Tariffe ridotte su metali come litio, alluminio e manganese, aboliti monopoli all'export.
L'accordo commerciale tra l'Ue e l'Australia ridurrà i dazi sulle materie prime importate nell'Ue dall'isola-continente, che possiede importanti riserve di alluminio, litio e manganese, metalli fondamentali per la sicurezza economica e la competitività dell'Ue, ma anche di nichel, uranio, zinco, minerale di ferro e terre rare. L'Unione è relativamente povera di materie prime critiche e resta fortemente dipendente dall'import, sottolinea la Commissione Europea.
Il commercio delle materie prime, avendo rilievo strategico, è oggi facilmente impattato da shock economici o geopolitici: gli accordi commerciali con partner affidabili sono "essenziali" per stabilizzare l'approvvigionamento dell'Ue, sottolinea la Commissione. L'accordo darà all'Unione un migliore accesso alle materie prime critiche australiane: oltre a ridurre le tariffe alle importazioni, con conseguente diminuzione dei costi, abolirà i monopoli all'esportazione, le tasse all'esportazione e altre restrizioni. Questo dovrebbe rendere il mercato australiano delle materie prime più prevedibile per le aziende europee.
L'intesa aprirà inoltre opportunità di investimento, che contribuiranno ad espandere il settore e a facilitare l'integrazione delle catene del valore australiane ed europee. L'accordo mira anche a migliorare la sostenibilità del commercio di materie prime critiche (l'attività estrattiva è inquinante), su due livelli. Il primo è il capitolo "Commercio e sostenibilità", che contiene disposizioni per garantire che "tutti" gli scambi commerciali previsti dall'accordo siano "sostenibili". Il capitolo "Energia e risorse" contiene disposizioni specifiche per il settore delle materie prime critiche, come l'impegno congiunto a effettuare valutazioni di impatto ambientale per tutti i progetti in questo campo.