Dazi Ue-Usa, Lange: "Accordo Turnberry sbilanciato ma migliorabile"

Il Parlamento Europeo vota oggi la propria posizione sull'intesa siglata da Ursula von der Leyen sui campi di golf di Donald Trump in Scozia, che prevede tariffe al 15% per l'export Ue verso gli Usa e zero per le merci americane importate in Europa.

Donald Trump appena atterrato al suo golf resort di Turnberry nel 2016 (foto Bloomberg)
Donald Trump appena atterrato al suo golf resort di Turnberry nel 2016 (foto Bloomberg)
26 marzo 2026 | 10.03
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L'accordo sui dazi siglato a Turnberry, in Scozia, sui campi di golf di Donald Trump è "sbilanciato", ma "può essere migliorato" dal Parlamento Europeo. Lo afferma, parlando nella miniplenaria a Bruxelles, il presidente della commissione Commercio internazionale (Inta) Bernd Lange (Spd, S&D), in vista di un importante voto in Aula, previsto oggi, sulla posizione negoziale del Parlamento in merito a due proposte legislative che dovrebbero tradurre in pratica il lato dazi dell'intesa 'ineguale' raggiunta da Ursula von der Leyen e Donald Trump l'estate scorsa.

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"E' chiaro - afferma Lange - che un patto non è un accordo: gli accordi che negoziamo hanno impegni, salvaguardie e meccanismi per risolvere le controversie. Tutto questo non c'è nell'accordo di Turnberry. Penso che dobbiamo lavorare di più come Parlamento, per assicurarci di avere una buona base di cooperazione con gli Usa. E' chiaro che è un accordo sbilanciato da una parte. Si presume che porremo zero dazi sulle merci industriali che importiamo dagli Usa", mentre quelle europee esportate oltreatlantico pagheranno il 15%.

"E' sbilanciato - continua - ma, se riusciamo migliorarlo, possiamo conviverci. Dagli Usa vediamo che trascurano questo accordo, abbiamo visto cosa è successo con la Groenlandia. C'è incertezza: noi dobbiamo creare certezze e fare progressi. Abbiamo una serie di richieste", tra cui anzitutto l'inserimento di una "sunrise clause", cioè una clausola che ritarda l'entrata in vigore del patto fino al verificarsi di certe condizioni. "Non vogliamo dipendere da decisioni prese da individui. Vogliamo fare le cose in modo democratico, nel Parlamento".

Per il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis, il voto di oggi nel Parlamento sull'accordo di Turnberry è "molto importante", perché segnala che l'Ue "mantiene la parola data. Dobbiamo dimostrare buona fede da parte nostra, se vogliamo la stessa cosa" da parte degli Usa. "Comprendiamo molte delle preoccupazioni sollevate dai membri di questa Camera - continua - in particolare per quanto riguarda i dazi sull'acciaio e sull'alluminio e sui loro derivati".

"Abbiamo anche ascoltato - prosegue - le vostre richieste di rassicurazioni sull'impegno degli Stati Uniti a rispettare l'accordo e sulla necessità di garanzie in caso di violazione dei suoi termini. Tuttavia, nonostante queste legittime preoccupazioni, una verità rimane inalterata: i nostri interessi economici esigono che si vada avanti".

Secondo Dombrovskis, "dobbiamo agire nel migliore interesse delle nostre imprese, dei nostri lavoratori e dei nostri cittadini, soprattutto nelle circostanze attuali. Rispettare gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta significa proprio questo. Un accordo è un accordo e la nostra credibilità dipende dal mantenere la parola data".

"Non dimentichiamo - aggiunge Dombrovskis - la portata della posta in gioco: gli Stati Uniti rimangono di gran lunga il nostro principale partner commerciale e la nostra principale destinazione di esportazione".

"Le nostre catene di approvvigionamento e i nostri legami commerciali - continua - si sono consolidati nel corso dei decenni e sono alla base della nostra industria, sostenendo milioni di posti di lavoro in Europa. Nel solo biennio 2024-2025, beni e servizi per un valore di 1.700 miliardi di euro sono stati scambiati attraverso l'Atlantico".

Inoltre, dice ancora, "abbiamo investito reciprocamente 4.800 miliardi di euro nelle nostre economie". E gli scambi con gli Usa pesano per "il 20% del nostro commercio globale", conclude.

Per la belga Kathleen Van Brempt (Vooruit, S&D) "l'accordo di Turnberry è un cattivo accordo, non lo passeremo così com'è. Non porta stabilità e non ci protegge dai dazi. Devo davvero ricordare che solo quest'anno gli Usa hanno minacciato di invadere la Groenlandia, ha torto il braccio alla Spagna, hanno violato l'accordo imponendo altri dazi e questa settimana hanno minacciato di alzare i prezzi dell'energia in conseguenza ad una guerra illegale che loro hanno iniziato e che ha già fatto impennare i prezzi a livello globale?

"E' chiaro - ha continuato Van Brempt - che vogliono pressare le istituzioni Ue per far passare l'accordo così com'è. Non siamo ingenui". Agli Usa dal Parlamento non arriverà "alcun assegno in bianco: votiamo per una forte posizione del Parlamento, con chiare garanzie. Agiremo solo quando gli Usa rispetteranno i loro impegni, tra cui quello di abbassare i dazi sull'acciaio. Il mandato dà all'Ue gli strumenti per proteggersi e per reagire. Non ci faremo intimidire, né ci lasceremo forzare ad approvare un cattivo accordo. Esorto Commissione e Consiglio a fare lo stesso e a mostrare un po' di coraggio", ha concluso Van Brempt.

Per Hermann Tertsch (Vox, Spagna, PfE), "Vox non partecipa alla fobia antiamericana di questo Parlamento. Serve un'alleanza leale e stabile con gli Usa. Non ci sono alternative al patto transatlantico: gettarci nelle braccia della Cina, come molti propongono qui, sarebbe un suicidio. Quello che la Commissione propone non si può approvare: un dazio del 15% contro zero sarebbe l'ultimo chiodo nella bara del settore primario. Il presidente Trump sa negoziare, con gli interessi nazionali bene in testa. Questa Commissione e Ursula von der Leyen non sanno negoziare, né hanno a cuore gli interessi delle nazioni europee. Dare un voto favorevole significa applaudire l'inettitudine di von der Leyen: è un gioco al quale non partecipiamo".

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