Per l'ingresso nell'Ue il primo ministro albanese spiega che "c''è un piano comune con la Commissione europea di chiudere tutto fino alla fine del 2027"
"Le proteste sono parte organica di una società libera e democratica, sono dappertutto e non mi sembra che siano un ostacolo" al percorso dell'Albania in Europa. "Anzi, mi sembra che siano un'altra ragione per capire e rispettare l'Albania come un Paese libero, democratico, dove c'è dibattito e dove ci sono anche delle proteste pacifiche". Lo ha detto in un'intervista all'Adnkronos Edi Rama, primo ministro dell'Albania, durante l'Fii priority Europe, il forum d'investimento organizzato dal Fii institute a Roma.
Negli ultimi giorni infatti sono cresciute le proteste contro un maxi progetto turistico sulla costa adriatica collegato a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I manifestanti denunciano i possibili danni ambientali che il resort di lusso su un'isola abbandonata nel sud del Paese potrebbe causare agli habitat di alcune specie migratorie protette.
L'Albania ha aperto i negoziati per il processo d'adesione all'Unione Europea nel 2020. Il processo è vicino alla conclusione?
"E' più vicino che mai perché adesso oramai abbiamo aperto tutti i capitoli dei negoziati e abbiamo anche passato quel momento intermedio che apre la strada alla chiusura dei capitoli e c'è un piano comune con la Commissione europea di chiudere tutto fino alla fine del 2027", spiega Edi Rama. (di Alessandro Pulcini)