La bambina aveva 5 anni. I corpi in camera da letto con ferite di arma da fuoco, trovato ucciso anche il cane. Indagano i carabinieri
Omicidio-suicidio. E' l'ipotesi più accreditata per la morte di padre, madre e della figlia minore, disabile, trovati in casa con ferite di arma da fuoco oggi intorno alle 13, in un appartamento in via dell'Antracite, nella zona di Pietralata, a Roma.
Luca Abbasciano, 42 anni, era un tecnico informatico. Sua moglie, Valentina Pambianco, aveva 41 anni. La loro bambina, Bianca, doveva ancora compiere 6 anni. A seguito della richiesta di un familiare che non riusciva a contattarli, i vigili del fuoco hanno forzato la porta, constatando la presenza dei tre cadaveri in camera da letto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Montesacro che stanno ricostruendo quanto accaduto. Nel corso del sopralluogo è stato trovato ucciso anche il cane.
Diverse lettere manoscritte che preannunciavano il gesto estremo firmate dai coniugi sono state trovate, secondo quanto apprende l'Adnkronos, nella cucina dell'abitazione. Durante i rilievi effettuati sul posto da parte dei carabinieri, alla presenza del medico legale e del pm della Procura della Repubblica di Roma, è stata sequestrata una pistola regolarmente detenuta, una Glock.
Al momento le ipotesi investigative non escludono un drammatico caso di omicidio-suicidio riconducibile a una grave situazione di disagio personale e familiare. Sono in corso gli accertamenti della Procura di Roma per ricostruire con esattezza la dinamica e stabilire chi dei due coniugi abbia sparato.
"La famiglia trovata senza vita nell'appartamento a Pietralata era seguita dai nostri servizi sociali, la figlia era disabile grave. Persone per bene, che lottavano da anni - dice all'Adnkronos Massimiliano Umberti, presidente del IV municipio di Roma - La mamma non si era mai rassegnata. Ancora non sappiamo la dinamica di quanto accaduto ma tengo a precisare che non si tratta di una situazione di marginalità e nonostante noi, come amministrazione, li avessimo in carico, nonostante fossero seguiti anche economicamente, non è bastato. Oggi c'è tanto rammarico e soprattutto, disperazione perché di fronte a determinate questioni non abbiamo una soluzione".
"Non conoscevo personalmente i due genitori - spiega - ma da quello che sappiamo, dalle prime cose che mi hanno detto i nostri uffici, è che comunque è sempre stata una lotta per l'accettazione di questa cosa. Non so se oggi non ce l'hanno fatta più. È un dramma. Come istituzione, sicuramente saremo presenti ai funerali. Il più grosso male che c'è oggi, secondo me, è proprio che di fronte a determinate problematiche non si riescono a dare delle risposte più efficaci. Perché non se ne ha la possibilità".