Sanremo 2026, Ditonellapiaga in purezza: "'Che Fastidio!' sono io al 100%"

Il ritorno al festival tra ironia, ansia e libertà: "I voti più alti nelle pagelle? Un po' d'ansia c'è. Non vorrei deludere le aspettative create". "Il duetto con Tony Pitony? Non potevo chiedere di meglio"

Ditonellapiaga fotografata da Ilaria Ieie
Ditonellapiaga fotografata da Ilaria Ieie
20 febbraio 2026 | 18.32
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È con l’entusiasmo di chi sta per affrontare una sfida che non aveva messo in conto, e con la leggerezza di chi sa ridere anche di sé, che Ditonellapiaga si presenta alla vigilia del suo ritorno al Festival di Sanremo, dopo l'esperienza in coppia con Donatella Rettore nel 2022. “Ho appena preso la patente”, esordisce ridendo, “ero tentata di venire qui guidando un pullman, ma per la vostra incolumità abbiamo pensato che era meglio di no”, aggiunge con quella miscela di ironia e sincerità che la contraddistingue.

Quest’anno è in gara all’Ariston da sola con 'Che fastidio!', un brano che - dice senza esitazioni - "rispecchia al 100% la mia identità musicale e contenutistica”. Un pezzo che non immaginava potesse trovare spazio sul palco più istituzionale della musica italiana. “Mai mi sarei aspettata di vedere questo brano all’Ariston. Carlo Conti è stato coraggiosissimo”, sottolinea. “E poi c’è l’arrangiamento orchestrale di Carolina Bubbico: è magistrale. Costruire una partitura dell'orchestra su un brano così elettronico non era affatto facile. Ha fatto un lavoro egregio, sentirlo mi dà una forza incredibile”. La sua preparazione per il festival è intensa: “Sono molto concentrata. Un po’ di strizzetta c’è, ma sono molto grata".

'Che fastidio!' è nato "dopo una discussione con i miei discografici, lo dico qui davanti a loro”, rivela Ditonellapiaga. “Il mio percorso è un po’ difficile: sono sempre troppo pop per l’underground e troppo alternativa per il mainstream. Non avere una casa, non essere etichettabile, oggi è un problema. Io invece lo vedo come una virtù”.

Da quello scontro, però, è arrivata una chiarezza nuova. “Nel momento in cui ho deciso di rispettare la mia identità, le mie scelte, le mie idee, le cose sono arrivate”. E 'Che fastidio!' è diventato un manifesto di questo nuovo corso: un elenco ironico, pungente, a tratti surreale, delle "piccole e grandi costrizioni sociali" che ci limitano la libertà "come una giacca troppo stretta". “Parla di canoni e formalità che ci stanno stretti. Quasi tutte le cose che elenco mi riguardano davvero. Vorrei che non venisse preso come arrogante: è un brano simpatico, in realtà”.

Qualcuno ha visto nel pezzo un’eco di 'Nuntereggae più' di Rino Gaetano. Lei sorride. “Non è stata un’ispirazione diretta, ma chiaramente è un brano che conosco e che trovo bellissimo. La prima a dirmelo è stata Donatella Rettore che ci ha trovato un 'Nuntereggae più 2.0'. Per me non è proprio così, ma se ci vedete delle somiglianze ne sono felice”. Intanto, agli ascolti in anteprima per la stampa, è stata la più votata. Una sorpresa: “Quando ho letto le pagelle ho pensato a un cortocircuito. Non mi sembrava verosimile. Questo pezzo è divisivo: ci sarà chi lo amerà e chi lo detesterà. Ho paura che l’aspettativa creata possa deludere qualcuno. Io mi sono impegnata tantissimo, ma un po’ di ansia c’è”.

Nel brano cita anche i “giornalisti perbenisti”. “Era una rima che funzionava”, minimizza. “E poi era un modo per ironizzare su chi non prende posizione”. Altri fastidi? “I vocali per dire solo ‘ok’: scrivete! Il pilates e il cibo salutare: ci dedichiamo tutti, ma vorremmo fare altro. E poi non potersi sentire sicura in un club: vorrei andare a divertirmi senza dovermi guardare le spalle”.

Ditonellapiaga, all'anagrafe Margherita Carducci, è abituata a dare "fastidio", "a partire dal nome, che ad un certo punto è stato anche un problema", perché "la mia immagine di ragazza carina, purtroppo non funziona con un nome del genere, che spesso viene percepito come respingente". "C'è stato un momento - rivela - in cui è stato considerato di cambiarlo. Ma aderire a un modello che non è il mio mi faceva stare male. Credo che adesso la gente abbia bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso, e soprattutto di qualcosa di autentico. Non funzionerà mai provare ad essere la persona che non sei". L'album 'Miss Italia' che uscirà ad aprile parla anche di questo: "è stato scritto in seguito a un momento in cui mi sentivo paralizzata dalle aspettative che avevano gli altri su di me e dall'idea che avevano gli altri di me".

Intanto la sua Sanremo‑week sarà all’insegna "dell’irriverenza e della follia", anche nella serata delle cover, dove duetterà con Tony Pitony in 'The Lady Is a Tramp'. “Non potevo avere persona migliore al mio fianco. Tony è un maestro di ironia, di teatralità. E poi ha una vocalità sensazionale". E a chi chiede se non sia strano che lei, femminista, salga sul palco con un artista i cui testi sono pieni di stereotipi sessisti, Ditonellapiaga risponde: "Io trovo che la sua produzione artistica sia chiaramente ironica, per me è da considerare come Checco Zalone: bisogna ridere di lui e non ridere con lui. Nel momento in cui Checco Zalone canta 'Gli uomini sessuali/Sono gente tali e quali come noi/Noi normali', per quanto mi riguarda, è evidente che stiamo parlando di una persona che sta facendo satira su un personaggio che è un troglodita. Però capisco che le sensibilità siano ovviamente diverse".

Al festival ci sarà spazio anche per l’amicizia, come quella con Fulminacci. “Ha detto che, se fossimo tutti e due sul podio e vincessi io, potrebbe urlare ‘noooo’. Per par condicio, se vincesse invece lui, io gli tirerei una scarpa”, scherza.

Dietro l’ironia, però, c’è una disciplina ferrea. “A Sanremo ho chiesto 40 minuti al giorno solo per la voce. Su quel palco tutti cadono. Quindi bisogna arrivare a stare al 100% perché poi il 30% te lo perdi sicuramente con la tensione. Io lavoro con una bravissima vocal coach, Marta Gervi, che poi diventa anche una mental coach, perché ha la capacità non solo di allenare la mia voce, ma anche di capirmi e di cercare di capire come sono in quel momento, anche emotivamente, soprattutto prima di un'esibizione come quella".

Nel futuro di Ditonellapiaga non c'è solo il nuovo album ma anche la recitazione: sarà nel film 'Notte prima degli esami 3.0'. “È una passione che ho sempre avuto. Ho studiato in un’accademia teatrale prima di diventare Ditonellapiaga. Non voglio che diventi il mio mestiere, ma voglio coltivarla”.

Infine la domanda più dribblata di questo festival: andresti a Eurovision se vincessi Sanremo? "Onestamente non ci ho proprio pensato. Io non penso che arriverò mai neanche nella prima cinquina", conclude scaramanticamente.

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