Il presidente ucraino: "A quanto ne sappiamo, ci sono diverse altre idee da parte degli americani. Vogliono trovare il momento giusto per condividerle. Noi le stiamo aspettando"
L'Ucraina ha elaborato, con gli Stati Uniti e i suoi alleati in Europa, un piano per mettere fine alla guerra con la Russia. E che prevede un cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe dall'Ucraina e una zona economica franca. Lo ha dichiarato ai giornalisti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta il sito di Ukrinform.
''Insieme a Jared (Kushner - ndr) e Steve (Witkoff - ndr), abbiamo concordato di mettere tutte queste discussioni in un unico documento'' che delinea ''quali sono le reali possibilità di porre fine alla guerra'', ha detto Zelensky. ''Gli americani vogliono discuterne con noi e con i russi. In breve, c'è un'idea per un cessate il fuoco: questa è la cosa principale'', ha spiegato il presidente ucraino. ''La seconda parte riguarda ciò che gli americani hanno proposto in merito a una zona economica franca. In altre parole, noi e i russi facciamo passi indietro uguali, creando una zona cuscinetto chiamata zona economica franca sotto una qualche forma di amministrazione'', ha aggiunto il presidente ucraino facendo riferimento a ''una terza parte'' responsabile della zona.
''Si tratta di idee condivise con americani ed europei, nonché il risultato di discussioni concluse tra americani, noi e russi. A mio avviso, c'è qualcosa di realistico in queste proposte - ha osservato Zelensky - A quanto ne sappiamo, ci sono diverse altre idee da parte degli americani. Vogliono trovare il momento giusto per condividerle. Noi le stiamo aspettando''.
L'Ucraina si aspetta dall'Unione europea 30 miliardi di euro per finanziare la difesa del Paese dall'invasione russa, ha detto Zelensky ai giornalisti a Kiev, spiegando che i fondi saranno "necessari per la difesa dell'intero Paese". Secondo Zelensky, nel bilancio della difesa ucraino c'è attualmente un deficit di circa 23 miliardi di euro, di cui circa 17 miliardi necessari per pagare gli stipendi dei militari, gli indennizzi alle famiglie dei caduti e altre spese. Ulteriori risorse servono inoltre per finanziare la produzione di droni. "È necessaria una somma considerevole. Sto lavorando con francesi e tedeschi su questo tema", ha affermato.
Zelensky ha inoltre fatto il punto sulla situazione sul campo, sostenendo che dall'inizio dell'anno le forze ucraine hanno riconquistato 820 chilometri quadrati di territorio occupato dalla Russia, compresa quasi tutta la regione di Dnipropetrovsk. Il presidente ha riconosciuto allo stesso tempo che Mosca ha compiuto avanzate, conquistando nello stesso periodo altri 990 chilometri quadrati di territorio ucraino, ma si è detto fiducioso che Kiev riuscirà a recuperarne ancora entro la fine dell'anno.
La Russia, ha detto Zelensky parlando con i giornalisti, citato dal Kyiv Independent, starebbe preparando una nuova mobilitazione di circa 300mila uomini dopo le elezioni per la Duma di Stato previste a settembre, cercando però di risparmiare le principali città per limitare le reazioni della popolazione. Secondo il leader ucraino, Mosca aspetterà la conclusione del voto prima di procedere e i nuovi mobilitati si aggiungeranno alle reclute già nelle forze armate russe. Potrebbero essere impiegati per rafforzare l'offensiva contro le città della cosiddetta "cintura fortificata" nella regione di Donetsk oppure per creare nuove minacce su altri fronti, compreso il confine settentrionale dell'Ucraina.
"Stanno pianificando una sorta di 'mobilitazione periferica'", ha dichiarato Zelensky, secondo cui il Cremlino cercherà di concentrare il reclutamento lontano dai grandi centri abitati, in particolare Mosca e San Pietroburgo. "Da quanto comprendiamo, non avverrà nelle città centrali. Ma non credo che riusciranno a nasconderlo", ha aggiunto. Dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina, Mosca ha fatto ricorso a una mobilitazione forzata su larga scala una sola volta, nell'autunno del 2022, una decisione che provocò la fuga dalla Russia di centinaia di migliaia di persone. Da allora il Cremlino ha puntato soprattutto sul reclutamento volontario, offrendo consistenti incentivi economici a chi firma un contratto con le forze armate.
La Russia sta conducendo in modo discreto esercitazioni in tutto il Paese per verificare la capacità dell'apparato militare di gestire un'eventuale nuova mobilitazione di massa, dalla sistemazione delle reclute alla loro alimentazione e al rifornimento di armi ed equipaggiamenti. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari dell'intelligence occidentale. In una delle esercitazioni, condotta a luglio, ufficiali militari sono volati da San Pietroburgo nell'exclave di Kaliningrad per supervisionare concretamente la pianificazione di una possibile mobilitazione dei residenti della regione, comprese le procedure necessarie per ospitare, nutrire e armare i nuovi soldati. Test analoghi sarebbero in corso in tutto il Paese "nel caso in cui venga presa la decisione" di procedere. Il Cremlino non avrebbe tuttavia ancora deciso di ordinare una nuova mobilitazione e, secondo le fonti occidentali, difficilmente lo farà prima delle elezioni parlamentari previste alla fine di settembre.
A spingere Mosca a valutare questa possibilità sarebbero le difficoltà nel reclutare abbastanza volontari per compensare le perdite subite sul campo, mentre il presidente Vladimir Putin continua a puntare alla conquista dell'intero Donbass. A differenza della caotica mobilitazione del settembre 2022, che provocò la fuga dalla Russia di centinaia di migliaia di uomini, il Cremlino dispone oggi di un registro elettronico degli uomini in età militare che consentirebbe di procedere in maniera più graduale, convocando piccoli gruppi in diverse fasi e riducendo così il rischio di panico. Nelle ultime settimane, tuttavia, le indiscrezioni su una possibile nuova chiamata alle armi dopo le elezioni hanno già alimentato timori tra i russi, con un aumento delle ricerche online sulle modalità per lasciare rapidamente il Paese.