Il Premio Mandrarossa ha annunciato le terne finaliste

Il Premio Mandrarossa ha annunciato le terne finaliste
13 luglio 2026 | 12.18
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Il Premio Mandrarossa, giunto alla seconda edizione, ha annunciato le terne finaliste, divise per sezione in ordine alfabetico. Premio Narrativa Mandrarossa: "L’idiota di famiglia" di Dario Ferrari (Sellerio); "La carità carnale" di Monica Acito (Bompiani); "La ragazzina" di Valeria Parrella (Feltrinelli). Calamossa Opera Prima: "Il miracolo" di Lorenza Sabatino (Guanda); "Sinnada" di Maria Spissu Nilson (Feltrinelli); "Volevo un tè al limone" di Fabio Macaluso (Marsilio). Cartagho Romanzo Storico: "La ribelle: vita straordinaria di Nada Parri" di Giorgio Van Straten (Laterza); "La vita sempre" di Elena Varvello (Guanda); "Le leonesse di Vergine Maria" di Vanessa Ambrosecchio (Mesogea). Bertolino Soprano Favola / Fantasy: "Cappuccetto rotto" di Manuela Salvi e Roberto Lauciello (Valentina Edizioni); "Cose dal bosco" di Chiara Lorenzoni e Alice Barberini (Orecchio Acerbo); "Il restauratore di mondi" di Mattia Corrente (Salani). Urra di Mare Ambiente / Paesologia: "Cantico della Terra" di Stefano Mancuso (Laterza); "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda); "In Sicilia con Andrea Camilleri" di Gaetano Savatteri e Salvatore Picone (Giulio Perrone). Cavadiserpe / Giallo: "Giallo Lipari" di Francesco Musolino (E/O); "Gli omicidi dei tarocchi" di Barbara Baraldi (Giunti); "Via delle streghe" di Marilù Oliva (Solferino).

Le terne sono state votate dalla giuria tecnica composta da Franco Cardini, Neria de Giovanni, Eleonora Lombardo, Carlo Alberto Moretti, Christian Rocca e Nadia Terranova, in presenza e con la partecipazione della presidente del Premio, Concita De Gregorio. La cerimonia di premiazione si terrà sabato 25 luglio, alle ore 20.00, nel Parco Archeologico di Selinunte (Trapani), nella suggestiva cornice del Tempio di Hera. A seguire, la serata proseguirà con "Madre. Una conversazione, nessuna colpa, centomila donne", con Concita De Gregorio e Melania Petriello (prodotto da Ottantunocento): storie vere, slanci vitali, aneddoti, ricerche sul campo; confronto emotivo, luogo di sorellanza, incontro pubblico di sentimenti privati. Il movimento degli Gli Olmi, di cui il Premio Mandrarossa fa parte, dopo aver accolto l'appello di Stefania Auci per la salvaguardia delle biblioteche in pericolo dopo i fatti di Niscemi, parteciperà alla serata finale. Sarà presente con la partecipazione della scrittrice Stefania Auci nella serata conclusiva del 25 luglio. In questa occasione il Premio donerà una copia di tutte le opere finaliste alla biblioteca comunale di Niscemi per realizzare una sezione di narrativa contemporanea. L’obiettivo è quello di rendere la biblioteca uno spazio aggiornato con le ultime tendenze narrative.

Il Premio Narrativo Mandrarossa è un progetto culturale giovane, promettente e ambizioso. Fondato da un legame con la cantina Mandrarossa, nata nel 1999 dopo oltre 20 anni di intensi studi sui terroir, e fiore all’occhiello delle Cantine Settesoli. È quindi un Premio nato dall'incontro tra un'esigenza aziendale e una visione culturale condivisa con Cantine Settesoli – che unisce oltre 2000 soci e 6000 ettari di territorio a vigne – e il presidente Giuseppe Bursi. L'obiettivo è valorizzare il marchio Mandrarossa attraverso un grande investimento nella letteratura, creando un premio nazionale capace di raccontare il territorio, promuovere la cultura in contesti impegnativi, traendo ispirazione dalla tenacia della palma nana, emblema dell’azienda, che prospera in ambienti aridi. Le librerie indipendenti coinvolte nel premio con un ruolo determinante appartengono alle città che sono state capitali della cultura italiana dal 2015, con l’aggiunta di Roma, Napoli, Milano e, nell’ambito internazionale, quelle delle città di Barcellona, Boston, Parigi e Marsiglia.

“Siamo nel vivo del premio, con l'annuncio delle terne delle sezioni. I libri sono ancora tanti, diciotto – ha dichiarato Concita De Gregorio, presidente del Premio. – La giuria ha lavorato con grande attenzione, ora siamo all’ultimo miglio e siamo impazienti di condividere con il pubblico siciliano le nostre scelte. Questo premio lavora sull’incontro e l’incrocio tra spazi e mondi diversi. Ci sono le imprese vinicole che con sapienza ed esperienza trasformano i frutti della terra. Ci sono le librerie indipendenti che resistono alla massificazione del generalismo commerciale, tenendo aperti con fatica spazi di libertà culturale in un tempo asfittico e nemico della complessità. Ci sono gli autori e le autrici che hanno disegnato con le loro parole e le loro storie mondi che prima non c’erano: la letteratura come spazio di respiro e creatività. Sarà un bel tempo. La Sicilia sa coltivare e custodire esperienze di questo livello”.

“Dei diciotto libri finalisti dieci sono firmati da donne – ha spiegato Claudia Origoni, fondatrice e responsabile del Premio. – Otto da uomini. Le donne sono presenti in tutte le sezioni, eccetto quella “Ambiente”. Qui sono gli uomini a occupare totalmente la terna finale. La sezione Calamossa dedicata all'opera prima vede il debutto della più giovane autrice di 29 anni e della più longeva di 82 anni. Quest'anno si è notata una prevalenza di storie femminili. E lo stesso mondo femminile è stato attraversato in molti aspetti, che qui cito: l'amore mistico e quello carnale, il mondo dell'imprenditoria e quello della violenza sulle donne. Tra le tendenze riscontrate trasversalmente in tutte le candidature e presenti nelle varie sezioni c'è una certa attenzione e “colloquio” con la terza dimensione, un esoterismo sottile che si presenta tra le righe ovunque; un bisogno di confronto più verso il passato e l'arcano, che verso il futuro. Abbiamo riscontrato con piacere una certa attenzione alla riscoperta del libro come oggetto. In un momento in cui tutto è virtuale si riscopre la rilegatura a filo refe presente in più di una casa editrice e soprattutto tra le piccole case editrici, un'attenzione antica. Nella sezione Favola una cura nel lavoro degli illustratori e illustratrici. I libri presentano infatti tavole accurate, belle come quadri e che come tali prevederebbero veri e propri vernissage. Siamo entusiasti e orgogliosi di essere arrivati nel cuore di questa nuova e promettente edizione”.

“Il Premio Mandrarossa – ha dichiarato Giuseppe Bursi, presidente Cantina Mandrarossa, fiore all'occhiello della Settesoli – punta a diventare un osservatorio culturale su scala nazionale. Gli obiettivi: valorizzare le librerie indipendenti e dimostrare il legame indissolubile tra vino e cultura, motori di sviluppo economico. Il premio sostiene anche lo sviluppo locale: la serata finale nella suggestiva cornice del Parco Archeologico di Selinunte nasce proprio per attrarre non solo appassionati e curiosi, ma anche un turismo consapevole, capace di ravvivare il territorio”.

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