Minando l'indipendenza della Fed, il presidente Usa Donald Trump rischia un effetto boomerang con un impatto negativo sull'economia. Lo sottolinea in un'intervista all'Adnkronos l'ex ministro all'Economia Giovanni Tria commentando l'indagine penale contro il presidente Fed Jerome Powell, ultimo atto del duello tra l'inquilino della Casa Bianca ed il banchiere centrale.
"Intaccare l’indipendenza della Fed è un fatto negativo per l’economia americana ma non credo che in realtà sia del tutto in discussione l’indipendenza della banca centrale perché gli Usa hanno i necessari contrappesi istituzionali”, premette Tria, spiegando che lo scontro con Powell mira "ad un allentamento della poplitica monetaria che consenta a Trump di arrivare alle elezioni di mid-term con un’economia in espansione”.
Tuttavia, avverte l'economista oggi alla presidenza di Enea Techl e Biomedical, "l’azione di Trump può trasformarsi in un boomerang”, nella misura in cui, lungi dal contribuire ad abbassare l’inflazione per spingere la crescita, sortisca involontariamente "il contrario dei desiderata", incorrendo in una sorta di "eterogenesi dei fini". Infatti, spiega Tria "abbassare i tassi in primis potrebbe non bastare perché incidono molte variabili". Inoltre, osserva, "la percezione che un allentamento della politica monetaria sia comandato dall'Esecutivo potrebbe creare aspettative inflazionistiche". E questo perché, chiosa l'ex ministro dell'Economia, "se metti in discussione l'indipendenza della Fed e la sua capacità di controllo dell'inflazione puoi creare più inflazione". Non solo, in ballo c'è anche il deprezzamento del dollaro. "Un ulteriore calo del dollaro potrebbe dare una spinta all'inflazione perché se svaluti moneta importi più inflazione: avere il dollaro basso e contenere l'inflazione è complicato e contraddittorio", scandisce Tria. "Se poi metti in discussione l'indipendenza della Federale Reserve - conclude - l'effetto sull'economia può essere negativo". Il che sarebbe l'esatto contrario dell'obiettivo inziale di Trump.