Nell’era dei mega incendi che stanno colpendo l’Europa, vedere una colonna di fumo all'orizzonte significa molto probabilmente essere già in ritardo: gli eventi che hanno colpito Francia e Spagna hanno sfidato i costosi mezzi antincendio tradizionali, che scarseggiano. La Francia ad esempio ha 12 Canadair, ma al momento può utilizzarne molti meno a causa di problemi di manutenzione. In Spagna c’è lo stesso problema. Intanto, le speranze per la prevenzione degli incendi si spostano sempre più in alto (in cielo e nello Spazio), affidandosi a player sempre più piccoli (le startup).
Basta andare sul sito di Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra, per avere un resoconto dettagliato di alcuni degli incendi in corso nel continente, con i più recenti scoppiati in Grecia. Proprio nel Paese recentemente è stato lanciato l’Hellenic Fyre System, che ha riportato la prima immagine termica a inizio luglio. A crearlo è stata una startup, la tedesca OroraTech. Il sistema è composto da satelliti CubeSat con sensori a infrarossi per rilevare incendi attivi, identificare anomalie termiche e valutare l'intensità radiativa degli incendi sulla Grecia, che lo ha finanziato collaborando con l’Esa.
L’acquisizione della prima immagine, o 'first light', è un traguardo fondamentale: conferma la capacità di fornire misurazioni accurate della temperatura superficiale del suolo e un rapido rilevamento degli incendi boschivi dall'orbita grazie ai vari passaggi del satellite e alla trasmissione dei dati a bassa latenza.
Ma il sistema non è ancora pienamente operativo: quando lo sarà, scansionerà la Grecia due volte al giorno. Il progresso di OroraTech è fondamentale per l’Esa. Intorno alla startup ruota il progetto Fire-Aid, che usa Ai e dati satellitari per prevedere la diffusione degli incendi e assistere le squadre di terra, e che recentemente ha sviluppato il promo prototipo di previsione usando la piattaforma Ai di OroraTech che permetterà di simulare la diffusione degli incendi fino alle 12 ore successive. Intanto la startup ha aiutato a fornire dati anche durante gli incendi di Les Gavarres in Spagna, aiutando la mappatura satellitare di Copernicus per identificare le aree più critiche dove intervenire.
Per il 2026 l’Unione europea prevedeva un impatto economico dovuto agli incendi e alle ondate di calore devastante, da 2,5 mld di euro di danni. Nei primi due mesi della stagione degli incendi, secondo un’analisi del Ft, il valore ha invece superato i 3 miliardi, considerando solo un periodo di tempo di due mesi e i Paesi più colpiti quest'anno, per un totale di mezzo milione di ettari già andati in fumo. L’analisi considera solo il costo di ‘ripristino’ del territorio bruciato, senza le conseguenze della siccità e i danni a immobili, raccolti e imprese: in Francia hanno dovuto evacuare giganti come Safran, ArianeGroup e Dassault Aviation, per fare un esempio.
Scendendo dallo Spazio al cielo, la risposta alla prevenzione degli incendi (più economica di un Canadair) la stanno dando i droni. Il settore vale oggi 1,34 miliardi di dollari e si prevede che crescerà a 3,40 miliardi di dollari entro il 2034. In diverse occasioni vengono usate queste tecnologie, anche se spesso solo per il monitoraggio. Li usa la protezione civile, ad esempio, e i Vigili del fuoco hanno un’unità dedicata. In Italia è stato riportato di sperimentazioni anche di droni equipaggiati con sensori termici per il controllo del territorio. Una startup italiana attiva nel monitoraggio di immagini satellitari è la napoletana Latitudo 40, che a inizio di quest’anno ha chiuso un round da 720mila euro, mentre la genovese Inspire negli anni scorsi ha sviluppato una piattaforma integrata con Ai per la gestione autonoma dei droni: acquisiscono i dati da analizzare per capire prima quali siano i punti più rischiosi o quelli in cui potrebbe riaccendersi un focolaio.
L’autonomia del pattugliamento del territorio da parte droni è al centro della proposta di diverse startup anche a livello internazionale, e l’intelligenza artificiale è l’ingrediente di base: negli Usa Rain industries invia automaticamente droni o elicotteri nel momento in cui le sue telecamere identificano un incendio, ed è l’Ai a decidere anche la quantità d’acqua e la posizione migliore per intervenire. La francese FireTracking propone un’Ai in grado di identificare con precisione i focolai a 20 km di distanza. In Danimarca Robotto sviluppa droni che oltre ad aiutare a prevenire gli incendi vengono usati anche per le applicazioni più varie, come contare gli elefanti nelle riserve in Thailandia. Ember Flash Aerospace, negli Usa, sviluppa una rete di sensori basati sull'intelligenza artificiale che rilevano il fumo ogni minuto e allertano sia i residenti che i servizi di emergenza sui primi segnali di un incendio: anche in questo caso i droni fanno parte del pacchetto. (di Alessandro Pulcini)