Lunedì a Sharm firma Trump e mediatori senza Israele e Hamas. Alla cerimonia presente anche Meloni. Media: "Rilascio ostaggi forse nella notte tra domenica e lunedì". Usa: "Nessun soldato americano a Gaza"
L’accordo su Gaza sarà firmato lunedì pomeriggio a Sharm el-Sheikh tra il presidente americano Donald Trump e i mediatori (Egitto, Qatar e Turchia), mentre non ci sarà alcun rappresentante israeliano e di Hamas. E’ quanto apprende l’Adnkronos da fonti informate, secondo cui l’accordo “si basa sulle lettere di principio fornite separatamente da Israele, Hamas e i mediatori".
Alla cerimonia sono stati invitati tra i Paesi europei Italia ( ci sarà la premier Giorgia Meloni), Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Grecia e Ue. Per i Paesi arabi e islamici: Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Emirati arabi, Egitto, Giordania, Pakistan, Indonesia.
Il rilascio degli ostaggi ancora detenuti a Gaza potrebbe avvenire nella notte tra domenica e lunedì, ora locale, secondo una fonte bene informata citata dalla Cnn. Il momento esatto del rilascio non è ancora definito e potrebbe ancora cambiare, ma questa tempistica garantirebbe che gli ostaggi vengano liberati prima dell'arrivo di Trump in Israele lunedì. Il termine di 72 ore per il rilascio scade lunedì a mezzogiorno, ora locale. Dei 48 ostaggi rimasti, si ritiene che 20 siano ancora vivi.
Secondo quanto anticipano fonti israeliane citate da Channel 12, il rilascio dei rapiti rimasti in vita e il loro trasferimento coordinato dalla Croce rossa internazionale è atteso per lunedì mattina presto, già nella notte di domenica, se le condizioni lo consentiranno. Secondo il primo punto dell'accordo fra Hamas e Israele per la tregua a Gaza, gli ostaggi devono essere rilasciati entro le 12.30 di lunedì (ora locale). "Ma a Israele non sono chiari tutti i dettagli sui tempi", ha spiegato la fonte, precisando che l'incertezza scaturisce dai preparativi logistici da parte di Hamas e non da uno slittamento intenzionale.
Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, hanno intanto visitato la Striscia di Gaza nella giornata di oggi, il secondo giorno del cessate il fuoco convenuto da Israele e Hamas. Il leader dell'esercito israeliano, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, ha condotto un tour sul campo a Gaza con "l'inviato statunitense in Medio Oriente, il signor Steven 'Steve' Witkoff, il signor Jared Kushner e il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (CentCom), l'ammiraglio Brad Cooper", si apprende da una dichiarazione dell'Idf.
Gli inviati statunitensi hanno poi partecipato a una manifestazione nella Piazza degli Ostaggi di Tel Aviv organizzata dal Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi, ente che ha rappresentato le istanze dei cari di coloro che erano stati rapiti e portati a Gaza il 7 ottobre 2023. Presente con loro anche Ivanka Trump, figlia del presidente Usa.
"State tornando a casa". Queste le parole, rivolte direttamente agli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, di Witkoff nel corso del suo intervento alla manifestazione . "Il vostro coraggio ha commosso il mondo", ha detto in seguito, rivolgendosi alle famiglie degli ostaggi.
"Ho sognato questa notte. È stato un lungo viaggio", ha affermato Witkoff tra gli applausi. ""Vorrei solo che il presidente fosse qui, gli piacerebbe tutto questo", ha aggiunto, mentre la folla esplode in entusiastici cori di "grazie Trump, grazie Witkoff", stando a quanto riporta la Bbc. Il pubblico ha applaudito Witkoff a più riprese, ogni volta che l'inviato ha ringraziato il presidente statunitense. "Abbiamo un debito di gratitudine verso Trump", ha dichiarato.
In seguito Witkoff ha menzionato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, scatenando un'ondata di fischi dalla folla. "Lasciatemi finire il mio pensiero", ha risposto l'inviato Usa parlando sopra ai fischi e affermando che Netanyahu ha avuto "un ruolo molto importante qui".
