Iran, Pentagono: "Mojtaba Khamenei ferito e sfigurato dopo i raid"

Per il numero uno Pete Hegseth "c'è la possibilità di una pace vera" dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane

Donna iraniana con l'immagine di Mojtaba Khamenei (Fotogramma/Ipa)
Donna iraniana con l'immagine di Mojtaba Khamenei (Fotogramma/Ipa)
08 aprile 2026 | 15.09
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Mojtaba Khamenei, nuova guida suprema dell’Iran, sarebbe ferito e sfigurato, secondo il capo del Pentagono Pete Hegseth. Nel corso di una conferenza stampa con il generale Dan Caine, Hegseth ha riferito, inoltre, che le infrastrutture industriali iraniane avrebbero subito gravi danni nei recenti attacchi.

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Secondo il Pentagono, diverse fabbriche sarebbero state colpite e in parte distrutte. Le dichiarazioni arrivano dopo il cessate il fuoco di due settimane tra Washington e Teheran. Non esistono al momento conferme indipendenti sulle condizioni di Mojtaba Khamenei né sulla reale entità dei danni. La situazione resta estremamente incerta e sotto stretta osservazione internazionale.

Hegset: "Vittoria storica in Iran"

Per il capo del Pentagono è stata raggiunta ''una vittoria storica'' in Iran. "L'operazione Epic Fury è stata una vittoria storica e schiacciante sul campo di battaglia, una vittoria militare con la V maiuscola", ha affermato Hegseth, aggiungendo che l'operazione ha reso "inefficace la capacità di combattimento dell'esercito iraniano per gli anni a venire". Parlando di "devastante sconfitta militare" dell'Iran, Hegseth ha affermato che Stati Uniti e Israele "hanno raggiunto ogni singolo obiettivo secondo i piani, nei tempi previsti, esattamente come stabilito fin dal primo giorno". Solo ieri sera, ha detto, gli Stati Uniti hanno lanciato un'ondata di oltre 800 attacchi.

L'Iran può ancora lanciare attacchi, ha aggiunto Hegseth, ma il suo sistema di comando e controllo è "talmente decimato che non riesce a comunicare e coordinarsi efficacemente, quindi potrebbe ancora sparare qua e là. Ma sarebbe una scelta molto, molto imprudente". ''Siamo noi che controlliamo il loro destino e non viceversa, ecco perché si sono seduti al tavolo dei negoziati''. E ora, dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane, conclude, ''c'è la possibilità di una pace vera e di un'intesa reale''.

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