All’ASST Santi Paolo e Carlo hanno introdotto un nuovo modello di cura su misura. Usano farmaci, tecniche mini-invasive, laser, chirurgia robotica, radiologia interventistica e intelligenza artificiale per trovare il trattamento più adatto a ogni uomo
in collaborazione con: Studio Urocare Milano
Non conta solo quanto è grande la prostata, ma come vive il paziente. È da questo principio che nasce “IPB su misura”, il nuovo percorso dedicato all’ipertrofia prostatica benigna (IPB) dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, che integra terapia farmacologica, tecniche mini-invasive, laser, chirurgia robotica, radiologia interventistica e strumenti di intelligenza artificiale per individuare il trattamento più adatto a ogni uomo.
La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie al sostegno della Direzione Strategica dell’ASST Santi Paolo e Carlo, con un particolare ringraziamento al Direttore Generale Simona Giroldi, al Direttore Sanitario Stefano Schieppati, al Direttore Amministrativo Giuliana Bensa , al Direttore Socio-Sanitario Dario Laquintana e all ‘ Ingegneria clinica diretta da Vittoria Di Marcoberardino per aver sostenuto lo sviluppo di un modello di presa in carico sempre più completo e personalizzato del paziente urologico.
«Per molti anni ci siamo concentrati soprattutto sulle dimensioni della prostata. Oggi, invece, il punto di partenza è il paziente», spiega il Prof. Matteo Ferro, Direttore della UOC di Urologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo e Professore Associato di Urologia all’Università degli Studi di Milano. «Due uomini con prostate delle stesse dimensioni possono avere sintomi, aspettative ed esigenze completamente diverse. È quindi evidente che non possano ricevere tutti lo stesso trattamento».
L’ipertrofia prostatica benigna è un ingrossamento non tumorale della prostata che interessa una quota crescente della popolazione maschile con l’avanzare dell’età. Può determinare una compressione dell’uretra e causare riduzione del getto urinario, aumento della frequenza minzionale, urgenza e necessità di alzarsi più volte durante la notte, con conseguenze talvolta rilevanti sulla qualità della vita e sul sonno. Si tratta di una patologia benigna, distinta dal tumore della prostata, anche se le due condizioni possono coesistere nello stesso paziente.
Un percorso costruito intorno al paziente
“IPB su misura” prende avvio da una valutazione urologica approfondita che non considera soltanto la gravità dei sintomi o le dimensioni della prostata. Vengono valutati anche l’impatto dei disturbi sulla qualità della vita e sul sonno, la funzione della vescica e dei reni, le patologie concomitanti, le terapie già in corso, l’attività lavorativa e sportiva, la salute sessuale e, soprattutto, le aspettative del paziente.
L’obiettivo è passare da una medicina basata sulla scelta di una singola tecnica a un percorso nel quale sia il trattamento ad adattarsi al paziente.
L’ASST Santi Paolo e Carlo dispone oggi di un ampio spettro di opzioni terapeutiche. Alle terapie farmacologiche, che rappresentano spesso il primo approccio, si affiancano procedure mini-invasive come Rezūm, che utilizza il vapore acqueo per trattare il tessuto prostatico responsabile dell’ostruzione.
Tra le tecniche disponibili rientra anche Aquablation, procedura robotica che utilizza un getto d’acqua ad alta pressione guidato da immagini ecografiche in tempo reale. L’équipe offre inoltre l’embolizzazione delle arterie prostatiche, in collaborazione con la Radiologia Interventistica, la chirurgia laser HoLEP, particolarmente indicata anche nelle prostate di grandi dimensioni, la resezione transuretrale della prostata (TURP) e, nei casi più complessi e selezionati, la prostatectomia semplice robot-assistita (RASP).
«Nessuna tecnica è la migliore in assoluto», sottolinea il Prof. Ferro. «Il vero vantaggio consiste nel poter disporre di più possibilità terapeutiche e scegliere, insieme al paziente, quella più adatta alle sue caratteristiche cliniche, alle sue priorità e alle sue aspettative».
Salute urinaria e salute sessuale fanno parte dello stesso percorso
Un elemento centrale del progetto è l’integrazione tra salute urinaria e salute sessuale. Disturbi urinari legati all’IPB e disfunzione erettile sono frequentemente associati e condividono numerosi fattori di rischio e alcuni meccanismi fisiopatologici, tra cui anche processi infiammatori.
