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Rafah, Usa: "Israele ha ammassato truppe per assalto". Qatar: "Colloqui in stallo"

Anche se non è chiaro se in effetti l'operazione ci sarà. Idf: "Veicolo Onu colpito era in una zona di combattimenti attivi". Wsj: Egitto valuta riduzione rapporti diplomatici con Israele

Tank israeliano - (Afp)
Tank israeliano - (Afp)
14 maggio 2024 | 07.46
LETTURA: 6 minuti

 Israele ha ammassato alla periferia di Rafah un numero sufficiente di soldati per lanciare nei prossimi giorni un'invasione su larga scala della città del sud della Striscia di Gaza, anche se non è chiaro se in effetti l'operazione ci sarà. Lo hanno detto alla Cnn due fonti dell'amministrazione americana, una delle quali ha sottolineato che Israele non ha ancora fatto i preparativi adeguati necessari in vista di una possibile evacuazione di oltre un milione di persone da Rafah.

Ben-Gvir: "Israele deve tornare nella Striscia di Gaza"

“Affinché il problema di Gaza non si ripresenti, bisogna fare due cose: ritornare nella Striscia e incoraggiare la partenza volontaria dei residenti. Questo è morale, razionale e umanitario”, ha detto il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, di estrema destra, parlando durante una manifestazione per il reinsediamento della Striscia di Gaza a Sderot, in Israele. Ben-Gvir si è scagliato inoltre contro gli aiuti nella Striscia, che i più stretti alleati di Israele hanno chiesto di aumentare. “Mi vergogno di essere l’unico nel governo a votare contro il trasferimento delle spedizioni a Gaza attraverso Kerem Shalom. Volete gli aiuti umanitari?Riportate i rapiti".

Raid su scuola Unrwa, per Idf era centro comando Hamas

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver colpito un centro di comando di Hamas all'interno di una scuola gestita dall'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati palestinesi, nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. In una nota le Idf hanno spiegato che più di 15 agenti terroristici, inclusi 10 membri di Hamas, sono stati uccisi nell'attacco. Tra loro c'erano anche i terroristi della forza d'élite Nukhba di Hamas che hanno partecipato all'attacco del 7 ottobre, hanno riferito i militari.
L'IDF afferma che l'attacco è stato effettuato sulla base di informazioni "accurate di intelligence" fornite dall'agenzia di sicurezza Shin Bet e dalla direzione dell'intelligence militare. "L'attacco è stato pianificato attentamente ed effettuato utilizzando munizioni precise, evitando il più possibile di colpire i civili", affermano i militari in una nota. Secondo le Idf e lo Shin Bet la sala di comando è stata utilizzata da Hamas per pianificare attacchi contro le truppe che operavano nel centro di Gaza nelle ultime settimane.

Onu: "450mila persone fuggite da Rafah, cessate fuoco unica speranza"

Sarebbero ormai circa 450.000 le persone fuggite da inizio mese da Rafah. "Le famiglie continuano a fuggire in cerca di sicurezza", si legge in un post su X dell'Unrwa che ripete: "Nessun posto è sicuro. L'unica speranza è un cessate il fuoco immediato".

Premier Qatar: "Colloqui per cessate fuoco in stallo, ha inciso Rafah"

"Purtroppo le cose non sono andate nella giusta direzione e al momento siamo sostanzialmente in una fase quasi di stallo nei colloqui. Certamente, quanto è accaduto con Rafah ci ha riportato indietro". Si è espresso così il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, intervenuto al Qatar Economic Forum che si è aperto stamani a Doha. In dichiarazioni rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera, Al Thani ha assicurato che il suo Paese non ha smesso di fare da mediatore tra Israele e Hamas e che nonostante le difficoltà proseguirà nel suo impegno. "Quando ci sono due parti che vogliono mettersi d'accordo su qualcosa, è necessario accordarsi prima di tutto sulle linee di fondo. Credo che quello a cui stiamo assistendo sia una differenza sostanziale tra le due parti", ha detto ancora il premier del Qatar. "C'è una parte che vuole la fine della guerra per poi parlare degli ostaggi - ha detto Al Thani in dichiarazioni riportate dalla tv satellitare al-Jazeera - C'è un'altra parte che vuole riportare a casa gli ostaggi e che vuole continuare la guerra. E fin quando non ci sarà comunanza, non si arriverà a un risultato".

