"In estese aree sociali del territorio del distretto giudiziario di Palermo ed in diffusi contesti socio-ambientali la condizione minorile risulta connotata da una drammatica problematicità: minori anche di soli dieci- undici anni hanno, in questo momento, disponibilità di armi vere e proprie -pistole- che utilizzano con una disinvoltura che genera indignazione e terrore per le gravissime conseguenze che possono derivarne e per gli scarsi strumenti, a disposizione delle forze dell’ordine e della magistratura per potere intervenire; minori che vanno a scuola armati di coltelli; minori piccolissimi utilizzati e sfruttati dalla criminalità organizzata nella fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti nelle zone più degradate del distretto". E' l'allarme lanciato dalla Procuratrice dei minori di Palermo, Claudia Caramanna nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
"In tale contesto, cosa ci aspetta l’anno giudiziario che stiamo inaugurando? Se osserviamo la tendenza che i fenomeni di disagio e devianza minorile hanno manifestato negli ultimi anni, non è difficile tracciare un bilancio preventivo degli interventi che la Giustizia minorile sarà chiamata ad effettuare nell’anno appena iniziato- dice - E’ agevole prevedere un ulteriore aumento dei reati (anche gravi) commessi da minori, così come la crescente esigenza di azioni nel settore civile. Con tutte le nostre energie, faremo la nostra parte. Ma questo non basta. Mi piacerebbe dire cose diverse da quelle che ho detto l’anno scorso, ma sono costretta a ripetermi. E’ necessario (indispensabile) intervenire nelle realtà sociali degradate, investendo risorse in modo organico, ragionato e sistematico, fornendo possibilità di miglioramento strutturale e non solo risposte frammentarie, alimentate dalla reazione emotiva indotta da eventi eclatanti".
E ancora: "E’ necessario, indispensabile, formare una coscienza culturale che consenta di comprendere come l’unica possibilità di costruire una società che non sia dominata dalla violenza e dalla disuguaglianza sia quella di investire sul futuro dei nostri figli".
"Rimanendo nel più delimitato confine dell’amministrazione della Giustizia, è necessario, in tempi immediati ed urgenti, aumentare gli organici degli uffici minorili, dotare la giustizia minorile di più adeguati sistema informatici e di maggiori risorse- prosegue la Procuratrice Caramanna- Ci dobbiamo confrontare con una riforma costituzionale che, per quello che è la mia valutazione, non risolve nessuno dei problemi reali e concreti della giustizia; e tantomeno può servire per risolvere i problemi della giustizia minorile". "Dobbiamo constatare, con amarezza e delusione, che preziose risorse (anche in termini di attenzione ed interesse) sono destinate a realizzare quelle riforme e non invece riservate ad attività e strutture (come le comunità per ragazzi con problemi di tossicodipendenza oppure centri per la cura e l’assistenza di minori con problemi psichiatrici) che possono effettivamente migliorare il servizio della Giustizia".
"Ancora una volta, la responsabilità del mio ruolo mi impone di essere chiara e diretta: è diventata urgente e non più procrastinabile la necessità di investire risorse non in presunte riforme che nulla hanno a che vedere con l’efficienza della Giustizia, ma in quei settori della giurisdizione il cui funzionamento è veramente importante, direi addirittura vitale, per il futuro del nostro Paese. Papa Francesco: i bambini sono un segno. Segno di speranza, segno di vita, ma anche “segno diagnostico” per capire lo stato di salute di una famiglia, di una società, del mondo intero". E conclude: "Un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini è un popolo in declino".