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Il Giorno del Ricordo, domani la celebrazione al Quirinale

08 febbraio 2024 | 16.52
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La memoria delle Foibe e dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati nelle testimonianze dei sopravvissuti. Interventi del Presidente Mattarella, del ministro degli Esteri Tajani, del presidente dell'Associazione degli esuli De Vergottini e del professor Davide Rossi dell'Università di Trieste.

l Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la signora Laura in occasione della celebrazione del “Giorno del Ricordo” 2023
l Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la signora Laura in occasione della celebrazione del “Giorno del Ricordo” 2023

Verrà celebrato domani alle 11 al Quirinale il 'Giorno del Ricordo', in memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Sono previsti gli interventi di Giuseppe De Vergottini, presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati; del professor Davide Rossi, ordinario di Storia e tecnica delle codificazioni e costituzioni europee; del ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Durante la cerimonia, condotta dall'attrice Viola Graziosi e trasmessa in diretta su Raiuno, verranno eseguiti brani musicali e ascoltate testimonianze di alcuni esuli.

La mattinata si concluderà con l'intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, protagonista durante i suoi mandati di iniziative per tener viva la memoria degli eventi celebrati nel Giorno del Ricordo e per superare definitivamente gli antichi contrasti e rafforzare l'amicizia tra Italia e Slovenia, che troverà un importante suggello nella designazione congiunta di Nova Gorica e Gorizia quali Capitale europea della Cultura 2025.

"L'esodo riguarda l'intera nazione, non è una questione di parte, né di destra né di sinistra", afferma all'Adnkronos Giuseppe De Vergottini, presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati (Federesuli). De Vergottini sottolinea che la ricorrenza del 10 febbraio serve proprio per ricordare "le violenze fatte dai partigiani titini", per ricordare "le stragi avvenute e le conseguenze del clima di terrore e paura che si era creato, spingendo le popolazioni italiane della zona a spostarsi in altre parti d'Italia e all'estero". Secondo il presidente di Federesuli è importante la ricorrenza al Quirinale perché "per noi il presidente della Repubblica è un centro di riferimento indipendente dall'attività politica dei partiti e il fatto di essere ricevuti è per noi attestazione dell'interesse di tutti gli italiani".

Con la legge del 2004, che ha istituito il Giorno del Ricordo, "si è superata una fase di lunga di distrazione della memoria", osserva. Il primo via libera alla Camera, oggi, sulla legge per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata nelle giovani generazioni, conclude De Vergottini, "offre a chi si vuole occupare di questo argomento maggiori strumenti di conoscenza e viaggi di istruzione".

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