È morto Gianni Mattioli, addio a uno dei padri dell’ambientalismo italiano

Eletto per la prima volta alla Camera nel 1987 con la Lista Verde, è stato ministro per le Politiche comunitarie nel governo Amato. il ricordo di Bonelli: "Tra i principali artefici della storica battaglia antinucleare che ha cambiato il nostro Paese"

È morto Gianni Mattioli, addio a uno dei padri dell’ambientalismo italiano
01 giugno 2026 | 10.46
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"Con profondo dolore apprendo della scomparsa di Gianni Mattioli, fondatore delle Liste Verdi, già deputato e ministro della Repubblica. Se ne va uno dei protagonisti più autorevoli dell’ambientalismo italiano, un uomo che ha saputo coniugare rigore scientifico, impegno civile e passione politica". Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.

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"Insieme a Massimo Scalia -ricorda- è stato uno dei principali artefici della storica battaglia antinucleare che ha cambiato il nostro Paese e un punto di riferimento dell’ambientalismo scientifico italiano. Gianni Mattioli ha dedicato la sua vita alla difesa dell’ambiente, alla ricerca di modelli energetici sostenibili e alla costruzione di una cultura ecologista fondata sulla conoscenza e sulla responsabilità verso le future generazioni. La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per il movimento ecologista, per la politica e per l’Italia. A nome di Europa Verde e mio personale esprimo il più sincero cordoglio ai suoi familiari e a tutte le persone che hanno condiviso con lui un lungo percorso di impegno civile e politico. Ciao Gianni, riposa in pace".

Nato il 29 gennaio 1940 a Genova, laureato in Fisica all'Università degli Studi di Roma 'La Sapienza' nel 1964 con una tesi sulla diffusione delle particelle ad alta energia, Mattioli è stato eletto alla Camera nel 1987 per la Lista verde, rimanendo deputato fino al 2001. Ha ricoperto l’incarico di Sottosegretario al ministero dei lavori pubblici dal 1996 al 2000 nei governi Prodi e D'Alema ed è stato ministro per le Politiche comunitarie dal 2000 al 2001 nel governo Amato.

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