Altre esplosioni a Erbil, Crosetto: "Attacco a base italiana deliberato"

Militari stanno bene. "Solidarietà e vicinanza" dalla premier Meloni. Tajani: "Attacco portato con drone. Comandante contingente italiano: "Morale resta alto, priorità sicurezza personale"

Erbil - (Afp)
Erbil - (Afp)
12 marzo 2026 | 15.00
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Un nuovo raid, il terzo da ieri sera, ha colpito l'aeroporto internazionale di Erbil, il capoluogo del Kurdistan iracheno. Lo ha riferito il New York Times, precisando che una colonna di fumo si sta alzando dalla zona. Anche ieri sera è stato colpito l'aeroporto, fa notare il quotidiano statunitense, oltre alla base che ospita militari italiani. Nelle scorse ore, invece, a Erbil sono state avvertite due esplosioni, mentre le difese aree intercettavano droni sulla città.

La scorsa notte la base Camp Singara - in cui è presente anche personale italiano - è stata attaccata con droni. Le difese aree hanno intercettato droni sulla città, riporta al Jazeera, aggiungendo che fonti ufficiali hanno confermato che sono stati intercettati due droni. "Un attacco deliberato", fa sapere il ministro della difesa Guido Crosetto.

"Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione", scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aggiunge: "A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi : l'Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi".

"Non è certo il luogo di partenza dei droni" diretti verso la base di Erbil, "probabilmente saranno partiti da basi di iracheni filo-iraniani", ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina. "Stiamo valutando dal punto di vista tecnico che tipo di droni siano", ha aggiunto Tajani affermando che l'attacco ha causato "danni materiali, ma non di enorme entità".

"Abbiamo appena concluso una videoconferenza con l'ambasciatore in Iraq e con il console d'Italia a Erbil, ha fatto sapere Tajani confermando, come anticipato nei giorni scorsi, che ''stiamo riducendo la presenza del personale sia in ambasciata a Baghdad, sia nel consolato a Erbil per ragioni di sicurezza". Quella di oggi, ha spiegato, ''è una riunione che abbiamo fatto con la presenza della Difesa e della presidenza del Consiglio per fare il punto della situazione. Non ci sono stati altri attacchi''. "Oggi parlerò con le autorità del Kurdistan iracheno e con il ministro degli Esteri dell'Iraq'' Fuad Hussein ''per fare un punto della situazione, sempre per garantire un'azione che sia a favore della pace, del dialogo e della riapertura del negoziato", ha quindi annunciato.

Dal canto suo il ministro della Difesa Crosetto ha fatto sapere che "il contingente era già stato avvisato della possibilità - di un attacco - e dalle otto e mezza avevano attuato tutte le condizioni di sicurezza, quindi erano entrati nelle aree protette e non c'è stato alcun danno al contingente". E' stato un attacco deliberato? "Assolutamente sì, quella è una base della Nato, quindi anche americana. Già nei giorni scorsi erano avvenuti incidenti o tentativi d'attacco".

"Abbiamo preferito lasciare in quella base il personale che è rimasto ancora in missione - ha spiegato al Tg1 - perché è più sicuro degli alberghi; noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione, ne abbiamo trasferiti una quarantina in Giordania e degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro che non è facile, perché non è possibile mandare un aereo e quindi deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia. La stabilizzazione di quelle zone è fondamentale, perché tutte le volte che si infiammano i danni arrivano dentro le nostre case e anche se sembrano lontane sono vicine per gli effetti che hanno sulla nostra vita quotidiana".

Comandante contingente italiano: "In base morale resta alto, priorità sicurezza del personale"

"Il drone su Erbil ha impattato all'interno della base, provocando danni a infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone. Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in contatto costante e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente; il morale nonostante la stanchezza rimane alto, il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni. La sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità". Così, in un videomessaggio, il colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione 'Prima Parthica'.

"Contingente italiano si ritira da Erbil"

Intanto, il contingente italiano si ritira da Erbil, almeno provvisoriamente. Secondo quanto scrive il Foglio, il governo italiano ha già fatto rientrare in Italia 102 uomini, altri 75 sono stati dislocati in Giordania mentre in 141 si stanno organizzando “temporaneamente”.

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