Aeroporti, The Spectator: "Scali britannici una vergogna ma passare per Fiumicino un'esperienza esaltante"

Aeroporti, The Spectator:
17 marzo 2026 | 19.40
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"Viaggiare attraverso l’aeroporto di Roma Fiumicino è un’esperienza gioiosa e quasi esaltante". A scriverlo è 'The Spectator' in un articolo sullo stato degli aeroporti britannici che il settimanale descrive come vergognoso e sottolineando la necessità di cominciare a fare come fanno gli italiani. "Quando è stata l’ultima volta che uno sconosciuto con il badge al collo ti ha urlato contro? Oppure che hai passato ore in uno spazio pubblico affollato, con soffitti bassi e senza luce naturale? O che hai pagato 8,50 sterline per un panino da Pret? Scommetto che è successo in un aeroporto britannico, l’habitat innaturale dell’umiliazione, del disagio e dei prezzi esorbitanti. Per non parlare di bruttezza, scortesia e inefficienza. Eppure gli aeroporti non devono necessariamente essere così terribili. Viaggiare attraverso l’aeroporto di Roma Fiumicino (ufficialmente Leonardo da Vinci), per esempio, è un’esperienza gioiosa e quasi esaltante. Il luogo è pieno di luce, con un espresso eccellente, pasta fresca fatta al momento, pizza e gelato. I fanatici del junk food possono trovare anche un McDonald’s o un Kfc, ma sono nascosti in un corridoio lontano dalle meraviglie dell’area ristorazione tutta italiana", scrive 'The Spectator'.

Anche i negozi, rileva il settimanale britannico, "sono splendidi. Fabriano - fondata nel 1264 - vende quaderni rilegati in pelle, cartelle e carta da lettere. Gallo propone le sue calze a righe iconiche, bretelle, collant e guanti; Borsalino espone fedora in feltro lavorati a mano. È molto lontano dalla solita sequenza di catene e negozi standardizzati che si ritrova negli aeroporti britannici, una sorta di copia in miniatura delle vie commerciali del Regno Unito. E per chi ne ha bisogno, ci sono aree fumatori pulite e trasparenti disseminate ovunque, a differenza di Gatwick, dove bisogna pagare 40 sterline per accedere all’unica lounge che consente di fumare. Heathrow non ha nemmeno uno spazio fumatori".

A Fiumicino, sottolinea 'The Spectator', "nessuno ti urla contro ai controlli di sicurezza. Il personale è rilassato e cordiale. Di conseguenza i controlli sono rapidissimi. Da anni ormai nessuno deve più tirare fuori laptop e liquidi perché Fiumicino ha investito negli scanner a Tomografia Computerizzata (Ct) quasi un decennio prima di Heathrow o Gatwick. Inoltre, questi scanner hanno un tasso di respingimento inferiore al 5%. Gli scanner Ct di Gatwick, invece, quando finalmente sono stati installati l’anno scorso, respingevano oltre il 60% dei bagagli, che dovevano poi essere controllati manualmente con grande perdita di tempo. Anche quando finalmente proviamo a fare le cose nel modo giusto, non riusciamo comunque a farle bene. Ma ciò che davvero porta Fiumicino a livelli quasi divini è la presenza, ovunque, di eleganti esposizioni di statue antiche, mosaici e affreschi provenienti dagli scavi della vicina Ostia Antica, la risposta romana a Pompei. L’area principale del Terminal 1 ospita mostre temporanee di reperti storici prestati da musei o da siti in fase di restauro. La scorsa estate sono state installate splendide vetrate istoriate prese in prestito dalla Basilica di Santa Croce a Firenze. Queste vetrate, risalenti al 1310 e raffiguranti il profeta Aronne e due diaconi, furono progettate da Giotto. In aeroporto. Fiumicino, così però stai davvero esagerando". Non sorprende, quindi, sottolinea, "che Fiumicino sia stato appena votato miglior aeroporto d’Europa per il nono anno consecutivo. Nove anni. Non è più una semplice recensione: è una dichiarazione di civiltà che noi britannici dovremmo trovare piuttosto imbarazzante".

Sulla carta, l’Italia, continua il settimanale britannico, "è persino più povera di noi. Il loro pil pro capite nominale è di circa 29.800 sterline, mentre il nostro è di 39.400. Eppure, per qualche misteriosa ragione, l’Italia riesce a non essere brutta e deprimente. In definitiva, rendere belli gli spazi pubblici è una scelta. Per gli italiani non esiste separazione tra estetica e utilità. Non considerano la bellezza un lusso da aggiungere dopo aver costruito tutto il resto. Il loro principio guida è quasi l’inversione della massima di Le Corbusier secondo cui qualcosa non può essere bello se non è funzionale. In Italia, qualcosa che non è bello non può essere considerato funzionale. Questo vale anche per i treni italiani, che sono veloci, puliti, belli ed economici, così come per l’atteggiamento italiano verso la vita in generale. (Il rovescio della medaglia di questa venerazione per la qualità della vita, tuttavia, è una fastidiosa dipendenza dagli scioperi)".

In Gran Bretagna, sottolinea 'The Spectator', "abbiamo fatto un patto diverso. Da qualche parte negli anni del dopoguerra abbiamo deciso che comfort ed eleganza fossero frivolezze. Ciò che contava era l’efficienza, il valore e la funzione. L’ironia è che non siamo riusciti a ottenere nessuna di queste cose. Invece siamo rimasti intrappolati in una sorta di cupa e aggressiva mancanza di gioia che pervade tutti i nostri spazi pubblici. Come rimediare? Considerando che la terza pista di Heathrow è in discussione da trent’anni, è probabilmente troppo aspettarsi che gli enormi terminal anonimi che passano per aeroporti londinesi vengano demolite e sostituite con qualcosa di più gradevole".

Ma aggiungere alcune esposizioni museali con splendidi oggetti britannici, sottolinea il settimanale, "non dovrebbe essere impossibile. Dove trovare i reperti è ovvio per chiunque abbia visitato il meraviglioso deposito del V&A East a Hackney Wick. Come un Ikea dei tesori storici, file e file di scatole sigillate piene di meraviglie stanno su scaffali infiniti, tentatrici e inesplorate. Mettiamole a Heathrow, invece. L’assicurazione non dovrebbe essere un problema, perché gli aeroporti sono, per definizione, luoghi molto più sicuri di qualsiasi museo". Per come stanno le cose oggi, aggiunge, "i lavoratori degli aeroporti britannici sembrano operare secondo una filosofia essenzialmente punitiva. Il passeggero è un problema da gestire, un’unità ambulante di fastidio da spostare da una zona di attesa all’altra finché non viene finalmente rilasciato in un posto migliore, che di certo non è la Gran Bretagna. Heathrow - il nostro fiore all’occhiello, il nostro vanto, la presunta porta d’ingresso della Global Britain - è un monumento alla miseria organizzata. Gatwick, Stansted e Luton (in ordine decrescente) sono persino peggio. È ora di cominciare, come fanno gli italiani, a vedere i nostri aeroporti come la vetrina della Gran Bretagna e motivo di orgoglio nazionale, non come l’esposizione della nostra decadenza".

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