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Gaza, trovati i corpi di tre ostaggi israeliani

Al Jazeera: "Bombardamenti su Jabalia, carri armati circondano Beit Hanoon". Ucciso comandante Hezbollah in raid mirato. Primo carico di aiuti dal molo provvisorio. Spagna nega scalo a nave con armi per lo Stato ebraico

Shani Louk (Afp)
Shani Louk (Afp)
17 maggio 2024 | 07.50
LETTURA: 6 minuti

L'esercito israeliano ha annunciato di aver recuperato i corpi senza vita di tre ostaggi nella Striscia di Gaza. Si tratta di due donne e un uomo, Amit Buskila, Shani Louk - di cittadinanza tedesca-israeliana - e Itzhak Gelerenter. I tre stavano assistendo al festival di musica Supernova preso d'assalto il 7 ottobre. I tre - ha reso noto oggi il portavoce dell'esercito Daniel Hagari - erano riusciti a scappare in un primo momento nella zona di Mefalsim, dove sono poi stati uccisi. I corpi senza vita sono stati portati nella Striscia di Gaza, dove sono quindi stati recuperati nel corso di un'operazione notturna congiunta dell'esercito e dello Shin Bet.

Il padre di un ostaggio morto: "Aspettavamo questa notizia dal 7 ottobre"

Una notizia attesa dal 7 ottobre. Il padre di Shani Louk, uno dei tre ostaggi i cui corpi senza vita sono stati recuperati dall'esercito israeliano e dallo Shin Beth nella Striscia di Gaza, ha spiegato intervenendo a Channel 12 che - se l'annuncio del ritrovamento del corpo era una notizia difficile da ricevere - era anche attesa dalla famiglia, cui era stato detto molto tempo fa che la ragazza era stata uccisa il giorno dell'attacco.

Netanyahu su ostaggi: "Li riporteremo tutti"

"Questa terribile perdita è straziante. Io e mia moglie Sara ci uniamo al lutto delle famiglie; i nostri cuori sono con loro nell'ora del dolore". A dichiararlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Riporteremo tutti i nostri ostaggi, sia i vivi che i morti. Mi congratulo con le nostre coraggiose forze la cui azione determinata ha riportato a casa i nostri figli e figlie".

Attacchi nella zona nord di Gaza

L’esercito israeliano è determinato a prendere il pieno controllo militare del nord di Gaza. Da mezzanotte i militari hanno intensificato il bombardamento del campo di Jabalia. L'intero campo è sotto il fuoco israeliano mentre i combattimenti continuano nel cuore della città. I video dell'ala militare di Hamas mostrano violenti scontri nelle strade. Alcune persone sono state uccise nelle strade del campo profughi di Jabalia.

Le forze israeliane hanno anche distrutto dozzine di edifici residenziali, spingendo altri residenti del campo a fuggire nella parte occidentale di Gaza City, riporta al Jazeera. "Abbiamo anche sentito da testimoni che sono in corso bombardamenti nelle vicinanze dell'ospedale Kamal Adwan nella città di Beit Lahiya. I soccorritori stanno lottando per raggiungere la zona per evacuare i feriti".

I carri armati israeliani hanno circondato l'ingresso della città di Beit Hanoon, dove alcune famiglie di Jabalia sono fuggite per rifugiarsi. L'esercito ha circondato completamente i centri di evacuazione della zona, mentre i carri armati continuano a sparare nell'area.

Guterres: "Qualsiasi attacco a Rafah è inaccettabile"

“Qualsiasi attacco a Rafah è inaccettabile. Infliggerebbe un’altra ondata di dolore e miseria quando avremo bisogno di un’ondata di aiuti salvavita”. Lo ha detto il capo delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un vertice della Lega degli Stati arabi, aggiungendo che “i cuori si stanno spezzando per i palestinesi di Gaza” e che la guerra è una “ferita” che potrebbe colpire l’intera regione. “Per la sua velocità e portata, è il conflitto più mortale del mio tempo come segretario generale – per i civili, gli operatori umanitari, i giornalisti e i nostri stessi colleghi delle Nazioni Unite”, ha aggiunto.

