Il deputato M5S e il giornalista denunciano un trattamento duro con manette, perquisizioni e momenti di forte tensione. Il video Ben-Gvir acquisito agli atti dai pm della procura di Roma
Rilasciati tutti i 430 attivisti della Flotilla sequestrati da Israele. Nella serata di giovedì 21 maggio sono arrivati a Istanbul. Filmati e foto postati sui social mostrano come molti di loro siano stati picchiati, mentre erano in custodia israeliana. In alcuni video on line si vedono diversi attivisti portati via in barella. Altri hanno tagli e lividi sul corpo e sulle braccia.
Questa mattina a Fiumicino erano già rientrati il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovanie il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto. I due sono atterrati questa mattina all’aeroporto Leonardo da Vinci su un volo da Atene e sono stati accolti da giornalisti e deputati tra i quali il dem Arturo Scotto e Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle.
“Ci hanno portato all’aeroporto Ben Gurion con manette e catene alle caviglie, poi chiusi per ore in una cella di polizia”, racconta Mantovani, denunciando un trattamento che definisce “non privilegiato”, ma durissimo. “I documenti non mi sono stati restituiti, durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e mi hanno tolto i pantaloni con il portafogli dentro e non me l'hanno più ridato. Sono stato chiuso tutta la giornata dentro una cella di un ufficio di polizia perché siamo arrivati lì verso le 3 del pomeriggio e ci hanno imbarcato sull'aereo per Atene alle 11. Lì è venuto un segretario di ambasciata, un ragazzo molto giovane che, per carità, ha chiesto come stessimo e ha intercesso perché mi dessero una sigaretta ma insomma... Escludo di aver avuto un trattamento di favore dal governo israeliano, immagino che qualcuno nel governo italiano mi abbia fatto 'sto favore". “Credo che qualcuno del governo italiano sia intervenuto, ma Israele è protetto da molti governi europei, compreso il nostro”, ha aggiunto.
“Mi hanno ammanettato, hanno fatto di tutto. Ed io da quella panic room sono uscito in piedi”, le parole di Carotenuto che racconta come uno degli attivisti "è stato portato in infermeria con probabili lesioni interne, c’erano persone bendate, alcune con fratture e traumi cranici, episodi di violenza sessuale, anziani torturati”. “Ci hanno chiamato per numero, il mio è 147. Erano con i mitra spianati contro di noi, avevamo le mani alzate. Ci hanno fatto avanzare, poi girare. Sono stati forse i secondi più lunghi della mia vita. Poi ci hanno preso per il collo e diviso. Da quel momento non so più niente dei miei compagni”.
Il deputato ha poi aggiunto di aver mantenuto un contatto con la Farnesina: “Ho sentito l’unità di crisi e voglio ringraziarla, hanno fatto tutto quello che potevano. Ma la politica non fa abbastanza. Questi ragazzi sono lì perché i governi non fanno abbastanza e stanno rischiando la vita”.
Secondo Carotenuto, la missione della Flotilla rappresenta un segnale politico e umanitario: “Tutti i governi dovrebbero cogliere questo messaggio di pace e speranza. Stiamo offrendo solo una prospettiva di guerra, mentre loro stanno piantando semi di pace”.
Verrà intanto acquisito agli atti dai pm della procura di Roma il video del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, diffuso sui propri canali social e girato nel porto di Ashdod, dove si vedono gli attivisti della Global Sumud Flotilla, derisi, in ginocchio con le mani ammanettate dietro alla schiena. I magistrati di piazzale Clodio nel procedimento acquisiranno anche le testimonianze degli italiani a bordo delle imbarcazioni. All’attenzione della procura di Roma c’è già un esposto presentato dal team legale della Flotilla dove si ipotizza il reato di sequestro e che, a quanto si apprende, verrà integrato una volta sentiti gli attivisti.
In procura a Roma sono già aperti altri fascicoli sulle precedenti missioni della Flotilla. L’ultimo era stato avviato dopo gli esposti arrivati in seguito all’abbordaggio delle autorità israeliane contro le imbarcazioni partite il 26 aprile dalla Sicilia e fermate la notte del 29 aprile in acque internazionali vicino all’isola di Creta. Un altro procedimento era stato aperto dopo che lo scorso ottobre attivisti e parlamentari italiani che si trovavano a bordo delle navi della Global Sumud Flotilla erano stati fermati in prossimità della costa di Gaza dalle forze israeliane e poi rimpatriati. E i pm Stefano Opilio e Lucia Lotti in quell’inchiesta procedono per i reati di tortura, rapina, sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio. In quest’ambito i magistrati nelle scorse settimane hanno chiesto di inoltrare una rogatoria a Israele.
Ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di “trattamento incivile a persone fermate illegalmente in acque internazionali”, mentre Palazzo Chigi ha definito le immagini “inaccettabili” chiedendo chiarimenti formali e le scuse di Israele. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato una possibile “linea dura” del governo italiano, mentre si è lavorato per il rientro degli attivisti. Secondo fonti diplomatiche, gli italiani sarebbero stati trasferiti verso Grecia o Turchia.