acquisto on line non è sempre una buona scelta". Una strategia utile a capire se ci sono gia' problemi da attenzionare "è guardare come si consumano le suole e i tacchi: se vediamo che si assottigliano solo da una parte consultare un professionista è una buona idea". Infine occhio ai materiali. "Nella scelta delle scarpe, oltre alla struttura di sostegno, vanno valutati anche i materiali che devono essere naturali e di qualità, per evitare rischi legati ad allergie e al rilascio di sostanze quando si idossano, soprattutto d'estate a contatto diretto con la pelle".