Per questo motivo, da oltre un anno è attivo presso l’ASST Santi Paolo e Carlo un ambulatorio andrologico pubblico, coordinato dal Dott. Giuseppe Fallara, dal Dott. Francesco Chierigo e dal Dott. Marco Tozzi, dedicato alla valutazione e al trattamento delle principali problematiche della salute sessuale maschile, inclusa la disfunzione erettile.
La presenza di un percorso andrologico all’interno della stessa Urologia consente quindi di valutare contemporaneamente sintomi urinari e funzione sessuale e di tenerne conto nella scelta della terapia per l’IPB.
Uno dei timori che più frequentemente induce gli uomini a rimandare il trattamento è infatti quello di compromettere la propria funzione sessuale. Nella maggior parte dei pazienti, quando l’intervento è correttamente indicato, la funzione erettile non viene compromessa direttamente dalla procedura. Ciò che può modificarsi è soprattutto l’eiaculazione, con la possibile comparsa di eiaculazione retrograda, che non deve essere confusa con l’impotenza.
Alcune procedure, come Rezūm e, nei pazienti opportunamente selezionati, Aquablation, possono inoltre offrire una maggiore probabilità di preservare l’eiaculazione rispetto ad alcuni interventi chirurgici tradizionali.
Dalla cura della malattia al recupero della funzione
La stessa attenzione alla qualità di vita viene applicata anche al paziente oncologico.
Presso l’Urologia è stato infatti attivato un ambulatorio dedicato al recupero funzionale dopo prostatectomia radicale, con particolare attenzione ai due aspetti che maggiormente possono condizionare la qualità di vita dopo l’intervento: il recupero della continenza urinaria e della funzione erettile.
Il paziente viene seguito in maniera strutturata dopo la chirurgia, con l’obiettivo di individuare precocemente eventuali difficoltà nel recupero e proporre strategie riabilitative e terapeutiche personalizzate.
Il principio è lo stesso che guida “IPB su misura”: non occuparsi soltanto della patologia, ma della persona e delle conseguenze che la malattia e il suo trattamento possono avere sulla sua vita quotidiana. Nel paziente con tumore della prostata, il controllo oncologico rimane naturalmente la priorità, ma il recupero della continenza, della funzione sessuale e della qualità di vita rappresenta parte integrante del percorso di cura.
Un progetto che nasce all’interno di un modello più ampio di Urologia
“IPB su misura” non rappresenta quindi un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un percorso di sviluppo più ampio della UOC di Urologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo, orientato alla personalizzazione delle cure, all’innovazione tecnologica e alla tutela della qualità di vita del paziente.
Accanto al nuovo percorso per l’IPB sono infatti attivi programmi dedicati alla chirurgia renale robotica mini-invasiva con l’impiego di modelli tridimensionali, al “Prostate Cancer Fast Track”, all’andrologia protesica e al recupero funzionale dopo chirurgia prostatica.
Un ringraziamento va a tutta l’équipe dell’Urologia, il cui lavoro quotidiano permette di sostenere e sviluppare questi programmi e di integrare competenze differenti all’interno di un unico percorso assistenziale.
Il progetto “IPB su misura” è coordinato dal Prof. Matteo Ferro insieme al Dott. Roberto Bianchi, al Dott. Francesco Chierigo, alla Dott.ssa Letizia Jannello, al Dott. Igor Piacentini e al Dott. Oliviero Guglielmo, con il coinvolgimento dell’intera équipe della UOC di Urologia.
Fondamentale è inoltre la collaborazione con la Radiologia Interventistica, diretta dal Dott. Ruggero Vercelli, e con l’équipe del Prof. Davide Chiumello per gli aspetti legati alla gestione del dolore e all’assistenza perioperatoria.
Anche l’intelligenza artificiale a supporto delle decisioni
Parallelamente all’attività clinica, il gruppo è impegnato nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale capaci di integrare dati anatomici, clinici e funzionali con l’obiettivo di stimare la probabilità di successo delle diverse strategie terapeutiche, il rischio di complicanze e i tempi di recupero.
«Questi strumenti non sostituiscono il medico», precisa Ferro. «Rappresentano un supporto al processo decisionale e potranno contribuire a rendere la medicina personalizzata ancora più precisa».
Il messaggio ai pazienti
Molti uomini convivono per anni con disturbi urinari pensando che siano una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento.
«Non è così», conclude il Prof. Ferro. «Oggi disponiamo di trattamenti sempre più efficaci, meno invasivi e maggiormente personalizzabili. Rivolgersi tempestivamente allo specialista significa proteggere la funzione della vescica e dei reni e, spesso, poter accedere a procedure meno invasive. La vera innovazione non è una singola tecnologia, ma la capacità di scegliere quella giusta per il paziente giusto».