Il Premio Terzani 2026 ad Alaa Faraj per 'Perché ero ragazzo'

La storia del giovane libico condannato cone scafista, graziato parzialmente dal presidente della Repubblica, con processo in fase di revisione

(ufficio stampa Premio Terzani)
(ufficio stampa Premio Terzani)
14 aprile 2026 | 10.40
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Va ad Alaa Faraj, per il libro-testimonianza "Perché ero ragazzo", pubblicato da Sellerio, la XXII edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, riconoscimento istituito dal festival vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani: lo ha annunciato oggi la presidente della giuria, Angela Terzani Staude, moglie dello scrittore e giornalista scomparso nel 2004. Sono pagine capaci di schiudere "una storia esemplare di dignità e coraggio, quelle di 'Perché ero ragazzo'", afferma la motivazione del Premio. l libro raccoglie le lettere dal carcere di un ragazzo libico nato a Bengasi nel 1995.

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Nell’agosto del 2015 Alaa Faraj aveva vent’anni: era uno studente di ingegneria, una promessa del calcio, desiderava raggiungere l’Europa, riprendere a studiare e ad allenarsi, dopo che l’università e il campionato erano stati cancellati nella Libia sconvolta dalla guerra civile. Ma ottenere un visto era impossibile. E così scelse di partire a bordo di un barcone insieme agli amici di pallone, senza avvisare la famiglia. Durante quella traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Accusato, dopo una frettolosa indagine, di "concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione", Alaa Faraj è stato condannato a 30 anni di carcere. Ma ha continuato ad affermare la sua innocenza, accettando, sempre fiducioso nella giustizia, il ruolo del detenuto, ma mai quello del criminale. L’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, lo trasforma a poco a poco in uno scrittore: racconta la sua storia in un italiano appreso dentro le celle, scrivendo a mano, in stampatello, su fogli rimediati in prigione.

"Scrivere questo libro - afferma Alaa Faraj - non è stato facile. Ma è stato doveroso. Questa tragedia deve essere raccontata anche per ler persone morte che non hanno avuto giustizia". Nel dicembre 2025 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso ad Alaa la grazia parziale, uno sconto di pena di undici anni e quattro mesi. È in corso una nuova procedura di revisione del processo.

La giuria che ha assegnato il Premio Terzani 2026 è composta da Angela Terzani (presidente), Saskia Terzani, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Andrea Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini.

"Perché ero ragazzo" sarà al centro della cerimonia di premiazione, sabato 9 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 21). Sarà come sempre Angela Terzani a leggere la motivazione della giuria e a consegnare il Premio ad Alaa Faraj, che potrà partecipare previa autorizzazione delle autorità competenti. Condotta dal giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, membro della giuria del Premio, la serata ospiterà l’intervento della destinataria delle lettere di Alaa Faraj, Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto all’Università di Palermo, della giornalista Luciana Castellina, che per prima ha scritto del libro, di don Francesco Saccavini, prete di periferia impegnato nel sociale, e, in collegamento, del giurista Gustavo Zagrebelsky. (di Paolo Martini)

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