Sanremo 2026, Sayf chi è: le origini, l'amore per Genova, il 'paragone' con Ghali

Il titolo del brano che l’artista porterà sul palco del Teatro Ariston è 'Tu mi piaci tanto'

Sayf - fotogramma/ipa
Sayf - fotogramma/ipa
24 febbraio 2026 | 20.43
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Sayf è uno dei 30 concorrenti Big in gara al Festival di Sanremo 2026. Il cantante e rapper ligure fa il suo esordio nella 76esima edizione del Festival con il brano intitolato 'Tu mi piaci tanto'.

Sayf, chi è

Sayf è un rapper di 26 anni, classe 1999, nato da madre tunisina e padre italiano a Genova e cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. Si tratta di uno dei profili più interessanti della nuova scena urban in Italia, che riesce a coniugare stili diversi e non si ferma alle coordinate tradizionali del rap.

Sayf si avvicina alla musica da bambino, studiando tromba alle scuole medie. Uno strumento che lo accompagna ancora oggi nelle canzoni e nei concerti, e le cui sonorità si ritrovano in molti suoi brani. A quattordici anni nasce la sua passione per il rap e nel 2017 entra nel collettivo Luvre Muzik – fondato insieme al produttore genovese Zero Vicious – con cui pubblica due mixtape indipendenti: Sono triste (2019), progetto di 25 tracce poi "rinnegato", e Everyday Struggle (2020), scritto durante la pandemia mentre viveva a Sesto San Giovanni, a Milano.

La maturità artistica però arriva nel 2024, anno in cui Sayf fonda il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music, pubblicando l’EP 'Se Dio Vuole' e cominciando a farsi notare con una serie di singoli che ne rivelano l’identità musicale.

Nascono quindi collaborazioni con Rhove,Disme ed Ele A e poi, nel 2025, quella con Bresh in 'Erica', uno dei brani più di successi dell'album 'Mediterraneo'. Il grande pubblico, in ogni caso, lo ha scoperto in estate con 'Sto bene al mare', brano firmato insieme a Marco Mengoni e Rkomi.

L'amore per l'Italia

L'artista è innamorato del suo paese, l'Italia: "La amo, nonostante tutto. Siamo un paese incasinato, però rispetto a tanti nel mondo penso che sia veramente il migliore a livello di qualità della vita, di cucina, di cultura. La vedo difficilmente eguagliabile". Un amore viscerale che si lega a quello per la sua città, Genova: "È fondamentale, è mia madre. È una città viva, forse poco conosciuta e poco romanticizzata, però è bellissima".

Il paragone con Ghali

Interrogato su un possibile impegno politico sul palco, sulla scia di Ghali, Sayf è chiaro: "Rispetto tantissimo Ghali, lo conosco e gli voglio bene, e rispetto il suo impegno politico e sociale. Detto questo, io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono tunisino e ho i capelli simili. Credo che queste cose vadano fatte perché uno se le sente. Un impegno sociale del genere non è uno slogan, non va preso con leggerezza. Condivido le posizioni che ha preso finora e, se ci sarà una questione su cui sentirò di espormi, lo farò".

La religione

Sul suo rapporto con la religione, l'artista conferma di avere uno "spirito religioso" ma preferisce mantenerlo in una sfera privata. "Il rapporto con la fede è una cosa molto personale e sono restio a dargli un'etichetta. Essendo cresciuto con mia madre, ci sono pratiche che mi appartengono, come non mangiare il maiale e osservare il Ramadan. Ma ho enorme rispetto per chi si definisce in una religione e non vorrei mancare di rispetto definendomi, perché poi mi sento un peccatore da entrambe le parti".

'Tu mi piaci tanto', testo e significato

Un brano che lui stesso definisce "una supposta": una melodia orecchiabile che nasconde un testo denso e stratificato. Nel brano, l'artista italo-tunisino mescola un viaggio tra citazioni spiazzanti. Si parte dal ricordo vivido dei Mondiali del 2006 ("Me li ricordo vividamente, tifavo in modo sfegatato"), si passa per un riferimento a Luigi Tenco per raccontare la pressione del debutto ("È forse la parte più personale, un modo per esprimere la paura di non venire capito") e si arriva persino a citare lo slogan di Berlusconi, "L'Italia è il paese che amo". "È una frase usata in modo sarcastico - spiega Sayf - ma col fatto di essere anche tunisino, per me ha un valore aggiunto".

Tu, figlio di un muratore

L’Emilia che si allaga

E la Liguria pure

E intanto che si ride

E che si fa l’amore

Le tue tasse vanno spese

In un hotel a ore

Io,

Amando a modo mio

Ho sbagliato tante cose

E tante mode non le seguo

Io,

Amando a modo mio

Avrei voluto darti

Meno cuore, amore mio

E allora

Corri contro il tempo

Che il denaro non ti aspetta

E cosa vuoi che sia la fretta

Su una macchina che scheggia

E non mi vedrai alla finestra

A farti una serenata

Perché il mondo non si ferma

Ma non ho fiato più

Rallenta

Quando si spegne la luce

Tu, con chi rimani?

Ti senti a posto

Col tuo vino rosso

Il nome su un bossolo?

Tu mi piaci

Tu mi piaci

Tu mi piaci tanto

Tu mi piaci

Tu mi piaci

Tu mi piaci tanto

Noi siamo tutti uguali

Al bar e a lavorare

Figli di nostra madre

Vogliamo solo amare

E in questa avidità

E in questo dimostrare

Tu mi piaci tanto

L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro

L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo

Il cielo è azzurro, e il pomeriggio

Se ci armate, noi non partiamo

E come ha detto un imprenditore

“L’Italia è il paese che amo”

Amore, amore mio

Che paura di venir capito

In questa fase di tirocinio

Tenco è morto qui vicino

Non temere, amore mio

Farò meglio per nostro figlio

Schiaccerò quelli degli altri

Così giocherà da solo

Quando si spegne la luce

Tu, con chi rimani?

Ti senti a posto

Col tuo vino rosso

Il nome su un bossolo?

Tu mi piaci

Tu mi piaci

Tu mi piaci tanto

Tu mi piaci

Tu mi piaci

Tu mi piaci tanto

Noi siamo tutti uguali

Al bar e a lavorare

Figli di nostra madre

Vogliamo solo amare

E in questa avidità

E in questo dimostrare

Tu mi piaci tanto

Ho fatto una canzonetta

È un fiore su una camionetta

E le botte delle piazze

Le dimentichiamo

Ho fatto una canzonetta

Spero che non vi spaventi

Che possiamo ripartire

Tutti a mano, a mano

Tu mi piaci

Tu mi piaci

Tu mi piaci tanto

Tu mi piaci

Tu mi piaci

Tu mi piaci tanto

Noi siamo tutti uguali

Al bar e a lavorare

Figli di nostra madre

Vogliamo solo amare

E in questa avidità

E in questo dimostrare

Tu mi piaci tanto.

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