Usa: "Vittoria totale Israele su Hamas improbabile"

L'amministrazione Biden non crede che l'attuale strategia di Israele contro Hamas possa portare a una "vittoria totale", uno sviluppo che non viene ritenuto "probabile o possibile". E' in questi termini che si è espresso il vice segretario di Stato Usa, Kurt Campbell, intervenuto nelle scorse ore al Nato Youth Summit a Miami. "A volte, ascoltando con attenzione i leader israeliani parlano per lo più dell'idea di una sorta di vittoria schiacciante sul campo, di una vittoria totale - ha affermato Campbell in dichiarazioni rilanciate dai media americani - Non penso che noi crediamo questo sia probabile o possibile". Mentre da mesi, dall'attacco in Israele del 7 ottobre dello scorso anno, il premier israeliano Benjamin Netanyahu insiste nel voler arrivare a una "vittoria totale" su Hamas, che nel 2007 prese il controllo della Striscia di Gaza.

In questo contesto, ha detto Campbell, "molti Paesi" vogliono vedere "una soluzione politica in cui ci sia più rispetto per i diritti dei palestinesi", ma "non penso sia mai stato così difficile come in questo momento, anche se credo ancora che l'impegno ci sia".

Wsj: Egitto valuta riduzione rapporti diplomatici con Israele

L'Egitto dal canto suo starebbe valutando la possibilità di ridurre - ma non di interrompere - le relazioni diplomatiche con Israele. A riferirlo all Wall Street Journal sono stati funzionari del Cairo. Tra le possibili mosse prese in esame, il ritiro dell'ambasciatore egiziano da Tel Aviv. "Allo stato attuale, non ci sono piani per sospendere le relazioni" o sconfessare Camp David, ha dichiarato al giornale un funzionario egiziano, riferendosi agli accordi che hanno portato al trattato di pace del 1979 tra i due Paesi. "Ma finché le forze israeliane rimarranno al valico di Rafah, l'Egitto non invierà un solo camion".
Domenica, l'Egitto ha dichiarato che sosterrà la causa in corso del Sudafrica presso la Corte internazionale di giustizia che accusa Israele di genocidio a Gaza, un giorno dopo aver detto che si rifiuterà di coordinare gli aiuti che entrano a Gaza attraverso Rafah finché le truppe dell'IDF rimarranno lì.

Idf: "Veicolo Onu colpito era in una zona di combattimenti attivi"

I due dipendenti delle Nazioni Unite colpiti ieri a Rafah si trovavano in una zona di "combattimenti attivi". A dichiararlo è stato l'esercito israeliano, precisando che l'episodio è ancora oggetto di indagine. Rispondendo ad una domanda, l'Idf ha detto di aver ricevuto indicazioni secondo cui due membri del Dipartimento di sicurezza delle Nazioni Unite sono stati colpiti mentre si trovavano in un veicolo nell'area di Rafah.

In base a una prima revisione dei fatti - rendono noto le forze armate citate dal Times of Israel - il mezzo è stato colpito "durante i combattimenti in un'area definita come zona di combattimento attivo". Le forze armate israeliane hanno precisato inoltre che il percorso del veicolo era sconosciuto ai militari. L'Idf non ha confermato che le sue forze abbiano sparato al veicolo. "Tutti i dettagli dell'incidente sono in fase di revisione".

Secondo le Nazioni Unite l'auto in cui i dipendenti si stavano recando in ospedale era chiaramente contrassegnata come veicolo delle Nazioni Unite, ha detto il portavoce. In totale, dall'inizio della guerra di Gaza sono stati uccisi quasi 200 dipendenti delle Nazioni Unite, finora tutti palestinesi.

Hamas ha accusato Israele per l'attacco: "Israele ha ucciso due cittadini stranieri (un uomo e una donna) che viaggiavano in un veicolo delle Nazioni Unite con una bandiera e segni di identificazione dell'Onu", ha dichiarato Hamas in una nota nella quale ha indicato che Israele e Stati Uniti "hanno la piena responsabilità" per i danni riportati dai "team stranieri" di soccorso a Gaza e per i "crimini di guerra" commessi nell'enclave.

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