Alla presentazione dell'indagine condotta con Ipsos Doxa, ‘effetto diretto della normativa che vieta la vendita online dei prodotti a base di nicotina’
“Un dato particolarmente interessante emerso dallo studio riguarda il mercato illegale: mentre per i prodotti del tabacco il dato è stabile al 3,8%, il ricorso al mercato illegale per le sigarette elettroniche con nicotina è diminuito di cinque punti, nonostante una crescita esponenziale del mercato legale. Questo calo è l'effetto diretto della norma introdotta a gennaio che vieta la vendita online dei prodotti a base di nicotina. Il nostro obiettivo è dunque porci come una base costruttiva per il legislatore”. È quanto affermato oggi a Roma da Federico Rella, vicepresidente e direttore Corporate Affairs di Logista Italia, alla presentazione dei risultati della terza edizione della ricerca ‘Prodotti da fumo e non da fumo: studio sul fenomeno dell’illegalità’, realizzata in collaborazione con Ipsos Doxa, basata sui dati del 2025.
“Uno studio che quest'anno analizza un mercato sostanzialmente stabile, dove contrabbando e contraffazione si mantengono sui livelli degli anni passati”, sottolinea Rella aggiungendo: “L'analisi affronta l'impatto delle normative entrate in vigore lo scorso anno, con particolare riferimento al divieto di vendita online delle sigarette elettroniche con nicotina, alle disposizioni del Decreto Sicurezza sulla cannabis light e alla direttiva europea sulle accise dei prodotti del tabacco (Ted). I tre temi fondamentali che costituiranno la base di discussione con le istituzioni e l'intero settore”.
E conclude con un passaggio sulla cannabis light: “Abbiamo rilevato una situazione di profonda confusione: a fronte di una diminuzione dei volumi di vendita nei growshop, si è registrato un aumento dell'illegalità, passata dal 32 al 37% - fa sapere - Quando ci si sposta nell'illegalità per questa specifica tipologia di prodotti, se ne perde ogni traccia. Per questo motivo - osserva - occorre riflettere se non sia il caso di riaprire il tema regolatorio, piuttosto che limitarsi a quello del divieto”.