Negoziati diretti tra Israele e Libano, Axios: "Negli Usa la settimana prossima". Meloni: "Serve cessate il fuoco immediato"

Trump ha chiesto a Israele di ridurre gli attacchi in Libano. Mojtaba Khamenei: "Fino a ora abbiamo vinto noi". Idf: nuovi attacchi a siti di lancio di Hezbollah. Prima petroliera non iraniana attraversa lo stretto di Hormuz

Macerie in Libano - (Afp)
Macerie in Libano - (Afp)
09 aprile 2026 | 07.18
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E' fragile la tregua tra Usa e Iran, con lo scontro sull'uranio arricchito e i raid di Israele contro il Libano che rischiano già di farla saltare. Nella giornata di oggi 9 aprile Donald Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi nel Paese per aiutare ad assicurare il successo dei negoziati con Teheran, mentre dall'Idf era arrivato un nuovo "avviso urgente" per chi si trova nella periferia sud di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah.

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Dal canto suo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver dato istruzioni al governo di avviare negoziati diretti con il Libano "prima possibile", a seguito di ripetute richieste di Beirut. Secondo Axios i negoziati diretti tra i due Paesi inizieranno la prossima settimana a Washington.

La premier Giorgia Meloni esprime soddisfazione per "la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano" e sottolinea il sostegno dell'Italia. "Il governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto - si legge in una nota di Palazzo Chigi -, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele".

Intanto secondo quanto riferisce la Tass l'Iran consentirà il transito nello Stretto di Hormuz a non più di 15 navi al giorno, in base all'accordo di cessate il fuoco. "Il traffico dipende strettamente dal consenso dell’Iran e dal rispetto di un protocollo specifico. Questo nuovo quadro normativo, attuato sotto la supervisione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato ufficialmente comunicato alle parti nella regione - ha spiegato la fonte - Non ci sarà un ritorno allo status quo precedente alla guerra".

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