“Ribadisco il mio appello per il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi" spiega aggiungendo che "nulla può giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese”. “Il bilancio dei civili continua ad aumentare" con "intere famiglie sterminate, bambini traumatizzati e feriti per tutta la vita" ricorda Guterres lamentando che "alle persone è negato l’accesso a prodotti fondamentali per la sopravvivenza" e "incombe una carestia".

Oltre 630mila palestinesi fuggiti da Rafah

E' salito a oltre 630mila il numero dei palestinesi fuggiti dalla città di Rafah, situata alla frontiera tra Striscia di Gaza e Egitto, per l'intensificazione dell'offensiva militare israeliana. A darne notizia è stata oggi l'agenzia Onu Unrwa. "Il popolo di Gaza continua ad essere spostato a forza. Dall'inizio dell'offensiva militare contro Rafah il 6 maggio, oltre 630mila persone si sono viste costrette a lasciare la zona, ha scritto l'agenzia su X.

Raid mirato in Libano, ucciso comandante Hezbollah

Il comandante di Hezbollah Hussein Mahadi è stato eliminato dopo un attacco che ha preso di mira il suo veicolo nella regione di Sidone, nel Libano meridionale. Lo ha riferito la rete televisiva saudita Al-Hadath.

Israele contro l'Onu: "Per ostaggi non avete fatto niente"

"Fino ad oggi non avete fatto nulla per il rilascio degli ostaggi! Come potete chiedere un cessate il fuoco prima di fare tutto il possibile per riportare a casa gli ostaggi?". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano all'Onu, Gilad Erdan, intervenendo al dibattito del Consiglio di sicurezza sulla situazione degli ostaggi di Gaza.

"Se il Consiglio vuole davvero che la guerra finisca - ha aggiunto - dovrebbe mettere la questione della liberazione degli ostaggi in cima all'ordine del giorno".

"A Gaza 35.3034 morti"

Il bilancio delle vittime a Gaza a causa degli attacchi israeliani dal 7 ottobre sarebbe intanto salito a 35.303 persone, secondo il Ministero della Sanità della Striscia, che aggiunge come 79.261 persone siano rimaste ferite e che un certo numero di altre vittime siano rimaste intrappolate sotto le macerie e sulle strade perché le squadre di ambulanze e i soccorritori non possono raggiungerle. Nelle ultime 24 ore, 31 persone sarebbero state uccise e 56 ferite dagli attacchi israeliani.

Droni contro la Galilea, due feriti da razzi

Diversi droni sono stati lanciati dal Libano verso la Galilea occidentale, facendo scattare le sirene in numerose comunità. Secondo l'Idf, almeno uno dei droni è stato abbattuto dalle difese aeree sul mare e un secondo drone si è schiantato vicino alla comunità settentrionale di Ga'aton. Nell’Alta Galilea sono suonate nuove sirene per sospetta incursione di droni. Due persone sono quindi rimaste ferite lievemente nel lancio di razzi di Hezbollah nel nord di Israele. Lo ha reso noto il Consiglio regionale di Merom HaGalil, nella Galilea settentrionale.

Usa: primo carico di aiuti sbarcato a Gaza dal molo provvisorio

Intanto intorno alle 9 di stamani, ora di Gaza, alcuni camion hanno iniziato a sbarcare un primo carico di aiuti umanitari destinati alla popolazione civile palestinese, attraverso un molo temporaneo costruito sulla costa della Striscia di Gaza, comunica il Comando Centrale americano (CentCom), in una nota, precisando che non è sbarcato alcun soldato statunitense. Si tratta, precisa il CentCom, di uno "sforzo multinazionale in corso per fornire ulteriori aiuti ai civili palestinesi a Gaza, attraverso un corridoio marittimo che è interamente di natura umanitaria" e che consentirà di consegnare alla popolazione "beni donati da un certo numero di Paesi e organizzazioni umanitarie".

Spagna rifiuta scalo a nave con armi per Israele

La Spagna ha rifiutato il permesso ad una nave che trasporta armi diretta in Israele di fare scalo nel porto sud-orientale di Cartagena. Lo ha reso noto su X il ministro dei Trasporti spagnolo Oscar Puente, aggiungendo che la Marianne Danica ha chiesto il permesso di fare scalo a Cartagena il 21 maggio.

Secondo El Pais, la nave trasporta quasi 27 tonnellate di materiale esplosivo proveniente da Madras, in India.

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