Intanto stanno arrivando in Israele le truppe statunitensi che dovranno istituire un centro di coordinamento per la supervisione dell'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. A riferirlo sono stati due funzionari alla Abc News. Nessun militare americano entrerà a Gaza, è stato precisato. I 200 soldati inviati in Israele - hanno aggiunto le fonti - sono specializzati in trasporti, pianificazione, logistica, sicurezza e ingegneria. Lavoreranno al fianco di rappresentanti di altre nazioni, del settore privato e di organizzazioni non governative. Il centro è considerato una sorta di primo passo a supporto dell'attuazione del processo di pace, che richiederà un ampio coordinamento dell'assistenza umanitaria, logistica e di sicurezza.
Il presidente americano ha detto che Hamas sta "al momento" radunando gli ostaggi da liberare, con alcuni che si trovano "in posti abbastanza difficili". Trump ha poi confermato che lunedì andrà in Israele e parlerà alla Knesset e poi andrà in Egitto per la cerimonia ufficiale dell'accordo. Il presidente Usa si è detto convinto che il cessate il fuoco reggerà perché Israele e Hamas "sono stanchi di combattere".
Intanto il servizio penitenziario israeliano ha iniziato il trasferimento dei detenuti palestinesi di massima sicurezza che dovranno essere rilasciati nell'ambito dell'accordo tra Israele e Hamas. Secondo quanto riporta la televisione Kan, guardie carcerarie e membri dell'unità di élite Nahshon stanno trasferendo da diverse prigioni nel penitenziario di Ketziot i detenuti che saranno rilasciati a Gaza attraverso il valico di Rafah. Mentre quelli che saranno rilasciati in Cisgiordania vengono trasferiti nella prigione di Ofer, spiega l'emittente.
Hamas "insiste" con i mediatori per "il rilascio" dei detenuti palestinesi che Israele ha rifiutato di liberare nell'ambito dell'accordo mediato dagli Stati Uniti, tra cui Marwan Barghouti e Ahmad Saadat, "e i negoziati" al riguardo "sono ancora in corso". A dichiararlo, parlando con Al Jazeera, è stato Mousa Abu Marzouk, esponente di Hamas. Israele ha respinto diversi altri nomi proposti, ha affermato. Alla domanda se tra questi figurassero Abdullah Barghouti, Hassan Salama, Ibrahim Hamed e Abbas al-Sayyed, ha risposto affermativamente. E' quanto riferisce il Times of Israel.
Hamas non effettuerà un disarmo totale, ha detto, parlando con Sky News, un funzionario di Hamas, Bassem Naim. Le armi, ha dichiarato, verranno consegnate all'apparato militare di uno stato palestinese di cui faranno parte esponenti del gruppo. "Nessuno può negarci il diritto di resistere all'occupazione", ha aggiunto nell'intervista, citata da 'Haaretz'.
La proposta che i membri di Hamas lascino la Striscia è "assurda", ha poi detto Hossam Badran, membro dell'ufficio politico di Hamas, in un'intervista all'Afp. "Parlare di espellere i palestinesi, che siano membri di Hamas o meno, dalla loro terra è assurdo e senza senso", ha affermato, sottolineando che "la seconda fase del piano Trump, come è chiaro dai punti stessi, contiene molte complessità e difficoltà".
Qualora il piano dovesse fallire e la guerra a Gaza dovesse riprendere, ha aggiunto Badran, Hamas "respingerà l'aggressione" di Israele. "Speriamo di non tornare alla [guerra], ma il nostro popolo palestinese e la forza di resistenza affronteranno senza dubbio e useranno tutte le loro capacità per respingere questa aggressione se questa battaglia verrà imposta", ha asserito nel corso dell'intervista.
L'alto funzionario ha anche detto che Hamas non parteciperà alla firma formale dell'accordo di pace per Gaza in Egitto la prossima settimana, evento a cui prenderà parte anche Trump stando a quanto annunciato da lui stesso. "La questione della firma ufficiale... non saremo coinvolti", ha detto Badran, aggiungendo che Hamas "ha agito principalmente attraverso mediatori qatarioti ed egiziani" durante i colloqui per il cessate il fuoco in Egitto.
Migliaia di palestinesi sfollati sono intanto tornati in una Gaza City devastata nel corso del secondo giorno di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. A seguito del ritiro delle truppe israeliane da diverse aree del territorio, lunghe colonne di residenti esausti si sono diretti a nord lungo una strada costiera. Il flusso di rimpatriati finora conta 50.000 persone arrivate a Gaza City, secondo l'agenzia di protezione civile controllata da Hamas. "Più di mezzo milione di persone sono tornate a Gaza City da ieri", ha affermato Mahmud Bassal, portavoce della protezione civile.
