Tajani convoca l'ambasciatore. Nelle prossime ore tutti gli italiani dovrebbero fare rientro
Per l'Italia questa volta "Israele ha superato la linea rossa". Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla legati con le mani dietro la schiena, bendati e in ginocchio mentre vegono irrisi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdot, scatenano la reazione durissima di Quirinale e Governo con la convocazione immediata dell'ambascitore israeliano per "esprimere l'indignazione" e chiedere "chiarimenti formali".
Il Presidente Sergio Mattarella stigmatizza quello che definisce un “trattamento incivile a persone fermate illegalmente in acque internazionali che tocca un livello infimo”. E Palazzo Chigi che parla di immagini "inaccettabili" e di "totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano", pretende "le scuse immediate" di Israele. Poi, per bocca del ministro Tajani annuncia da ora in poi una "linea dura" del governo con iniziative che verranno però valutate, di comune accordo con tutto l'esecutivo, quando questa vicenda si sarà conclusa. "Ma certamente le prenderemo - assicura Tajani in serata - perché non si può più andare avanti con questo atteggiamento: andare a prendere persone fuori dalle acque territoriali che non sono terroristi, trattarli come terroristi, nessun rispetto della dignità umana, violazione del diritto internazionale, violazione di qualsiasi regola del mondo civile".
Ma intanto un risultato il governo lo ha ottenuto: nelle prossime ore "dall'aeroporto di Ramon dovrebbero partire tutti gli italiani per essere accompagnati in Grecia o in Turchia", anticipati dal deputato M5S Dario Carotenuto e da un giornalista del Fatto già in viaggio, fa sapere Tajani a trattativa praticamente conclusa.
Nel video diffuso dalla stesso Ben Gvir, l'esponente dell'estrema destra israeliana deride gli attivisti: "Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare", dice passando tra loro. "Sono venuti con molto orgoglio e guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente. Sostenitori del terrorismo", afferma sventolando una bandiera israeliana. Quindi, rivolto ai militari che con i volti coperti si complimenta: "Ottimo lavoro. E' così che si fa".
ככה אנחנו מקבלים את תומכי הטרור
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) May 20, 2026
Welcome to Israel 🇮🇱 pic.twitter.com/7Hf8cAg7fC
"Ottimo lavoro" ripete passando accanto agli agenti che mettono una donna con la testa a terra. Poi si vedono gli attivisti inginocchiati su un pavimento di metallo mentre viene suonato l'inno nazionale israeliano, circondati da container e filo spinato, sotto la sorveglianza di agenti armati della polizia di frontiera. Alla fine del video, come riporta il sito di Haaretz, si sente una donna implorare e urlare. Ma Ben-Gvir, rivolto alla telecamera, afferma: "Non lasciatevi turbare dalle loro urla".
Intanto dal porto di Ashdod il team legale della Flotilla riferisce di "abusi fisici e psicologici" denunciati dagli attivisti, "violenze estreme" utilizzate dalle autorità israeliane che "hanno provocato ferite gravi e diffuse". Le testimonianze riportano inoltre "l’uso frequente di taser contro i partecipanti, così come ferite provocate da proiettili di gomma durante l’intercettazione delle imbarcazioni della Flotilla e a bordo delle navi militari sulle quali sono stati trasferiti. Gli attivisti detenuti sono stati sottoposti a violenze estreme sia sulle imbarcazioni sia durante il trasferimento tra le barche e il porto. Inoltre, le autorità hanno costretto gli attivisti a mantenere posizioni di stress; mentre venivano spostati all’interno del porto, erano obbligati a camminare completamente piegati in avanti mentre le guardie premevano violentemente sulle loro schiene. I partecipanti sono stati inoltre costretti a rimanere inginocchiati all’interno della nave per periodi prolungati. Oltre a questi abusi fisici, i partecipanti sono stati sottoposti a gravi degradazioni, molestie sessuali e umiliazioni. Inoltre, a diverse partecipanti donne è stato strappato l’hijab dalle autorità israeliane".
L'azione di Ben Gvir ha diviso il governo di Benjamin Netanjahu con il premier che ha preso le distanze dal suo ministro affermando di condannare il modo in cui ha trattato gli attivisti della Flotilla. Modalità definita "non in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele" e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar che ha accusato il collega di governo di aver "causato danno al nostro Stato in questa vergognosa messinscena" e di aver "vanificato sforzi enormi, professionali e di successo compiuti da così tante persone, dai soldati dell'Idf al personale del ministero degli Esteri e molti altri".
Ma Ben Gvir in un post su X ha contrattaccato sostenendo che "c’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo". Il ministro ha poi aggiunto che “Israele ha smesso di essere un bambino da prendere a schiaffi" e che "chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli daremo l’altra guancia".
A protestare contro l'azione di Israele anche molti altri Paesi. Francia, Belgio e Olanda e Canada, come l'Italia hanno convocato l'ambasciatore israeliano per protestare, mentre la Spagna che ha definito "mostruoso e indegno" il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, ha espresso all'incaricato d'affari israeliano "tutta la nostra ripugnanza" e ha chiesto "scuse pubbliche" da parte di Israele. A stigmatizzare le immagini anche Regno Unito, Germania e Irlanda.