De Scalzi: "Stop all'Ets con la guerra, il sistema rischia di uccidere l'industria"

L'ad dell'Eni fa scattare l'allarme sul sistema Ue per lo scambio di quote di emissione. Urso: "Ho proposto lo stop a febbraio, oggi ancora più urgente"

Claudio Descalzi - (Fotogramma)
Claudio Descalzi - (Fotogramma)
21 settembre 2026 | 18.50
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"In una situazione super straordinaria che si pensava a più riprese che dovesse finire e si sta complicando, non migliorando, il discorso dell'Ets deve essere sospeso". Le parole di Claudio Descalzi, ad dell'Eni, al salone della ceramica 'Cersaie' a Bologna innescano un dibattito sull'opportunità di bloccare l'Emissions Trading System in ambito Ue.

L'Ets è il meccanismo che, in ambito Ue, viene utilizzato per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e contrastare il cambiamento climatico. Al di sotto del tetto di emissioni, le aziende possono acquistare quote (in termini di tonnellate). Un'azienda che riduce le emissioni può cedere quote o conservarle per gli anni successivi. Chi sfora il tetto, invece, deve acquistare ulteriori quote per evitare sanzioni.

"Probabilmente dare una tassa a chi inquina è giusto se poi i soldi vengono reinvestiti per migliorare i processi inquinanti, sappiamo benissimo che non è così", sottolinea, osservando che "siccome sta rischiando di uccidere l'automotive, le ceramiche e i cementifici, l'Ets deve essere bloccato finché dura la crisi con la Russia", afferma Descalzi.

A febbraio in Europa "proposi la sospensione del meccanismo infernale degli ETS in attesa di fare una revisione sostanziale di questo strumento che penalizza le imprese creando tra l'altro delle distorsioni che favoriscono le speculazioni finanziarie". Lo stop "era urgente" allora e lo è "ancor più oggi", evidenzia il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sempre a margine di Cersaie a BolognaFiere.

Intanto "stiamo realizzando anche delle misure strutturali, sia per quanto riguarda l'aumento della produzione di energie elettriche da fonti rinnovabili, e presenteremo ulteriori misure di semplificazione per superare ancora gli ostacoli che si frappongono soprattutto da parte degli enti locali, per consentire che le imprese - sono oltre 4 mila, precisa Urso - che hanno presentato progetti di investimento privati sulle energie rinnovabili, possono farlo in tempi brevi".

"Tra poche ore ci sarà il voto finale da parte del Parlamento per tornare a realizzare nel nostro paese energia da fonte nucleare pulita e sicura con gli small reactor per poter nel tempo avere un mix energetico come ci hanno altri paesi europei che consenta di ridurre la dipendenza dall'estero, soprattutto ridurre la dipendenza dal gas, che è una fonte da cui nel tempo dovremo liberarci", aggiunge.

"La domanda è: chi sta facendo i soldi dietro l'Ets? L'Europa su questa cosa incassa 74 miliardi, di cui 14 vanno a finanziare la Commissione europea. In un certo senso noi stiamo finanziando gli imprenditori della Commissione, non è giusto", afferma il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo a Cersaie. "In Italia raccogliamo 2 miliardi sull'Ets, li possiamo avere indietro in questo momento? Perché ne abbiamo indietro solo 600 milioni". "Mettiamoli in gioco già oggi, che serve un miliardo" per fronteggiare il caro energia da parte delle imprese. "In legge di bilancio dovrebbero andare 2 miliardi", secondo il presidente.

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