Uomini, donne e bambini hanno attraversato strade piene di macerie, cercando le proprie case tra lastre di cemento crollate, veicoli distrutti e detriti. In molti sono sconvolti dalla distruzione, come riportano i giornalisti Afp presenti a Gaza. Raja Salmi è tornata a piedi alla sua casa a Gaza City, dove settimane di bombardamenti israeliani e operazioni di terra avevano distrutto interi quartieri, che si dice ospitassero migliaia di combattenti di Hamas. "Abbiamo camminato per ore, e ogni passo era pieno di paura e ansia per la mia casa", ha raccontato Salmi, spiegando di aver trovato la propria casa distrutta quando ha raggiunto il quartiere di Al-Rimal. "Non esiste più. È solo un cumulo di macerie. Mi sono fermata davanti ad essa e ho pianto. Tutti quei ricordi sono ora solo polvere", ha detto.
Alcuni sono tornati a Gaza City viaggiando su veicoli, ma la maggior parte degli sfollati è arrivata a piedi, portando i propri averi in borse legate alle spalle. Sami Musa, 28 anni, è tornato da solo per controllare la casa della sua famiglia. "Grazie a Dio... ho scoperto che la nostra casa è ancora in piedi, anche se ha subito alcuni danni che possiamo riparare", ha detto all'Afp, descrivendo Gaza City come "una città fantasma" in cui "l'odore della morte aleggia ancora nell'aria". Altrove, nell'ospedale per bambini e pazienti oncologici Al-Rantisi, i filmati dell'Afp mostrano reparti ridotti a cumuli di letti metallici rovesciati, soffitti spalancati e attrezzature mediche sparse. "Non so cosa dire. Le immagini parlano più forte di qualsiasi parola: distruzione, distruzione e ancora distruzione", ha detto Saher Abu Al-Atta, un residente che era tornato in città.
Camion con aiuti hanno iniziato intanto a entrare nella Striscia, ha reso noto l'agenzia israeliana che coordina le attività del governo nei territori (Cogat), senza precisare quanti siano i primi camion. L'accordo prevede l'arrivo nella Striscia di 600 camion di aiuti al giorno, principalmente cibo, medicine e altri dispositivi medici, tende e coperte, combustibili e gas per le cucine da campo. La distribuzione di tali aiuti sarà operata, sempre secondo l'accordo, dalle Nazioni Unite e da altri donatori. Secondo Cogat sarà anche autorizzato l'ingresso nella Striscia di materiali essenziali per la riparazione delle infrastrutture critiche.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha scritto su X di aver "avuto una lunga telefonata con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio. Un confronto sul cessate il fuoco a Gaza. Lavoriamo insieme per una rapida attuazione del Piano di Pace del Presidente Trump, che prevede anche un pronto ritorno a casa degli ostaggi". Tajani ha aggiunto di essersi "congratulato per l’efficacia dell’azione americana, un grande successo politico e diplomatico".
"Siamo pronti a partecipare con i nostri militari ad una missione di pace e sicurezza, con le nostre imprese a ricostruire Gaza partendo da scuole e ospedali", ha scritto il ministro degli Esteri, sottolineando che "il governo italiano sarà pienamente impegnato al fianco degli Stati Uniti e degli altri partner europei e regionali per contribuire a creare le giuste condizioni di stabilità". "L'Italia - ha affermato ancora - continuerà nel suo impegno umanitario per assistere la popolazione palestinese e lavorerà per garantire la sicurezza di Israele".
L'ex segretaria di Stato Hillary Clinton plaude intanto il suo arcinemico Donald Trump - che la sconfisse alle elezioni presidenziali del 2016 al termine di una aspra campagna elettorale - per il cessate il fuoco raggiunto a Gaza, frutto della sua opera di mediazione. In una intervista a Cbs, Clinton ha detto di voler "davvero elogiare il Presidente Trump e la sua Amministrazione, così come i leader arabi della regione" per aver definito un quadro per portare a termine il compito. I negoziatori americani, ha aggiunto, "sono riusciti ad approfittare di una apertura che si è presentata e sono stati in grado di avere successo".