Cyber e spazio, nasce il Polo italiano PiCS: “Sovranità tecnologica decisiva per il Paese”

Presentata l’iniziativa nata dall’accordo tra Fondazione Aises-Spes Academy e Cnr. L’obiettivo è mettere in rete istituzioni, ricerca, università e imprese nei settori della cybersicurezza e della space economy

Cyber e spazio, nasce il Polo italiano PiCS: “Sovranità tecnologica decisiva per il Paese”
26 giugno 2026 | 18.04
LETTURA: 4 minuti

È stato presentato oggi alla Camera dei Deputati, nel corso del convegno “Italia nello Spazio, dalla sovranità tecnologica alla crescita del sistema Paese”, il Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio, PiCS, iniziativa strategica nata dall’accordo quadro tra la Fondazione AISES-SPES Academy e il CNR.

A illustrare il nuovo Polo è stato Marco Lisi, componente del Cda dell’Agenzia spaziale italiana e inviato speciale per lo Spazio del Maeci. PiCS punta a diventare un punto di riferimento nazionale per formazione, ricerca, innovazione e dialogo tra istituzioni, industria e mondo accademico nei settori della cybersicurezza e della space economy, considerati sempre più centrali per la competitività, la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa.

L’iniziativa nasce in un contesto internazionale segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e geopolitiche, con minacce sempre più complesse e una crescente centralità delle infrastrutture digitali e spaziali. L’obiettivo è favorire la crescita di competenze avanzate, promuovere la cultura della sicurezza digitale e sostenere lo sviluppo di un ecosistema integrato capace di valorizzare le opportunità offerte dall’economia dello spazio e dalle tecnologie emergenti.

Il Polo intende mettere a sistema le eccellenze già presenti nel Paese, facilitare il dialogo tra domanda e offerta di innovazione e contribuire al rafforzamento della sovranità tecnologica italiana ed europea. Una sfida che riguarda direttamente la sicurezza nazionale, la competitività industriale e la capacità del Paese di presidiare filiere sempre più strategiche.

Space economy e cybersicurezza sono due mercati in forte espansione. Il mercato globale della space economy dovrebbe raggiungere i 1.000 miliardi di euro nel 2030, con una crescita media annua dell’11% rispetto ai 470 miliardi del 2023. L’Italia si colloca al settimo posto al mondo per investimenti spaziali in rapporto al Pil. Sul fronte cyber, la spesa globale per la cybersicurezza ha raggiunto i 213 miliardi di dollari nel 2025, in crescita del 12% su base annua, mentre il mercato italiano ha toccato i 2,78 miliardi di euro, anche in questo caso con un aumento del 12% sull’anno precedente, trainato soprattutto dalla pubblica amministrazione.

“La space economy e il cyberspazio non sono domini separati: costituiscono un unico ecosistema strategico nel quale innovazione, sicurezza e crescita economica procedono insieme”, dichiara Luigi Martino, direttore del Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio e docente in Cybersecurity all’Università di Bologna e all’Università di Firenze.

Secondo Martino, “le tecnologie dual use rappresentano uno degli strumenti più efficaci per generare valore, accelerare il trasferimento tecnologico e rafforzare l’autonomia strategica nazionale. Il nostro obiettivo è costruire un luogo di incontro stabile tra pubblico e privato, tra ricerca e industria, capace di trasformare le eccellenze italiane in progetti concreti e in nuove opportunità per il Paese e per l’Europa”.

Per Valerio De Luca, presidente del Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio, presidente della Fondazione AISES e direttore della SPES Academy Carlo Azeglio Ciampi, “in un contesto caratterizzato da competizione tecnologica, minacce ibride e crescente dipendenza da piattaforme e servizi extraeuropei, l’Italia è chiamata a rafforzare le proprie capacità strategiche, sviluppando competenze, ricerca e innovazione”.

“Il Polo nasce con l’obiettivo di contribuire a questa sfida, creando un ecosistema permanente di collaborazione tra istituzioni, università e imprese al servizio della sicurezza e della competitività del Paese”, aggiunge De Luca.

Il presidio autonomo di cyber e spazio non è più soltanto una questione industriale. È una condizione di sicurezza nazionale ed europea. Gran parte delle tecnologie e dei servizi critici, dal cloud alle soluzioni di cybersicurezza fino ai dati di osservazione satellitare, dipende ancora da fornitori extraeuropei. In questo quadro, la sovranità tecnologica è diventata una delle principali priorità italiane ed europee: ridurre la dipendenza dall’estero, rafforzare le filiere critiche e ricongiungere gli interessi privati con quelli pubblici di resilienza e sicurezza.

Il lavoro del PiCS si articolerà in tre fasi. La prima sarà dedicata alla raccolta dei bisogni e alla definizione degli use case, secondo un approccio di sensemaking e scoping. La seconda riguarderà la mappatura delle competenze e la composizione di team ibridi tra ricerca e industria. La terza sarà concentrata sulla realizzazione di progetti pilota, validazioni e deliverable misurabili.

Del nuovo Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio fanno parte numerose istituzioni, università, centri di ricerca e imprese, con l’obiettivo di costruire una piattaforma stabile di collaborazione in due ambiti destinati a pesare sempre di più sulla crescita del sistema Paese.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza